Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
20 Gennaio 2015

Voluntary disclosure: la Svizzera passa white list

Di cosa si tratta

Attesa oramai da tempo è arrivata l’approvazione degli accordi in materia di collaborazione tra la Svizzera e l’Italia sulla trasparenza in materia fiscale, analogamente a quanto hanno fatto di recente il Lussemburgo e Monte Carlo (nel sito: “Voluntary disclosure e la situazione di Monte Carlo” e “Voluntary disclosure si accorcia la black list per il Lussemburgo”).
La notizia ha provocato due effetti opposti: chi credeva che la Svizzera non avrebbe rinunciato al segreto bancario, anche se tutti i segnali erano da tempo in direzione opposta, e chi si è accorto che con questa nuova realtà il tema di ricorrere alla voluntary disclosure si è rappresentato in tutta la sua necessità.
L’accordo sullo scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali è stato raggiunto e l’ufficialità con le sottoscrizioni è prevista per metà febbraio, divenendo l’accordo operativo dopo la ratifica dei rispettivi parlamenti.
In concreto la situazione dovrebbe diventare che dal 2017 l’Agenzia delle Entrate non necessiterà di una autorizzazione della magistratura che abbia configurato l’esistenza di un reato in capo al contribuente per chiedere la collaborazione della confederazione elvetica, ma potrà chiedere direttamente le informazioni sulle attività finanziarie detenute in Svizzera da parte del contribuente; non potrà essere opposto il segreto bancario.
Divenendo white list, la Svizzera sarà un Paese per il quale non si applicherà il raddoppio dei termini ai fini della voluntary disclosure e le sanzioni beneficeranno dell’apposito regime già descritto in altro articolo (cfr.: “I periodi di imposta “sanabili” con la voluntary disclosure”).
Siccome la possibilità di chiedere informazioni dovrebbe decorrere dal 2017 l’amministrazione tributaria potrà operare per individuare nei termini per i quali non si sia realizzata la prescrizione i dati del contribuente anche del periodo intermedio per trattarli di conseguenza se non sono stati dichiarati.
Va aggiunto che la Svizzera sta trattando con la Commissione europea anche l’accordo sullo scambio automatico di informazioni che andrebbe a comportare l’estensione del regime della Direttiva del 2014 (Dir. 9 dicembre 2014 n. 2014/107 UE), modificativa di quella del 2011 (Dir. 2011/16 UE).
Si è arrivati a questo risultato nonostante la presenza di altri temi non risolti che sono di interesse della Confederazione per i quali invece bisognerà attendere. Ci riferiamo allo status di Campione d’Italia, al regime della doppia imposizione e ai lavoratori frontalieri.

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