Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
23 Febbraio 2015

Voluntary disclosure: la centralità della relazione di accompagnamento

Di cosa si tratta

Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2015 n. 2015/13193 è stato approvato l’apposito Modello da utilizzare per compiere l’adesione alla collaborazione volontaria introdotta dalla legge 15 dicembre 2014 n. 186.
Al testo sono accompagnati quattro allegati: 1. il modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria; 2. le istruzioni per la compilazione del modello per la richiesta; 3. le specifiche tecniche per l’invio della relazione di accompagnamento e della documentazione; 4. il format per la redazione della relazione di accompagnamento e per la predisposizione della documentazione ai sensi dell’art. 5-quater, lett. a), del d.l. n. 167 del 1990.
Al punto 7.1. il provvedimento di approvazione del modello si sofferma a indicare la “documentazione a corredo del modello” e dà le modalità di presentazione.
Descrive quindi la richiesta di accesso che deve essere corredata da una relazione di accompagnamento, idonea a rappresentare analiticamente per ciascuna annualità d’imposta oggetto della procedura: l’ammontare degli investimenti e delle attività detenute all’estero; la determinazione dei redditi che servirono per costituirli e i redditi prodotti dalla dismissione o utilizzazione; la determinazione degli eventuali maggiori imponibili agli effetti delle varie imposte a questi applicabili e ancorché non connessi con le attività costituite o detenute all’estero.
Si aggiunge che “nella relazione devono essere fornite adeguate informazioni in ordine ai soggetti che presentano un collegamento in relazione alle attività estere oggetto della procedura. Contestualmente è trasmessa tutta la documentazione, a supporto di quanto riportato nella relazione sopracitata, utile alla ricostruzione degli investimenti e delle attività finanziarie detenute all’estero nonché alla determinazione dei maggiori imponibili”. Dall’allegato n. 4 è fornito uno schema per la redazione della relazione di accompagnamento e la predisposizione della relativa documentazione.
Crediamo che questo sia il documento centrale del lavoro del professionista che andrà ad applicarsi a fornire, illustrare e chiarire tutti gli elementi occorrenti per avere una corretta quantificazione degli importi da versare.
La struttura del format pone un forte legame tra la relazione e la documentazione offerta ed è evidenziato nei vari passaggi da compiere nel confezionamento del documento.
Dovrà essere fornito un quadro generale di tutte le violazioni che formano oggetto di emersione, delle modalità con cui le stesse sono state realizzate e dei momenti in cui sono state commesse. In particolare dovranno essere chiariti gli anni interessati dall’emersione ed il tipo di violazioni compiute in ciascun anno. ?
Inoltre in premessa va indicato un prospetto di riconciliazione tra la documentazione presentata e quanto riportato nel modello.
In caso di integrazione della documentazione sarà necessario un altro prospetto di riconciliazione con evidenza delle integrazioni e dei collegamenti relativi all’ultimo modello presentato.
È necessario rigore nel procedere a narrare; l’esposizione deve essere chiara ed illustrativa per punti di quanto si è all’inizio illustrato in termini generali; la successione temporale dovrà avere rigore di riferimento progressivo.
Se questa operazione non è facile, va sempre tenuto presente che ciò che si produce e non si spiega, e ciò che non si produce e non è quindi documentato, di confronto al narrato compiuto espone alla applicazione di presunzioni o a fare ritenere confessori degli elementi non adeguatamente illustrati, che possono essere usati dall’ufficio per la quantificazione della voluntary disclosure o, peggio ancora, rappresentare omissioni o falsità di rilievo tale da non fare ritenere attendibile l’operazione esplicativa che verrà censurata dal verificatore della relazione e quindi della domanda.
Per quanto illustrato si manifesta la necessità di disporre di competenze professionali diverse a seconda del tipo di “domanda” che si deve presentare.
La ponderazione dei dati porta a non eseguire una compilazione meramente aritmetica lasciando all’Ufficio il calcolo delle imposte, sanzioni e interessi.
Altrimenti operando, la domanda sarebbe foriera di molti problemi al cliente.

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