Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
22 Dicembre 2014

La voluntary disclosure e le proprietà immobiliari

Di cosa si tratta

I tanti soggetti che hanno cercato di offrire illustrativa o di dare risposte ai temi sulla voluntary disclosure pare che non abbiano dato rilievo adeguato agli “investimenti.. costituiti o detenuti all’estero” rappresentati dai fabbricati; che cosa più dei fabbricati impone il tema della loro esistenza e di dove si trovino, comportando la loro regolarizzazione il c.d. “rimpatrio giuridico” visto che nulla di alternativo è possibile pensare.
La legge sulla voluntary disclosure (legge 15 dicembre 2014, n. 186) nulla dice di apposito per questo investimento e il tema si inquadra nella griglia delle condizioni date in generale per altre forme.
In sé queste regolarizzazioni non dovrebbero costare molto proprio in ragione del fatto che, se sono limitate a questo, e non comportano anche la ripresa dei valori usati per l’investimento come reddito da tassare, l’effetto è più leggero.
In pratica trattiamo delle violazioni sul monitoraggio fiscale per non averli dichiarati nel quadro R.W. della dichiarazione dei redditi; la loro indicazione era obbligatoria anche se non erano produttivi di reddito.
La regolarizzazione con le sanzioni ridotte, diverse a seconda del Paese ove i beni sono allocati (black o white list), dovrà essere applicata sul valore del bene la cui ricostruzione dovrebbe essere agevole dal momento che in altri paesi non abbiamo per la sua determinazione le problematiche esistenti in Italia per “valore” oppure “prezzo” od altre complicanze che portino utilità a riportare importi diversi; in difetto però di un dato come questo una perizia potrà certo essere di supporto.
In materia, magari per vicende successorie, per questo genere di beni i soggetti coinvolti potrebbero essere più d’uno e soccorre in proposito il comma 9° del nuovo art. 5-quinquies del D.L. n. 167/1990, che fa considerare le partecipazioni di uguale misura tra loro, salva la facoltà di provare misure diverse.
Nelle ipotesi di produttività di reddito questo non beneficerà di misure di favore per l’imposizione fiscale sulle locazioni che, per quelle in regime di libero mercato, vede la determinazione del reddito tra il valore più alto tra la rendita catastale rivalutata e il canone di locazione (aggiornato con le rivalutazioni Istat) ridotto del 15 per cento, riduzione che è consentito applicare sul risultato della determinazione del reddito.
Sul reddito le sanzioni vedono l’aumento di un terzo del minimo edittale, ridotto del 25 per cento ed ancora di un sesto.
Dimenticata dal legislatore è poi la IVIE (Imposta sul valore degli Immobili all’estero) che andrà pagata con un incremento per sanzioni del trenta per cento, mentre nel caso in cui i fabbricati fossero intestati ad una società il valore sarà soggetto a IVAFE, relativa alle attività finanziarie estere.
Per la scelta di aderire alla voluntary disclosure in termini di convenienza economica centrale diventa che il denaro non abbia provenienza da evasione fiscale comportando tale fatto l’imputazione a reddito del valore investito.
L’effetto della disclosure potrebbe invece essere ben più pesante qualora l’immobile sia stato acquistato dal contribuente in un anno ancora suscettibile di accertamento da parte dell’Agenzia delle entrate (il periodo temporale varia a seconda del fatto che l’immobile sia in un Paese white o black list) e qualora il contribuente non sia in grado di fornire la prova che le disponibilità utilizzate per l’acquisto non siano state costituite mediante redditi sottratti alla tassazione.
Per le sorti in caso di derivazione successoria abbiamo già illustrato in altro articolo nel sito (“ Voluntary disclosure in caso di successione”).

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