Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
21 Dicembre 2014

La voluntary disclosure in caso di pluralità di soggetti collegati

Di cosa si tratta

Nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria (c.d. voluntary disclosure) prevista dalla L. 186 del 4 dicembre 2014 non di rado potrà accadere che vi sia una pluralità di soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in relazione a un’unica posizione.
Ricordiamo che la voluntary disclosure può essere introdotta da chi abbia violato gli obblighi dichiarativi di cui all’art. 4, comma 1, del D. L. 167/90, obblighi che fanno capo non solo a chi abbia costituito fuori dallo Stato italiano attività finanziarie o patrimoniali ma anche ai titolari effettivi di tali attività nonché a chi le abbia detenute avendone in concreto la disponibilità.
Nella pratica sono pertanto innumerevoli le ipotesi che prevedono in capo a più persone l’obbligo dichiarativo in relazione a un’unica attività finanziaria o patrimoniale all’estero. Si pensi a esempio all’ipotesi in cui i beni o le giacenze collocate all’estero siano state oggetto di successione: in capo a tutti i coeredi graverà l’obbligo dichiarativo e, come visto nell’articolo “Voluntary disclosure in caso di successione” diventerà centrale il tema del trattamento dell’obbligazione tributaria del de cuius e delle eventuali sanzioni da essa derivanti.
Ulteriore ipotesi è quella che concerne la costituzione di giacenze effettuate da un soggetto che successivamente abbia cointestato il conto corrente ad altro soggetto che, pertanto, pur non essendo proprietario delle giacenze ne ha di fatto la disponibilità. L’obbligo dichiarativo deve essere assolto da entrambi e quindi entrambi i soggetti potranno usufruire della nuova procedura.
Analogo ragionamento si potrà fare anche per gli immobili la cui proprietà sia riconducibile a più soggetti, ma per questo tema rinviamo all’articolo “La voluntary disclosure e le proprietà immobiliari”.
Ebbene, in caso di compresenza di soggetti tenuti ad assolvere obblighi dichiarativi in relazione alla medesima attività finanziaria o patrimoniale due saranno gli aspetti da tenere in particolare considerazione: i costi della collaborazione e il coordinamento dei soggetti nel disvelamento delle informazioni.
In ordine al primo aspetto il comma 9 dell’art. 5 quinquies del D. L. 167/90 afferma che “ai soli fini della procedura di collaborazione volontaria, la disponibilità delle attività finanziarie e patrimoniali oggetto di emersione si considera, salva prova contraria, ripartita per ciascun periodo d’imposta, in quote eguali tra tutti coloro che al termine degli stessi ne avevano la disponibilità”. Ne discende che se la disponibilità delle attività è imputata per quota (o nella diversa misura che venga provata) ai soggetti anche gli obblighi dichiarativi e le sanzioni applicabili avranno a oggetto la sola quota.
Più delicato, anche perché lasciato all’accortezza del contribuente che per primo promuove la collaborazione volontaria, è il coordinamento dei vari soggetti coinvolti.
Ricordiamo che il modello di richiesta di accesso alla procedura prevede una sezione rubricata “soggetti collegati” nella quale dovranno essere inseriti i codici fiscali dei soggetti collegati alla stessa posizione. Ne consegue che in caso di posizioni soggettivamente composite l’adesione alla voluntary disclosure da parte di un soggetto porterà all’immediata emersione anche di tutti gli altri soggetti che, se non informati dal primo, con ragionevole certezza si ritroveranno destinatari di un avviso di accertamento fondato su documentazione certa, completa ed esauriente. In pratica, l’adesione da parte di un soggetto comporterà l’attualizzazione del problema per tutti gli altri anche perché l’indicazione del loro coinvolgimento non potrà essere omessa pena la decadenza dai benefici della procedura.
I soggetti collegati dovranno pertanto coordinarsi sia in ordine alla proposizione delle istanze sia in ordine alla presentazione dei documenti.
Anche in questo caso riteniamo che l’approccio “persuasivo” adottato dal legislatore è destinato a produrre i frutti sperati.

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