Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
15 Dicembre 2014

Voluntary disclosure: il funzionamento in concreto

Di cosa si tratta

Il soggetto che intenda avvalersi dei benefici della Voluntary Disclosure dovrà accedere alla procedura di collaborazione volontaria disciplinata dall’art. 5-quater, comma 1, lett. a) e b), del D.L. 167/90.
Prima di analizzare la procedura fughiamo da subito un dubbio (o meglio, rispondiamo a una domanda cha il contribuente interessato si porrà certamente): contrariamente a quelle che erano le richieste di molti operatori del settore nonché di quelle che erano le proposte di emendamento al testo del DDL 1642, apparentemente non è prevista alcuna fase di contraddittorio preliminare e anonimo tra il contribuente, ovviamente rappresentato da un professionista, e l’Amministrazione Finanziaria. Il contribuente è infatti tenuto a presentare direttamente all’Agenzia delle entrate un’apposita richiesta nella quale verranno indicati spontaneamente “tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, fornendo i relativi documenti e le informazioni per la ricostruzione dei redditi che servirono per costituirli, acquistarli o che derivano dalla loro dismissione o utilizzo a qualunque titolo, relativamente a tutti i periodi di imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono scaduti i termini per l’accertamento o la contestazione della violazione degli obblighi” dichiarativi derivanti dalla detenzione di attività finanziarie e patrimoniali all’estero.
Sebbene la norma non ne faccia espresso riferimento, è ragionevole supporre che all’atto introduttivo della procedura da parte del contribuente faccia seguito un invito da parte dell’Agenzia delle Entrate a comparire davanti all’Ufficio ex art. 5, comma 1, d. lgs. 218/97.
Ricevuto l’invito il contribuente dovrà versare le somme liquidate nell’invito stesso entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione, ovvero le somme dovute in base all’accertamento con adesione entro venti giorni dalla redazione dell’atto, “oltre alle somme dovute in base all’atto di contestazione o al provvedimento di irrogazione delle sanzioni per la violazione” degli obblighi di dichiarazione relativi alle giacenze estere “entro il termine per la proposizione del ricorso, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni, senza avvalersi della compensazione prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni”.
Rispetto alla procedura di collaborazione volontaria per attività detenute all’estero nella voluntary disclosure “interna” (si veda nel sito l’articolo Estensione della voluntary disclosure: non solo denaro all’estero) l’atto introduttivo dovrà contenere “i documenti e le informazioni per la determinazione dei maggiori imponibili agli effetti delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive, dei contributi previdenziali, dell’imposta sul valore aggiunto e delle ritenute, relativamente a tutti i periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono scaduti i termini per l’accertamento di cui all’art. 43” del DPR 600/73, e successive modificazioni, e all’articolo 57 del DPR 633/72, e successive modificazioni.
Per quanto riguarda le modalità di pagamento, la norma prevede che il versamento possa “essere eseguito in unica soluzione ovvero essere ripartito, su richiesta dell’autore della violazione, in tre rate mensili di pari importo”. Si evidenzia che il mancato pagamento di una delle rate comporta il venir meno degli effetti della procedura.
Entro i trenta giorni successivi alla data dei versamenti l’Agenzia delle entrate comunicherà all’autorità giudiziaria competente la conclusione della procedura di collaborazione volontaria per l’utilizzo dell’informazione ai fini dell’applicazione delle cause di esclusione della punibilità già analizzate nel sito nell’articolo “Effetti in ambito penale dell’adesione alla voluntary disclosure”.
In ultimo è importante sottolineare che occorrerà attendere il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, che verrà emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della disposizione normativa in esame, in quanto in quella sede verranno disciplinate “le modalità di presentazione dell’istanza di collaborazione volontaria e di pagamento dei relativi debiti tributari, nonché ogni altra modalità applicativa della relativa procedura”.

(Visited 17 times, 3 visits today)