Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
9 Dicembre 2014

Voluntary disclosure: accorgimenti da adottare

Di cosa si tratta

Vogliamo richiamare l’attenzione del lettore su tutte le previsioni della introdotta normativa che, qualora non osservate, potrebbero vanificare i benefeci della procedura di collaborazione volontaria. Non solo, il contribuente decaduto dai benefici si troverebbe nella situazione di aver fornito all’Amministrazione finanziaria tutte o gran parte delle informazioni relative alla sua posizione.
In primo luogo si ricorda che la Voluntary Disclosure ha portata assoluta e unitaria. Ciò vuol dire che il contribuente dovrà indicare tutti gli elementi richiesti (investimenti e attività finanziarie) e non potrà limitarsi a una denuncia parziale. L’accesso alla collaborazione volontaria per sanare l’omessa dichiarazione di giacenze estere è principalmente finalizzata alla determinazione dei redditi che sono serviti per costituirle, dei redditi che derivano dalla loro utilizzazione ma anche per la determinazione di eventuali maggiori imponibili agli effetti di altre imposte. Non si può quindi pensare di sanare solo la condizione di “sostanze” detenute all’estero quando la situazione tributaria del contribuente in Italia sia “precaria”.
Inoltre il mancato pagamento di una delle rate (qualora non si sia scelto il pagamento in un’unica soluzione) fa venir meno gli effetti della procedura.
Ricordiamo poi che la collaborazione volontaria può essere richiesta sia da coloro che detengono all’estero un investimento o un’attività finanziaria sia da coloro che pur non essendone possessori diretti siano titolari effettivi dell’attività. Ne discende pertanto che la collaborazione del detentore se non seguita da quella del titolare (o viceversa) potrebbe esporre quest’ultimo ad accertamenti dell’Amministrazione finanziaria.
Sarebbe poi quasi superfluo ricordare che il contribuente dovrà esibire o trasmettere all’Amministrazione Finanziaria atti o documenti veri ovvero fornire dati e notizie rispondenti al vero infatti; qualora siano in tutto o in parte falsi, il contribuente verrà punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. Il contribuente dovrà inoltre consegnare al professionista una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nella quale attesta che atti e documenti indicati sono rispondenti al vero.

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