Categorie approfondimento: Credito e banche
23 Maggio 2014

Usura: anche il tribunale Milano chiarisce il cumulo degli interessi al fine dell’usura

Di cosa si tratta

Il Tribunale di Milano apre la strada ad una rilettura della sentenza della Cassazione (9 gennaio 2013, n. 350) in materia di cumulo degli interessi convenzionali con i moratori al fine di configurare il reato di usura da parte delle banche.
L’ordinanza è stata emessa in data 28 gennaio 2014 dalla sezione sesta civile, in materia di mutuo per chiarire che la sentenza n. 350/2013 della Corte di Cassazione, nel sancire il principio che “si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori”, ha stabilito unicamente che anche gli interessi moratori sono vincolati al limite del tasso soglia e non che tasso corrispettivo e tasso di mora vadano cumulati al fine della verifica del rispetto della soglia antiusura.
Nel caso trattato il cliente mutuatario chiedeva che venisse dichiarata la nullità delle clausole del contratto di mutuo, che stabilivano il tasso ordinario e il tasso di mora, affermando che i due tassi andassero sommati e in tale modo il totale portava al superamento del tasso soglia vigente all’epoca della stipulazione del mutuo. Chiedeva quindi che ai sensi dell’art. 1815 c.c., la banca fosse condannata a rendere gli interessi e spese percepiti, non dovuti, oltre al risarcimento del danno.
Il Giudice, sulla scorta della netta distinzione tra interessi corrispettivi e interessi moratori, ha chiarito quale debba essere l’esatta interpretazione della sentenza resa dalla Suprema Corte.
L’operazione avviene muovendo dal processo qualificatorio legato alla funzione e preso come dato che gli interessi corrispettivi assolvono ad una funzione di corrispettivo, cioè di compenso del vantaggio goduto dal detentore della somma di denaro, ex art. 820, comma 3 cod. civ., mentre gli interessi moratori hanno una funzione di risarcimento del danno subito dal creditore banca per il ritardo nell’adempimento dell’obbligazione ex art. art. 1224, dovrebbe essere incontroverso che stiano su un piano di alternatività, nel senso che, se si applicano gli interessi moratori, a seguito del ritardo nell’adempimento o dell’inadempimento del debitore, non si potranno applicare gli interessi moratori, a titolo di godimento della somma; cioè gli interessi moratori stanno in luogo degli interessi corrispettivi.
Per l’accertamento del rispetto del tasso soglia, i due tipi di interessi (e il loro tasso) dovranno essere valutati senza procedere all’operazione di cumularli, in quanto il debitore è tenuto a corrispondere o l’uno o l’altro.
Il contenuto della sentenza n. 350/2013 della Corte si è limitata a stabilire che anche gli interessi moratori sono assoggettati al limite della soglia antiusura; ex art. 1815, comma 2 c.c., il superamento comporterà la nullità della statuizione per gli interessi di mora, e, in caso di ritardo nell’adempimento ovvero di inadempimento, il debitore sarà tenuto a corrispondere i soli interessi corrispettivi, anch’essi ove pattuiti nel rispetto del tasso soglia.

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