Categorie approfondimento: Credito e banche
15 Dicembre 2013

Usura e clausola di salvaguardia

Di cosa si tratta

Il contratto di mutuo che preveda espressamente la disciplina del rapporto negoziale per quanto concerne le modalità, i termini del rimborso ed il calcolo degli interessi, anche moratori, precluderebbe il verificarsi del superamento del tasso soglia quando prevedesse l’effetto di non applicare un superamento del tasso soglia per l’usura.
La c.d. clausola di salvaguardia impedisce cosi il verificarsi dell’usura in quanto limita ab origine che possa essere applicato quella patte del contratto che facesse sforare il limite dell’usura nel corso del tempo e la parte eccedente però non verrebbe richiesta impedendo in fatto che sia possibile il superamento del tasso soglia.
Così si è pronunciato il Tribunale di Napoli, Giudice dell’esecuzione, dott.ssa Monica Cacace, con ordinanza del 9 gennaio 2013, che nel merito alla richiesta di sospensione dell’esecuzione per un presunto superamento del tasso soglia di un contratto di mutuo, lo ha negato in presenza della clausola.
Nel caso in concreto il giudice ha ritenuto che il contratto di mutuo, titolo esecutivo azionato dal creditore procedente, risultava, ad una cognizione sommaria, perfezionato con l’incontro delle volontà delle parti contraenti così come risultava dal rogito del notaio in cui era espressamente indicata, tra l’altro, la disciplina del rapporto negoziale per quanto concerne le modalità, i termini del rimborso ed il calcolo gli interessi anche moratori.
Non risultava revocabile in dubbio la circostanza relativa all’effettiva disponibilità in favore dei mutuatari delle somme erogate dall’istituto mutuante che, come risultava dall’atto notarile, veniva disposta mediante assegni circolari non trasferibili, per i quali veniva rilasciata quietanza, e per il residuo importo mediante deposito infruttifero.
La richiesta di sospensione, per quanto concerneva il dedotto superamento del tasso soglia, atteso che il contratto di mutuo che disciplinava il rapporto tra le parti esplicitamente, sul punto, all’art. 4 conteneva una clausola di salvaguardia che prevedeva che “… la misura di tali interessi non potrà mai essere superiore al limite fissato ai sensi dell’art. 2 comma 4 della L. 7 marzo 1996, n 108, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento del limite, che la loro misura sia pari al limite medesimo”.
La clausola di salvaguardia ha la funzione di limitare il superamento del tasso di mora, nel senso di evitare che questa sfori la soglia stabilità dell’usura, ed è pattuita con l’inserimento all’interno del contratto di mutuo di una dicitura che pone un limite percentuale oltre il quale la banca non applicherà il tasso di mora.
In conclusione per il giudice una clausola di salvaguardia espressamente inserita in un contratto impedisce il verificarsi dell’usura.
La conclusione illustrata lascia qualche perplessità.
Gli intermediari finanziari fanno di mestiere il lavoro bancario e dovrebbero conoscere l’ordinamento come nelle varie professioni vi è la responsabilità per l’attività che si svolge e si deve disporre della relativa competenza.
Una clausola di salvaguardia di quelle che si vedono ricorrere non esime dalla responsabilità e dagli effetti.
Sospingersi su un confine pericoloso (usura) e affermare che non ne rispondo del rischio se si realizza, non credo neppure che abbia rilevanza in sede penale; ho considerato un’evenienza e corro ugualmente il rischio di incorrervi è simile ad avere considerato qualche cosa che può accadere, ma in termini preterintenzionali, mi sospingo ugualmente ad apporre condizioni che possono produrre l’effetto.

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