Categorie approfondimento: Ricerca e innovazione
31 Ottobre 2011

Università e ricerca industriale: credito d’imposta

Di cosa si tratta

Finalmente conscio che il futuro europeo sia legato alle risorse investite nella ricerca e nello sviluppo, il legislatore è intervenuto con il decreto per lo Sviluppo (D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito in Legge 12 luglio 2011, n. 106, pubblicato sulla GG.UU. n. 160 del 12-7-2011) che esordisce all’art. 1 con “Credito d’imposta per la ricerca scientifica.
Insicuro della misura, questa viene introdotta in via sperimentale per gli anni 2011 e 2012, dopo analogo esperimento compiuto con il comma 25 dell’art. 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, che viene ora abrogata, e con il provvedimento introducendo un credito di imposta a favore delle imprese che finanziano progetti di ricerca, in Università ovvero enti pubblici di ricerca.
Inoltre le Università ovvero gli enti pubblici di ricerca possono sviluppare i progetti così finanziati anche in associazione, in consorzio, in joint venture, con altre qualificate strutture di ricerca, anche private, di equivalente livello scientifico. Altre strutture finanziabili attraverso il credito di imposta possono essere individuate con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari. Il parere deve essere espresso entro quindici giorni dalla data di trasmissione. Decorso inutilmente il termine senza che le Commissioni abbiano espresso il parere di rispettiva competenza, il decreto può essere adottato.

La misura del credito.

Il credito di imposta compete in tre quote annuali a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012 per l’importo percentuale che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio 2008-2010. Resta fermo che l’importo degli investimenti in progetti di ricerca è integralmente deducibile dall’imponibile delle imprese.
Per Università ed enti pubblici di ricerca si intendono sia le statali che non statali, e gli Istituti Universitari, statali e non statali, legalmente riconosciuti ed alcuni altri enti pubblici di ricerca, nonché l’ASI-Agenzia Spaziale Italiana e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. L’individuazione di tali organismi di ricerca è compiuta attraverso il rinvio alla lettera d) del paragrafo 2.2 della comunicazione della Commissione n. 2006/C 323/01, che qualifica «organismo di ricerca»: soggetto senza scopo di lucro, quale un’università o un istituto di ricerca, indipendentemente dal suo status giuridico (costituito secondo il diritto privato o pubblico) o fonte di finanziamento, la cui finalità principale consiste nello svolgere attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale e nel diffonderne i risultati, mediante l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie; tutti gli utili sono interamente reinvestiti nelle attività di ricerca, nella diffusione dei loro risultati o nell’insegnamento; le imprese in grado di esercitare un’influenza su simile ente, ad esempio in qualità di azionisti o membri, non godono di alcun accesso preferenziale alle capacità di ricerca dell’ente medesimo né ai risultati prodotti”.
Il credito di imposta è attribuito per gli investimenti realizzati a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010 e fino alla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012 e compete nella misura del 90 per cento della spesa incrementale di investimento se lo stesso è commissionato ai soggetti indicati.
L’impiego dell’espressione “commissionato” dovrebbe fare deporre per ritenere che debba intendersi per l’impresa il soggetto attivo che va a promuovere una ricerca finalizzata ad un suo bisogno, sciogliendo un dubbio posto dalla stampa.
Il bonus deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi e non concorre alla formazione del reddito, né fa parte della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.
L’utilizzo del bonus avviene esclusivamente attraverso la compensazione con somme che dovrebbero essere versate per le imposte sui redditi e le ritenute alla fonte riscosse mediante versamento diretto, l’imposta sul valore aggiunto e le imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto, nonché dell’imposta regionale sulle attività produttive e l’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche; non può invece essere utilizzato per i contributi previdenziali dovuti da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali, comprese le quote associative; i contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dai datori di lavoro e dai committenti di prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa; i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e gli interessi previsti in caso di pagamento rateale.
Il credito poi non è soggetto al limite annuale di euro 250.000,00 previsto per le imprese costruttrici o importatrici di autovetture o di autoveicoli per trasporto promiscuo, di autoveicoli con trazione elettrica, nonché di ciclomotori o motoveicoli.
Le disposizioni applicative sono adottate con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, che può consentire, se adottato a breve, di utilizzare lo strumento già nel corso del 2011.

(Visited 244 times, 5 visits today)