Categorie approfondimento: Societario
6 Febbraio 2002

Una nuova società: la “Società Europea”

Di cosa si tratta

Entro il 2004 si potrà costituire una Società Europea, alla quale potranno aderire le società per azioni e le società a responsabilità limitata con sedi in più Stati membri dell’Unione Europea e che abbiano un capitale sociale di almeno centoventimila euro.
Una nuova società potrà quindi nascere già come società europea oppure no; la scelta è demandata alla volontà dei soci. Non è una via obbligata una volta che siano esistenti i presupposti.
Si tratta di una società per azioni con personalità giuridica e per la sua nascita non dovranno essere fatte operazioni a livello comunitario, ma basterà la registrazione nel paese di origine. La costituzione di una Società europea non richiederà l’iscrizione in un registro europeo, essendo sufficiente la registrazione nel Paese in cui la Società ha la sua sede amministrativa e la registrazione sarà valida e riconosciuta in tutta l’Unione Europea una volta pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea. Con la pubblicazione dell’iscrizione, la nuova sede sociale sarà quindi opponibile ai terzi. La ragione sociale dovrà vedere la sigla “S.E.”.
Allo stato la principale carenza di supporto a questa forma sociale è rappresentata dalla mancanza di norme fiscali unitarie, ma a questo si sta lavorando.
Con procedura che ha richiesto trent’anni per arrivare alla conclusione, è intervenuta l’approvazione definitiva dello Statuto della Società Europea. Risale al 1970 il primo elaborato della Commissione Europea, presentato al Parlamento verso la fine degli anni ’80 in due proposte distinte:

  • una conteneva un regolamento relativo allo Statuto della società per azioni europea basato sull’articolo 100 del trattato CE (art. 95 del trattato UE);
  • altra contenente una direttiva di integrazione dello statuto in relazione al coinvolgimento dei lavoratori, sulla base dell’articolo 54 del trattato CE (art. 44 del trattato UE); la direttiva disciplina le strutture e i meccanismi coi quali devono avvenire le negoziazioni a livello transnazionale tra datore di lavoro e lavoratori per creazione, gestione, sviluppo e trasformazione della società.

Raggiunto l’accordo sulla partecipazione dei dipendenti alla Società Europea, il Regolamento dello Statuto della Società europea è stato ultimato.
Con questo Statuto la Società Europea è diventata una possibilità concreta: le società, appartenenti all’Unione Europea, con sedi situate in più di uno Stato membro dell’UE potranno fondersi e operare in Europa sulla base di regole uniformi e di un unico sistema gestionale e di rendiconto.
Questo tipo di società non avrà i problemi che derivano dall’appartenenza ad uno Stato dell’Unione per una società con diversità per l’altra per effetto delle diverse legislazioni nazionali, al cui rispetto ciascuna sede era tenuta per la localizzazione in ciascun Stato; avranno una normativa uniforme costituita da:

  • le norme del regolamento,
  • le norme di diritto internazionale privato,
  • e, per tutto ciò che non è espressamente contemplato da queste norme, dalle norme interne vigenti nello Stato in cui la Società Europea ha la sua sede sociale.

I risparmi, che ne deriveranno, in ordine ai costi finanziari e amministrativi sono di rilievo; una struttura legale unitaria e un sistema gestionale e di rendiconto unico determineranno significativi vantaggi anche di semplicità e di logica di conduzione.
Alla Società europea si potrà arrivare con metodiche diverse:

  1. mediante fusione di almeno due società per azioni soggette alla legislazione di Stati membri differenti;
  2. mediante la creazione di una holding;
  3. mediante affiliazione.

La fusione potrà essere sia per incorporazione che per costituzione di una nuova società tra almeno due imprese soggette alla legge di due stati dell’Unione diversi.
La creazione di una holding potrà avvenire tra almeno due imprese che devono essere soggette alle leggi di Stati diversi o avere da almeno due anni un’affiliata soggetta alla legge di altro Stato membro. Questa costituzione si differenzia da quello per fusione in quanto le società fondatrici continuano a esistere e non sarà necessario procedere a scioglimento e ricostituzione.
L’ affiliazione si potrà fare se almeno due società sono soggette a normative differenti o se hanno da almeno due anni un’affiliata soggetta alla legge di un altro Stato membro.
Nel testo definitivo è stata mantenuta la possibilità di scelta, in sede di costituzione della Società Europea, tra una struttura monistica ed una dualistica, le quali si differenziano tra loro fondamentalmente per ciò che riguarda gli organi che la compongono.
Infatti, se l’assemblea generale è organo comune sia alla struttura monistica che a quella dualistica, nel sistema dualistico oltre all’assemblea ci sono l’organo di vigilanza e l’organo di direzione, mentre nel sistema monistico c’è soltanto l’organo di amministrazione.
Per il bilancio non ci sono particolari differenze con la normativa interna, che è di derivazione comunitaria.
Il regolamento dettaglia le regole per realizzare fusioni, trasformazioni e trasferimenti della SE. In questi procedimenti si richiede la preparazione da parte degli organi societari di un progetto dettagliato, che coinvolga i lavoratori e i creditori. Interessante è la possibilità per la società di fare deambulare la sede in altri paesi comunitari senza subire variazioni allo statuto.

In sintesi

L’approvazione del Regolamento dello Statuto della Società Europea, vicina come epoca all’introduzione dell’Euro, è un chiaro segnale della direzione irreversibile verso un operare comune con grandi spazi di nuova autonomia.
Lo Statuto della Società Europea non è ancora perfetto: molto lavoro resta ancora da fare, soprattutto in campo fiscale, che è il settore più critico in quanto le decisioni dell’Unione Europea possono essere prese solo ed esclusivamente all’unanimità, ma gli Stati non sono propensi a rinunciare alla propria sovranità in materia di imposizione fiscale, pertanto sono rari i casi in cui si riesce ad ottenere l’unanimità sui progetti e sulle proposte aventi ad oggetto questioni fiscali.
Tuttavia, sarà assolutamente indispensabile, ai fini della piena efficacia giuridica della Società Europea, l’adozione di misure di accompagnamento in materia fiscale (come la necessaria regolamentazione fiscale delle perdite e degli ammortamenti), ma forse per quando sarà il momento di poter utilizzare in concreto questa forma sociale il tema potà essere stato superato.

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