Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
26 Settembre 2013

Il tribunale della consulenza tecnica preventiva

Di cosa si tratta

Quando viene promossa una consulenza tecnica preventiva per accertare uno stato dei luoghi, le condizioni di esecuzione di un opera, l’accertamento dei difetti di un prodotto, chi promuove l’azione tende a collocarla avanti al giudice che gli è più comodo e neppure l’altra parte si dà carico con frequenza di formulare eccezioni di competenza territoriale. Le regole ci sono e vanno osservate.
In un caso del luglio 2013 abbiamo eccepito la competenza territoriale del Tribunale di Vicenza, desiderando spostare la competenza del giudizio avanti il tribunale di Milano e ci siamo riusciti, come illustra il narrato dell’ordinanza che ha accolto l’eccezione.
“Il Giudice designato dott. Antonio Picardi ; letti gli atti del procedimento civile (proc. speciali sommari) n. 000/2013 R.G. promosso con ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 696, 696 bis e segg. c.p.c. depositato in data 31 maggio 2013 da : AAA S.P.A. con sede in Vicenza, rappresentata e difesa dall’avv. XXX, con domicilio eletto presso lo studio del medesimo in Vicenza -, come da mandato a margine derl ricorso contro BBB S.R.L. con sede in Milano, rappresentata e difesa dall’Avv. Donato B. Quagliarella del Foro di Milano, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avv. Paola Mai, in Vicenza, come da mandato in calce alla comparsa di costituzione, a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 30 luglio 2013 ; rilevato che parte resistente ha sollevato eccezione pregiudiziale di incompetenza per territorio dell’adito Tribunale, per essere in sua tesi competente il Tribunale di Milano, deducendo l’insussistenza di tutti i possibili criteri di collegamento territoriale con questo Foro della controversia per la quale si dovrebbe procedere ad istruzione preventiva, in sintesi assumendo che la competenza di Milano andrebbe ravvisata sia art. 20 c.p.c. per il profilo del forum contractus (luogo dove il contratto si sarebbe perfezionato e l’obbligazione sarebbe sorta) che del forum destinatae solutionis (luogo ove è stato eseguito il contratto mediante consegna all’acquirente, « franco magazzino » del venditore), sia per il profilo del foro generale delle persone giuridiche art. 19 c.p.c., avendo la convenuta resistente sede in Milano;
rilevato che parte ricorrente al contrario replica che il contratto si sarebbe concluso in Vicenza, luogo ove AAA avrebbe ricevuto a mezzo fax la conferma del proprio ordine, e così dell’accettazione alla propria proposta ; rilevato che parte resistente obietta ancora, con note dimesse all’udienza, che l’asserita accettazione di BBB in realtà sarebbe consistita in una accettazione non conforme alla proposta, con ciò integrandosi un « nuova proposta », avendo apportato modifiche alla proposta (ordine) AAA, con l’esplicita previsione che « le modifiche si riterranno accettate in mancanza di diversa volontà da parte vostra comunicata entro e non oltre 3 giorni»; ritenuto, tanto premesso, che la costruzione interpretativa di parte resistente sembra condivisibile, in quanto supportata dall’allegata documentazione : se è pur vero che la firma del legale rappresentante AAA in calce all’ordine non può essere confusa con una firma di accettazione su modulo trasmesso alla BBB, trattandosi pur sempre di quella di cui all’originario ordine, effettivamente le postille vergate sull’ordine AAA vanno ritenute modifiche alla originaria proposta che attraverso il meccanismo dell’approvazione tacita (mancata ricusazione in un termine prefissato) devono far ritenere il contratto (con l’idem sentire delle parti perfezionato su tutti i punti dello stesso) concluso in Milano, luogo ove ha sede la società convenuta e dove appunto la contro opponente ha acquisito conoscenza della manifestazione (seppur tacita) di consenso dell’acquirente su tutti i dettagli (incluse le proposte modifiche) dell’instaurando contratto di fornitura; rilevato, per altro verso, che neppure è stata rappresentata e comunque non sembra proprio constare dall’esame degli atti, una situazione di eccezionale urgenza, che possa per ciò stesso fondare, ex artt. 693, 696 c.p.c. la competenza dell’adito Tribunale; ritenuto in conclusione che il ricorso alla luce della trama argomentativa brevemente tracciata non possa trovare ulteriore trattazione avanti questo Tribunale (venendo assorbita ogni altra questione, inclusa l’istanza di autorizzazione alla chiamata del terzo), dovendo esser fatta declaratoria di incompetenza, stante la diversa competenza territoriale del Tribunale di Milano; rilevato da ultimo che la spiccata controvertibiliità della questione pregiudiziale di competenza, nonchè ragioni stesse di equità, integrano, pur a fronte dell’approdo decisorio sulla competenza sfavorevole alla ricorrente, giusti motivi per l’integrale compensazione tra le parti delle spese processuali ; P.Q.M., il Tribunale
I) dichiara la propria incompetenza per territorio in ordine alle domande di cui al ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 669, 669 bis e segg. c.p.c., di cui in epigrafe e la diversa competenza territoriale del Tribunale di Milano, avanti al quale rimette le parti; II) dichiara integralmente compensate le spese processuali.
Così deciso in Vicenza il 30 luglio 2013 IL GIUDICE (dott. Antonio Picardi) ».
Considerato che a seguito del provvedimento il nuovo ricorso verrà introdotto a Milano, che avanti a questo tribunale si volgerà poi il successivo giudizio, che Milano offre una gamma importante di consulenti ed istituti specialistici che possono essere scelti per svolgere le operazioni peritali, le questioni di forma producono effetti di sostanza per lo svolgimento dell’attività successiva.
Abbiamo voluto dare evidenza ai principi illustrati dal provvedimento che in fatto ha il pregio di riportare il giudizio a quello che è il « giudice naturale».

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