Categorie approfondimento: Fallimentare
28 Ottobre 2013

Trattamento di integrazione salariale nelle procedure concorsuali

Di cosa si tratta

Sono due le novità introdotte dalla Legge 28 giugno 2012, n. 92 alla disciplina della concessione del trattamento di integrazione salariale straordinario per le aziende interessate da procedure concorsuali.
Il comma 70 dell’art. 2 prevede che vengano modificati i requisiti previsti per la concessione del trattamento di CIGS, che può riguardare soltanto le aziende per le quali “sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione”.
Il D.M. 4 dicembre 2012 ha individuato i “parametri oggettivi” (efficacia dal 3 febbraio 2013) sulla base dei quali il Ministero nella fase istruttoria valuterà l’ammissibilità della concessione di integrazione a queste tipologie di impresa. In questo provvedimento il Ministero ha riconosciuto il trattamento di CIGS anche nel caso di ammissione al concordato preventivo consistente nella cessione dei beni, fermo restando che intervenga l’omologazione; successivamente ha esteso di fatto il trattamento a tutte le fattispecie di concordato preventivo, anche senza cessione dei beni.
L’interpello n. 23 del 22 luglio 2013 del Ministero ha chiarito in modo definitivo che il trattamento straordinario di integrazione salariale deve essere concesso anche ai lavoratori di imprese ammesse a concordato preventivo, con o senza cessione dei beni.
Per la sussistenza di prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività, vengono valutati i seguenti parametri oggettivi da indicare anche in via alternativa, nell’istanza volta alla richiesta della CIGS: a) misure volte all’attivazione di azioni miranti alla prosecuzione o alla ripresa dell’attività aziendale, b) manifestazioni di interesse da parte di terzi, anche conseguenti a proposte di cessione, anche parziale dell’azienda, ovvero a proposte di affitto a terzi dell’azienda o di rami di essa, c) tavoli, in sede governativa o regionale, finalizzati all’individuazione di soluzioni operative tese alla continuazione o alla ripresa dell’attività, anche mediante la cessione, totale o parziale, ovvero l’affitto a terzi dell’azienda o di rami di essa.
Per la salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione vengono valutati, in aggiunta ai parametri indicati, gli ulteriori parametri oggettivi, anche in via alternativa: a) piani volti al distacco dei lavoratori presso imprese terze; b) stipulazione di contratti a tempo determinato con datori di lavoro terzi; c) piani di ricollocazione dei soggetti interessati, programmi di riqualificazione delle competenze, di formazione o di politiche attive in favore dei lavoratori (DM 4 dicembre 2012).
Dal 1° gennaio 2016 viene prevista l’abrogazione dell’intero art. 3 legge 223/1991; pertanto, l’intervento straordinario di integrazione salariale per le imprese assoggettate a procedure concorsuali non sarà più concedibile a partire da questa data (INPS, circ. 7 gennaio 2013, n. 1).

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