Categorie approfondimento: Energia
30 Settembre 2006

Titoli di efficienza energetica (TEE): il mercato dei certificati bianchi

Di cosa si tratta

Per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni sono stati introdotti alcuni meccanismi di mercato:

  • la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ovvero sistemi cogenti quali i Certificati Verdi (D.Lgs. 79/99 o Decreto Bersani),
  • la riduzione delle emissioni nei settori non energetici ovvero il Meccanismo delle Quote di Emissione (Emissions Trading Scheme – Protocollo Kyoto),
  • la riduzione dei consumi energetici nei settori abitativo, terziario ed industriale ovvero Titoli di Efficienza Energetica (TEE) o Certificati Bianchi (D.M. 20 luglio 2004).

Successivamente, in relazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, è stata emanata la Direttiva 2001/77/CE, volta a promuoverne lo sviluppo ed a garantirne la diffusione mediante sistemi di tipo volontario per la certificazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. ?Si intendono per fonti energetiche rinnovabili (art. 2 della Direttiva) le fonti non fossili: eolica, solare, geotermica del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati da processi di depurazione e biogas.
Per il protocollo di Kyoto le due più grandi centrali elettriche del mondo, sono: risparmio d’energia ed efficienza; nello spirito degli accordi firmati nel 1997 ed entrati in vigore quest’anno, chi riduce gli sprechi di chilowattora, produce chilowattora; l’efficienza energetica ha un valore, che viene trattato e scambiato dalle imprese secondo quanto stabilito dalla legge.
È questo il fondamento dei “certificati bianchi”, titoli di risparmio energetico che si ottengono mediante interventi tecnici diretti o strumenti di mercato che premiano chi risparmia.
L’Italia ha messo in pratica questi principi con due decreti e, nel luglio 2004, ha varato alcuni provvedimenti che impongono a tutte le aziende distributrici di energia con più di centomila utenti allacciati (tutte le maggiori aziende elettriche e di distribuzione del gas) di realizzare attività di risparmio energetico attraverso i loro clienti (es.: installazione di elettrodomestici o caldaie ad alta efficienza, interventi di isolamento termico degli edifici, interventi per aumentare l’efficienza energetica di processi industriali). I risparmi così conseguiti saranno contabilizzati, verificati e infine certificati dall’Autorità attraverso l’emissione di titoli, i “certificati bianchi”, come crediti “di efficienza” che possono essere rivenduti a chi non è riuscito a conseguire i risparmi energetici obbligatori. E’ il Gestore del mercato elettrico (GME) ad emettere i cosiddetti “titoli di efficienza energetica” in quantità pari ai risparmi certificati.
Questo dei “Certificati bianchi” è un mercato destinato ad incentivare l’utilizzo di tecnologie efficienti volte a favorire l’uso razionale dell’energia, attraverso lo scambio di titoli che certificano i risparmi ottenuti.
Per dimostrare il conseguimento dei loro obblighi di risparmio energetico e non incorrere nelle sanzioni dell’Autorità, i distributori devono consegnare annualmente all’Autorità un numero di “titoli di efficienza energetica” equivalente al loro obiettivo obbligatorio di risparmio.
In alternativa a realizzare in proprio (anche con la collaborazione di soggetti terzi) interventi di risparmio energetico presso i consumatori finali, i distributori possono scegliere di soddisfare gli obblighi a loro carico acquistando, in tutto o in parte, da terzi titoli di efficienza energetica attestanti il conseguimento di risparmi da parte di altri soggetti (altri distributori o società operanti nel settore dei servizi energetici).
Lo scambio dei Certificati bianchi è organizzato e gestito dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) sulla base delle regole definite insieme con l’Autorità. La compravendita può avvenire tramite contratti bilaterali o un apposito mercato istituito dal Gestore del Mercato Elettrico (GME), al quale da poco si è dato attuazione. Più nel dettaglio, le aziende di distribuzione elettrica possono ottenere i certificati bianchi realizzando progetti a favore dei consumatori finali, che migliorino l’efficienza energetica delle tecnologie installate.
I progetti possono essere realizzati direttamente, oppure tramite società controllate, o ancora attraverso le imprese di servizi energetici, le ESCo (Energy Service Companies), specializzate negli interventi dell’efficienza energetica, che sollevano il cliente dalla necessità di trovare i finanziamenti, di realizzare i progetti e dal rischio tecnologico, in quanto gestiscono sia la progettazione che la costruzione, sia la manutenzione per la durata del contratto. L’emissione dei titoli viene effettuata sulla base di una comunicazione dell’Autorità dell’energia che certifica i risparmi conseguiti. Lo stesso organismo verifica e controlla che i progetti di efficienza siano stati effettivamente realizzati, e che siano conformi ai decreti e alle regole attuative.
L’Autorità determina annualmente l’entità del contributo economico da erogare ai distributori per il conseguimento dei loro obblighi. Tale contributo (attualmente pari a 100 Euro per ogni tonnellata equivalente di petrolio risparmiata) è finanziato attraverso un piccolo prelievo dalle tariffe di distribuzione dell’energia elettrica e del gas naturale, stabilito dall’Autorità in modo da garantire che l’aggravio complessivo sulla bolletta energetica dei consumatori sia sempre molto inferiore al beneficio economico complessivo derivante dall’attuazione del meccanismo. Il contributo contribuisce dunque alla realizzazione degli interventi presso i consumatori finali, riducendone il costo.
L’obbligo imposto ai distributori e la possibilità per tutti i soggetti che realizzano interventi di risparmio energetico presso i consumatori finali di valorizzare i risparmi conseguiti e certificati dall’Autorità attraverso la vendita a questi distributori dei titoli di efficienza energetica ottenuti, generano un valore economico aggiuntivo per tali interventi.
In altre parole, il prezzo al quale i titoli di efficienza energetica sono acquistati dai distributori, soggetti agli obblighi, unitamente al contributo tariffario erogato dall’Autorità e alle altre fonti di finanziamento, attivate a diversi livelli di governo, rappresentano l’incentivo pubblico per interventi di efficienza energetica che non verrebbero altrimenti realizzati a causa di ostacoli di varia natura.
Esiste per le società che hanno l’obbligo di realizzare i risparmi, un’altra possibilità: non realizzare progetti, né direttamente né tramite le ESCo, ma acquistare i certificati bianchi da terzi attraverso il mercato organizzato, in questo caso ancora una volta è il GME che garantirà la trasparenza nella formazione dei prezzi e la sicurezza negli scambi. La soluzione consente di acquistare titoli di efficienza energetica venduti da quei soggetti che presentano costi di risparmio energetico relativamente inferiori e che pertanto hanno convenienza a vendere i titoli sul mercato.
La possibilità di scegliere la modalità con cui ottenere i certificati bianchi favorirà di certo il conseguimento degli obiettivi di risparmio definiti dai decreti ministeriali al minimo costo possibile. Inoltre le regole definite dal GME e dall’Autorità sono orientate a favorire l’accesso al mercato del più ampio numero di operatori possibile, sfruttando i vantaggi di efficienza derivati dall’utilizzo di meccanismi di mercato.
Nel corso del primo anno di attuazione (2005) del meccanismo di mercato certificati bianchi, l’Autorità ha verificato circa 1.100 progetti, realizzati da distributori ed ESCo, certificando circa 280.000 tonnellate equivalenti di petrolio (tep) di risparmio energetico: il 75% ottenuto per minori consumi di energia elettrica, il 21% per minori consumi di gas naturale e il rimanente per altre forme di energia. È stato così superato l’obiettivo dal 2005, che era stato prefissato a 156.000 tep. I risparmi energetici totali realizzati nel 2005 equivalgono al consumo domestico annuo di una città di circa 380.000 abitanti e hanno permesso di evitare emissioni per circa 750.000 tonnellate di anidride carbonica.
Alla fine del primo quinquennio di applicazione (2005-2009), il risparmio di energia complessivo del sistema Italia dovrebbe essere pari a 2,9 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all’anno.
L’Autorità ha confermato a fine settembre 2006 l’erogazione di un contributo pari a 100 euro per tonnellata equivalente di petrolio (Tep), risparmiata. L’erogazione riguarderà gli interventi descritti per il conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico previsti per l’anno 2007. Tali obiettivi sono pari a circa 625.000 Tep; complessivamente, dunque, il contributo annuale deliberato dall’Autorità è pari a oltre 62 milioni di euro.
L’erogazione di 100 Euro/Tep risparmiata è stata confermata dall’Autorità sulla base dei positivi risultati a consuntivo del 2005 e nonostante il fatto che gli aumenti nei prezzi dell’energia registrati nell’ultimo anno abbiamo determinato un sensibile aumento della convenienza economica intrinseca e diretta, per gli utenti, offerta da interventi di risparmio energetico. L’obiettivo è dunque quello di continuare a favorire decisamente le iniziative che assicurino un uso sempre più efficiente ed intelligente dell’energia. In questo senso si intende pure sottolineare l’importanza della virtuale e molto virtuosa sorgente energetica, rappresentata dal risparmio energetico, a favore dei consumatori, della tutela ambientale e del contenimento delle importazioni di onerosi combustibili.

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