Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
3 Gennaio 2012

Tassazione del trasferimento di denaro all’estero degli extracomunitari

Di cosa si tratta

Il Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, in Legge 14 settembre 2011 n. 148, con l’art. 2, comma 35-octies ha istituito un’imposta di bollo sui trasferimenti di denaro all’estero attraverso gli istituti bancari, le agenzie “money transfer” ed altri agenti in attività finanziaria. L’imposta è dovuta in misura pari al 2 per cento dell’importo trasferito con ogni singola operazione, con un minimo di prelievo pari a 3 euro. L’imposta non è dovuta per i trasferimenti effettuati dai cittadini dell’Unione europea, nonché per quelli effettuati verso i Paesi dell’Unione europea. Sono esentati i trasferimenti effettuati da soggetti muniti di matricola INPS e codice fiscale.
Il possesso della matricola INPS e del codice fiscale del soggetto che intende trasferire il denaro all’estero porta a fare ritenere che i soggetti tenuti al pagamento di questa imposta di bollo siano quei soggetti che stanno in Italia avendo però migrato in modo irregolare.
In fatto a seconda dei Paesi di provenienza i consolidati canali di trasferimento del denaro, alternativi a quelli previsti dalla norma, continueranno ad operare.
Ancora tutto è oscuro sull’applicazione della norma che invero non ci interessa se non per i casi nei quali i disponesti siano soggetti italiani che operino i trasferimenti per conto di soggetti irregolari.
Per esemplificare, badanti, lavoratori irregolari che facciano trasmettere il denaro direttamente da parte dei “datori di lavoro” e situazioni similari, ove l’operazione si atteggi, più che fondata su utilità personali, scaturente dalla volontà di fare un favore, dovranno tenere presente che, più che eludere questa imposizione, possono invece incorrere in altri meccanismi sanzionatori.
Ci riferiamo ad ipotesi diverse dallo scarico di piccole poste, magari continuative, quanto a disposizioni di poste importanti.
Ci riferiamo a quanto illustrato dall’articolo nel sito (“Denaro all’estero: sanzioni”); alla luce di quanto richiamato è meglio astenersi da operare favori il cui effetto vada a produrre una serie di inconvenienti a chi ritenga di venire incontro alle loro richieste.

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