Categorie approfondimento: Energia
4 Settembre 2007

Tariffa incentivante per gli impianti fotovoltaici

Di cosa si tratta

La produzione di energia mediante l’impiego di fonti alternative rispetto alle tradizionali risorse è un importante obiettivo che le istituzioni a tutti i livelli tendono a incentivare introducendo misure atte a favorirne la diffusione.
La legislazione nazionale in concreto ha iniziato a muoversi con l’emanazione del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387, in attuazione della direttiva comunitaria 2001/77/CE del 27 settembre 2001, concernente la promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità. Il provvedimento è finalizzato a dare impulso alla produzione di elettricità attraverso fonti rinnovabili, definite dall’articolo 2, comma 1, lettera a), come “le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas).” Le fonti rinnovabili si differenziano dalle fonti energetiche fossili (carbone, petrolio, gas), perchè sono sorgenti di energia non esauribili.
Nella logica dello sviluppo del settore è stata adottata la tariffa incentivante di cui all’articolo 7 del D.Lgs. n. 387/2003. L’art. 7, al comma 1 stabilisce che: “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, d’intesa con la Conferenza unificata, adotta uno o più decreti con i quali sono definiti i criteri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica dalla fonte solare”.
Il successivo comma 2 dell’articolo, nell’individuare i criteri per l’erogazione degli incentivi, alla lettera d) precisa che consistono in una “specifica tariffa incentivante, di importo decrescente e di durata tali da garantire una equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio”. I criteri di erogazione della tariffa incentivante, differenziata a seconda della potenza dell’impianto fotovoltaico, sono stati definiti, dai decreti ministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 e, da ultimo, dal D.M. 19 febbraio 2007.
Il meccanismo introdotto dai decreti per la corresponsione della tariffa prevede che l’incentivo venga erogato per un periodo di venti anni in ragione dell’energia fotovoltaica prodotta annualmente dall’impianto medesimo, mentre la tariffa non viene corrisposta quando l’impianto non produce energia.
Ne deriva che il senso di tale incentivo, denominato anche “Conto Energia”, non è tanto quello di favorire la realizzazione dell’investimento, bensì quello di sostenere la produzione di energia mediante lo sfruttamento dell’impianto fotovoltaico. L’investimento iniziale, pertanto, non viene ridotto per effetto della corresponsione degli incentivi, ma può solo essere recuperato nel tempo attraverso la produzione di energia che viene “premiata” mediante la corresponsione di una somma pari alla tariffa incentivante, che varia in base alla potenza dell’impianto, moltiplicata per l’energia prodotta nell’anno.
Per determinare in concreto la tariffa incentivante applicabile, possono accedere all’incentivazione per la produzione dell’energia elettrica mediante conversione fotovoltaica dell’energia solare, gli impianti fotovoltaici, realizzati nel rispetto delle norme tecniche previste (v. art. 4 del D.M.), aventi una potenza nominale non inferiore a 1 kw.
La tariffa incentivante è determinata in relazione alla potenza nominale ed alla tipologia dell’impianto, individuata dall’art. 2, comma 1, lettere b1), b2) e b3) del decreto ministeriale:
b1) impianto fotovoltaico non integrato: impianto con moduli ubicati al suolo, ovvero con moduli collocati, con modalità diverse dalle tipologie di cui agli allegati 2 e 3 al decreto, sugli elementi di arredo urbano e viario, sulle superfici esterne degli involucri di edifici, di fabbricati e strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione;
b2) impianto fotovoltaico parzialmente integrato: impianto i cui moduli sono posizionati, secondo le tipologie elencate in allegato 2 al D.M., su elementi di arredo urbano e viario, superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione;
b3) impianto fotovoltaico con integrazione architettonica: impianto fotovoltaico i cui moduli sono integrati, secondo le tipologie elencate in allegato al D.M., in elementi di arredo urbano e viario, superfici esterne degli involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione.
La tariffa, riconosciuta per un periodo di venti anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, assume attualmente i valori (espressi in euro/kWh prodotto dall’impianto) indicati nella tabella di cui all’art. 6 del D.M. 19 febbraio 2007, che si riporta:

Potenza nominale dell’impianto P (kW) 2 Impianti di cui all’art. 2 comma 1, lett b1) Impianti di cui all’art. 2 comma 1, lett b2) Impianti di cui all’art. 2 comma 1, lett b3)
A) 1≤P≤3 0,40 0,44 0,49
B) 3<P≤20 0,38 0,42 0,46
C) P>20 0,36 0,40 0,44

Sono riconosciuti, inoltre, incrementi della tariffa in presenza di determinate condizioni, specificamente individuate dall’art. 6 del D.M., ovvero l’erogazione di un premio aggiuntivo secondo quanto disposto dall’art. 7 del medesimo decreto.
L’elettricità che viene remunerata con le tariffe incentivanti è quella prodotta dall’impianto, misurata da un apposito contatore posto all’uscita dell’impianto medesimo.
Gli impianti di potenza fino a 20 kw, possono accedere al c.d. servizio di “scambio sul posto” (anche detto Net Metering), facendone richiesta all’impresa distributrice competente per il territorio ove l’impianto è ubicato o, in alternativa, possono cedere al gestore della rete elettrica l’energia prodotta. Nel primo caso la tariffa incentivante spetta solo in relazione all’energia prodotta e consumata in loco dall’utente, mentre l’energia prodotta in eccesso rispetto ai consumi è assorbita dalla rete e l’utente può successivamente prelevarne la medesima quantità in caso di consumi superiori alla produzione. Nel secondo caso la tariffa spetta per tutta la produzione, anche per l’energia eccedente i consumi dell’utenza e ceduta sia al mercato libero, sia al gestore di rete cui l’impianto è collegato, ai sensi di quanto previsto dall’art. 13, commi 3 e 4, del D.Lgs. n. 387/2003.
Il servizio di “scambio sul posto”, come chiarito dalla Autorità per l’energia elettrica e il gas, si configura come modalità di “immagazzinamento” di un bene (l’energia) che per le sue caratteristiche non potrebbe essere conservato. Lo “scambio sul posto” consente all’utente di “immagazzinare” l’energia elettrica prodotta e non consumata e di prelevarla dalla rete in caso di necessità. L’energia fotovoltaica immessa dall’utente nella rete costituisce un credito nei confronti del gestore -in termini di energia, non in termini economici- utilizzabile nel corso dei tre anni successivi a quello in cui matura. Al termine dei tre anni, l’eventuale credito residuo è annullato. Al riguardo l’eventuale quantità di energia elettrica immessa in rete e non consumata non potrà essere remunerata, poiché nell’ambito della disciplina dello “scambio sul posto” non è consentita la vendita (cfr. art. 6, comma 2, D.Lgs. n. 387/2003).
L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con la delibera n. 188 del 14 settembre 2005, (successivamente integrata e modificata dalla delibera n. 40 del 24 febbraio 2006) ha individuato nella società “Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.A.” (precedentemente denominata GRTN – Gestore della rete di trasmissione nazionale S.p.a.), il soggetto attuatore del programma di incentivazione della produzione di energia fotovoltaica, stabilendo anche le modalità e le condizioni di erogazione della tariffa incentivante per gli impianti fotovoltaici, nonché le modalità di presentazione delle domande di accesso all’agevolazione e le necessarie verifiche. I soggetti interessati devono quindi inviare alla società GSE le domande per l’ammissione agli incentivi secondo lo schema predisposto dall’Autorità. A seguito delle domande presentate, GSE, previa verifica delle condizioni di ammissibilità, redige l’elenco e le graduatorie previste dall’articolo 5 del D.M..
Ai sensi dell’art. 3 del D.M., beneficiano dell’incentivo alla produzione di energia elettrica ottenuta dagli impianti fotovoltaici, le persone fisiche e giuridiche, compresi i soggetti pubblici e i condomini di edifici responsabili dell’impianto.
L’art. 5 del D.M., rubricato “Procedure per l’accesso alle tariffe incentivanti”, al comma 4 prevede che “entro sessanta giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto il soggetto responsabile è tenuto a far pervenire al soggetto attuatore la richiesta di concessione della pertinente tariffa incentivante.”
Destinatario dell’incentivo è, quindi, il “soggetto responsabile” definito, ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera h), del decreto ministeriale, come il “soggetto responsabile dell’esercizio dell’impianto e che ha diritto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, a richiedere e ottenere le tariffe incentivanti”.
L’art. 9 del D.M. prevede specifiche condizioni per l’applicabilità della tariffa incentivante di cui all’articolo 6 e del premio aggiuntivo di cui all’articolo 7.
In particolare la tariffa e il premio aggiuntivo:
* non sono applicabili all’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano o siano stati concessi incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale e/o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, eccedenti il 20% del costo dell’investimento, salvo il caso in cui il soggetto responsabile dell’edificio sia una scuola pubblica o paritaria di qualunque ordine e grado o una struttura sanitaria pubblica e non si tratti di incentivi pubblici di natura nazionale;
* non sono applicabili all’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici realizzati ai fini del rispetto di obblighi discendenti dal D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni e integrazioni, o dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, e che entreranno in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2010;
* non sono applicabili all’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per i quali sia stata riconosciuta o richiesta la detrazione fiscale richiamata all’articolo 2, comma 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Detrazione fiscale spettante per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, c.d. 36%), anche nel caso di proroghe e modificazioni della medesima detrazione.
Il medesimo articolo prevede che la tariffa incentivante e il premio aggiuntivo non sono cumulabili con i seguenti incentivi:
* i “certificati verdi” di cui all’articolo 2, comma 1, lettera o)- per i quali si veda nel presente sito: “L’incentivazione di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: i certificati verdi (CV) e i RECS.”-, del D.Lgs. n. 387/2003 (I Certificati Verdi sono titoli che attestano la produzione di determinate quantità di energia elettrica mediante l’utilizzo di Fonti Rinnovabili (FR) e sono rilasciati dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) in favore dei produttori da FR, a valle dell’espletamento di un’apposita procedura di qualificazione degli impianti produttivi. I certificati possono essere venduti sull’apposito mercato gestito dal GME (Gestore del Mercato Elettrico) ovvero tramite contratti bilaterali. I clienti interessati all’acquisto dei Certificati Verdi sono i produttori o gli importatori di energia elettrica da Fonti Non Rinnovabili, cioè Fonti Fossili (FF) che, non riescono ad immettere nella rete elettrica le quantità di energia stabilite dalla legge (articolo 11 del D. Lgs. n. 79/99 ed articolo 4 del D. Lgs n. 387/03);
* i “titoli” (Sono i cosiddetti Titoli di Efficienza Energetica (TEE) – per i quali nel presente sito si veda: “Titoli di efficienza energetica (TEE): il mercato dei certificati bianchi”, o Certificati Bianchi (CB), che attestano il conseguimento di un determinato risparmio energetico, misurato in tonnellate equivalenti di petrolio (tep), a seguito dell’adozione di specifici progetti per il risparmio energetico negli usi finali di energia elettrica e gas. Se un distributore consegue un numero di CB maggiore rispetto a quello necessario per il conseguimento dei propri obiettivi, può rivendere i titoli in più sull’apposito mercato gestito dal GME ovvero tramite contratti bilaterali) derivanti dall’applicazione delle disposizioni attuative dell’art. 9, comma 1, del D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79 e dell’art. 16, comma 4, del D.Lgs. 23 maggio 2000, n. 164. Resta fermo, invece, il diritto al beneficio della riduzione dell’imposta sul valore aggiunto per gli impianti facenti uso dell’energia solare per la produzione di calore o energia che, ai sensi del n. 127-quinquies) e n. 127- septies) della Tabella A parte III, allegata al DPR n. 633 del 1972, fruiscono dell’aliquota del 10 per cento.

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