Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
2 Marzo 2006

Tariffa Igiene Ambientale: rinvii

Di cosa si tratta

Un nuovo rinvio per il passaggio dalla Tarsu – Tassa Rifiuti Solidi Urbani (Dlgs 507/1993) alla Tia – Tariffa d’Igiene Ambientale, introdotta dal Dlgs 22/1997, noto come decreto Ronchi. L’entrata in vigore della Tia, prevista per il 1° gennaio 2006, è stata rinviata al 1° gennaio 2007 dal comma 134 della Finanziaria 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266).
La Finanziaria 2004 (Legge 103/03) portava da 4 a 5 anni il periodo entro il quale i Comuni avrebbero dovuto raggiungere una copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti superiore all’85%. La Finanziaria 2005 (Legge 311/04) portava il suddetto termine a sei anni. La Legge Finanziaria 2006 fa slittare lo stesso termine al 2007. Ciò significa che il sistema tariffario totale del servizio deve essere applicato nel 2007 per i comuni con popolazione superiore ai 5000 abitanti che abbiano raggiunto nel 1999 un grado di copertura dei costi tra il 55% e l’85%, ovvero superiore all’85%.
Lo schema di decreto legislativo, che dà attuazione alla nuova delega ambientale, prevede la cancellazione del decreto legislativo 22/1997 (prorogato innumerevoli volte), che istituiva la Tia, confermando la Tarsu, sebbene con delle modifiche. Con quest’ultimo rinvio sembrerebbe che la Tia sia destinata a non diventare mai obbligatoria dal momento che l’entrata in vigore della nuova disciplina in materia ambientale scatterà prima della scadenza della nuova proroga per la tariffa d’igiene ambientale.
In realtà, l’art. 49 commi 1-bis e 16 del Dlgs 22/1997 e l’art. 11 del Dpr 158/1999 già consentono il passaggio dalla Tarsu alla Tia e diversi Comuni hanno infatti già provveduto a tale passaggio, per quanto per loro non si tratti tuttavia di un’operazione semplice, soprattutto dal punto di vista gestionale.
Lo schema di decreto attuativo della delega ambientale prevede, oltre il ritorno alla tassa rifiuti e l’abbandono della tariffa, il passaggio delle competenze dai Comuni alle Autorità d’Ambito Territoriali (Ato). Le Regioni dovrebbero, entro sei mesi dalla entrata in vigore del decreto legislativo, provvedere alla determinazioni degli ATO e comunicarlo alle Province e ai Comuni interessati. Sino alla individuazione del soggetto aggiudicatario della gara indetta dall’Autorità d’Ambito, i Comuni potrebbero continuare a gestire i rifiuti urbani in regime di privativa.

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