Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
5 Marzo 2014

Svizzera: stop all’immigrazione di massa. Quali effetti sui lavoratori italiani?

Di cosa si tratta

Con il voto favorevole di una stretta maggioranza dei votanti, i cittadini della Svizzera hanno accolto l’iniziativa popolare federale denominata “Contro l’immigrazione di massa”.
L’iniziativa popolare federale è quello strumento attraverso cui gli aventi diritto di voto possono chiedere di sottoporre a votazione popolare una loro proposta di modifica della Costituzione federale. Per la riuscita formale di un’iniziativa sono necessarie le firme di 100000 aventi diritto di voto, raccolte entro il termine di 18 mesi. Si tratta dello strumento cardine di quella parte dell’ordinamento elvetico volta a garantire la democrazia diretta.
La finalità dell’iniziativa in esame è quella di limitare i permessi di dimora per stranieri mediante “tetti massimi annuali e contingenti annuali” applicabili a tutti i permessi per stranieri, inclusi i cittadini dell’Ue, i frontalieri e i richiedenti asilo.
Più nel dettaglio, l’approvazione dell’iniziativa popolare ha portato l’introduzione nella carta costituzionale della Confederazione del nuovo articolo 121a rubricato “Regolazione dell’immigrazione” così composto:
“1 La Svizzera gestisce autonomamente l’immigrazione degli stranieri.
2 Il numero di permessi di dimora per stranieri in Svizzera è limitato da tetti massimi annuali e contingenti annuali. I tetti massimi valgono per tutti i permessi rilasciati in virtù del diritto degli stranieri, settore dell’asilo incluso. Il diritto al soggiorno duraturo, al ricongiungimento familiare e alle prestazioni sociali può essere limitato.
3 I tetti massimi annuali e i contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un’attività lucrativa devono essere stabiliti in funzione degli interessi globali dell’economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri; essi devono comprendere anche i frontalieri. Criteri determinanti per il rilascio del permesso di dimora sono in particolare la domanda di un datore di lavoro, la capacità d’integrazione e una base esistenziale sufficiente e autonoma.
4 Non possono essere conclusi trattati internazionali che contraddicono al presente articolo.
5 La legge disciplina i particolari.”
Le disposizioni transitorie della Costituzione federale sono modificate dall’inserimento dell’art. 197, n.9 (Disposizione transitoria dell’art. 121a – Regolazione dell’immigrazione):
“1 I trattati internazionali che contraddicono all’articolo 121a devono essere rinegoziati e adeguati entro tre anni dall’accettazione di detto articolo da parte del Popolo e dei Cantoni.
2 Se la legislazione d’esecuzione relativa all’articolo 121a non è entrata in vigore entro tre anni dall’accettazione di detto articolo da parte del Popolo e dei Cantoni, il Consiglio federale emana provvisoriamente le disposizioni d’esecuzione in via d’ordinanza.”
Gli aspetti più rilevanti di queste nuove disposizioni sono:
– in ordine ai permessi di dimora, l’introduzione di tetti massimi annuali e contingenti annuali;
– l’introduzione di tetti massimi annuali e contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un’attività lucrativa; è quindi compreso il lavoratore italiano che trasferisca la residenza in Svizzera per prestare attività di lavoratore dipendente;
– nella precedente previsione vengono fatti altresì rientrare i c.d. frontalieri.
– l’impossibilità per il futuro di concludere trattati internazionali che contraddicano le introdotte previsioni;
– l’obbligo, entro tre anni, di rinegoziare e adeguare i trattati internazionali che contraddicano l’art. 121a.
Per rispondere ai primi quesiti che ci sono stati sottoposti possiamo affermare che gli effetti delle novità costituzionali non saranno certamente immediati, quindi non riguarderanno i lavoratori italiani per l’anno 2014 giacché dovranno essere definiti i tetti massimi annuali e i contingenti annuali.
Vi è tuttavia da rilevare che le novità hanno un duplice scopo ossia limitare l’aumento della popolazione residente (immigrazione) e limitare l’esercizio di attività lavorative (dipendenti) da parte degli stranieri, con ciò producendo effetti in capo a tutte le categorie di lavoratori italiani: i frontalieri, i frontalieri fiscali e i cittadini italiani residenti in Svizzera.

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