Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
22 Dicembre 2014

Svizzera: il nuovo regime dei titoli anonimi e voluntary disclosure

Di cosa si tratta

Essere isolati ed avere una posizione nel contesto mondiale di rilievo ed attrazione non sono compatibili e di questo si è accorto il legislatore svizzero che ora tende a restare aperto sui mercati con un allineamento che possa portare il Paese fuori dalle black list.
Pubblicata la legge italiana sulla voluntary disclosure (legge 15 dicembre 2014, n. 186) il Parlamento svizzero ha adottato un provvedimento (12 dicembre 2014) ricchissimo di novità di rilievo, una in particolare volta alla trasparenza della conoscenza dei portatori di azioni anonime.
La disposizione dispiegando efficacia dalla pubblicazione della legge svizzera, impone la considerazione di questi veicoli che perdono la capacità di criptare delle forme di investimento.
Modificando il codice delle obbligazioni (art. 697) ora “Chi acquista azioni al portatore di una società le cui azioni non sono quotate in borsa deve “annunciare” entro un mese alla società tale acquisto, il proprio nome e cognome o la ditta, nonché il proprio indirizzo”. L’azionista deve ora provare di essere in possesso dell’azione al portatore e identificarsi come segue: se è una persona fisica: mediante un documento d’identità ufficiale provvisto di fotografia; se è una persona giuridica svizzera: mediante un estratto del registro di commercio e, se è una persona giuridica straniera: mediante un estratto attuale autenticato del registro di commercio estero o mediante un documento equivalente.
L’azionista deve comunicare alla società ogni modifica dei propri dati. L’obbligo non sussiste se le azioni al portatore rivestono la forma di azioni emesse quali titoli contabili e la società designa l’ente di custodia presso il quale le azioni al portatore sono depositate o nel cui registro principale sono iscritte; l’ente di custodia deve essere in Svizzera.
Tutta una dettagliata serie di disposizioni impediscono di conservare l’anonimato nel possesso di queste partecipazioni in particolare quando la percentuale sia superiore al 25 per cento del capitale sociale o dei voti.
Le sanzioni sono serie; infatti i diritti sociali inerenti le azioni il cui acquisto è soggetto agli obblighi di annunciare sono sospesi fintanto che l’azionista non abbia ottemperato a tali obblighi e l’azionista può far valere i diritti patrimoniali inerenti tali azioni soltanto se ha ottemperato agli obblighi di annunciare; se non vi ottempera entro un mese dall’acquisto dell’azione, i suoi diritti patrimoniali decadono, mentre se vi ottempera ma dopo e in ritardo, può far valere i diritti patrimoniali sorti solamente a decorrere da tale data. Il consiglio d’amministrazione dovrà provvede affinché nessun azionista eserciti i propri diritti in violazione degli obblighi di “annunciare”.
Il favore per la misura è confermato dalla previsione del potere di convertire le azioni al portatore in azioni nominative che può essere presa a maggioranza dei voti emessi e lo statuto non può stabilire condizioni che rendano più difficile la conversione.
Il libro delle azioni e l’elenco devono essere tenuti in modo che sia possibile accedervi in ogni momento in Svizzera. I documenti giustificativi su cui si fonda l’iscrizione devono essere conservati per dieci anni calcolati dalla cancellazione della persona dal libro delle quote. Le persone che all’entrata in vigore della modifica del 12 dicembre 2014 già detengono azioni al portatore devono ottemperare agli obblighi di annunciare previsti per l’acquisto di azioni.
Il termine di decadenza dei diritti patrimoniali (art. 697m cpv. 3) scade in questo caso sei mesi dopo l’entrata in vigore della modifica del 12 dicembre 2014.
Con modifica della legge 3 ottobre 2008 sui titoli contabili ora oltre al nome e dati del titolare apparente di una partecipazione dovrà essere anche indicato ed identificato “l’avente economicamente diritto”.
L’art. 149 cpv. 1, lett. F, sanziona il comportamento scorretto: “È punito con la multa sino a 500.000 franchi chiunque, intenzionalmente: non tiene in modo corretto il registro delle azioni di cui all’articolo 46 capoverso 3”.
Di quanto illustrato non si potrà non tenere conto nella sede della scelta di un’eventuale adesione alla voluntary disclosure, dovendo provvedere all’“annuncio” entro il termine di sei mesi dalla pubblicazione della legge svizzera e quindi entro il termine per potere ancora aderire alla voluntary disclosure, che è il 30 settembre 2015.

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