Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
22 Dicembre 2014

Svizzera: movimenti di denaro contante e nuovi limiti nel periodo della voluntary disclosure

Di cosa si tratta

La Svizzera ha adottato una legge qualche giorno prima della pubblicazione della legge italiana sulla voluntary disclosure, che ha rilevanza in tema di movimentazione del denaro. Pubblicata la legge italiana sulla voluntary disclosure il 15 dicembre 2014, n. 186) il Parlamento svizzero ha deliberato un provvedimento (12 dicembre 2014) che limita le utilizzazioni del denaro contante.
Qualche giorno prima era capitato che il Pretore di Lugano avesse deciso un caso con un provvedimento con il quale si riconosceva legittimo il blocco del denaro di un cliente imponendo che l’operazione di movimento fosse “tracciabile” (7 dicembre 2014).
Mettendo mano al codice penale il Parlamento svizzero ha modificato l’art. 305-bis, che ora prevede: “Chiunque compie un atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine o da un delitto fiscale qualificato, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria”. Sono considerati delitto fiscale qualificato i reati sull’imposta federale diretta e sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni, se le imposte sottratte ammontano a oltre 300.000 franchi per periodo fiscale.
Le persone che hanno la possibilità di compiere tali atti hanno il diritto di comunicare all’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro dell’Ufficio federale di polizia gli indizi che permettono di sospettare che valori patrimoniali provengono da un crimine o da un delitto fiscale qualificato.
Con disposizione transitoria la norma non è applicabile ai delitti fiscali qualificati commessi prima dell’entrata in vigore della modifica del 12 dicembre 2014.
Anche per “chi commette per mestiere o in collaborazione con terzi, infrazioni in materia fiscale o doganale e in tal modo procaccia a sé o ad altri un indebito profitto di entità particolarmente considerevole oppure pregiudica in modo particolarmente considerevole gli interessi patrimoniali o altri diritti dell’ente pubblico”, è punito con una pena detentiva fino a cinque anni o con una pena pecuniaria. Alla pena detentiva è cumulata una pena pecuniaria.
Anche la legge del 10 ottobre 1997 sul riciclaggio di denaro è stata modificata e si applica agli intermediari finanziari, alle persone fisiche e giuridiche che negoziano beni a titolo professionale ricevendo in pagamento denaro contante (commercianti).
Si muove dal definire le persone politicamente esposte che a tenore della legge s’intendono quelle che all’estero sono o sono state attribuite funzioni pubbliche dirigenziali, in particolare capi di Stato e di governo, politici di alto rango a livello nazionale, alti funzionari dell’amministrazione, della giustizia, dell’esercito e dei partiti a livello nazionale, organi superiori delle imprese statali d’importanza nazionale (persone politicamente esposte all’estero).
Ancora si identificano le persone alle quali in Svizzera sono affidate o sono state affidate funzioni pubbliche dirigenziali nella politica, nell’amministrazione, nell’esercito e nella giustizia, nonché membri del consiglio d’amministrazione o della direzione di imprese statali d’importanza nazionale (persone politicamente esposte in Svizzera) e persone alle quali sono affidate o sono state affidate funzioni dirigenziali presso organizzazioni intergovernative o federazioni sportive internazionali, in particolare segretari generali, direttori, membri di organi d’amministrazione, e persone con funzioni equivalenti (persone politicamente esposte di organizzazioni internazionali).
Sono inoltre considerate persone legate a soggetti politicamente esposti le persone fisiche che sono riconoscibilmente legate per motivi familiari, personali o d’affari alle persone già indicate.
Le persone politicamente esposte in Svizzera cessano di essere tali 18 mesi dopo aver cessato l’esercizio della funzione.
Questi figure vengo guardate con particolare attenzione nel caso in cui si rilevino movimentazioni di denaro che non abbiano una giustificazione economica adeguata.
Sono stati definiti i nuovi obblighi di diligenza degli intermediari finanziari per l’accertamento dell’avente economicamente diritto. L’intermediario finanziario deve accertare, con la diligenza richiesta dalle circostanze, l’avente economicamente diritto. Se la controparte è una società quotata in borsa o una filiale controllata a maggioranza dalla società, può esimersi dall’accertare l’avente economicamente diritto, ma l’intermediario finanziario deve richiedere alla controparte una dichiarazione scritta indicante la persona fisica avente economicamente diritto, se: non c’è identità tra la controparte e l’avente economicamente diritto o se sussistono dubbi in merito; se la controparte è una società di domicilio o una persona giuridica operativa; se viene effettuata un’operazione di cassa di valore rilevante.
L’intermediario deve ora esigere dalle controparti che detengono presso di lui conti o depositi collettivi che gli forniscano un elenco completo degli aventi economicamente diritto e gli comunichino senza indugio ogni modifica dello stesso.
L’intermediario finanziario è tenuto a identificare l’oggetto e lo scopo della relazione d’affari prospettata dalla controparte. L’entità delle informazioni da raccogliere, il livello gerarchico al quale decidere di avviare o proseguire una relazione d’affari e la periodicità dei controlli dipendono dal rischio rappresentato dalla controparte. L’intermediario finanziario dovrà chiarire le circostanze e lo scopo di una transazione o di una relazione d’affari se: la transazione o la relazione d’affari appare inusuale, a meno che la sua legalità sia manifesta; vi sono sospetti che i valori patrimoniali provengano da un crimine o da un delitto fiscale qualificato, sottostiano alla facoltà di disporre di un’organizzazione criminale o servano al finanziamento del terrorismo; la transazione o la relazione d’affari comporta un rischio elevato; quando poi i dati di una controparte, di un avente economicamente diritto o di una persona autorizzata a firmare per una relazione d’affari o per una transazione coincidono con i dati trasmessi all’intermediario finanziario dalla FINMA, organismo di autodisciplina della Commissione federale delle case da gioco oppure sono molto simili a tali dati.
Le relazioni d’affari con persone politicamente esposte all’estero nonché con persone a esse legate sono considerate in ogni caso relazioni d’affari comportanti un rischio elevato.
Le relazioni d’affari con persone politicamente esposte in Svizzera o con persone politicamente esposte di organizzazioni internazionali, nonché con persone a esse legate sono considerate, in presenza di uno o più criteri di rischio, relazioni d’affari comportanti un rischio elevato.
Per i commercianti l’art. 8° stabilisce che, se nell’ambito di una transazione commerciale ricevono più di 100.000 franchi in contanti devono: identificare la controparte; accertare l’avente economicamente diritto; allestire e conservare i relativi documenti e devono chiarire le circostanze e lo scopo di una transazione commerciale se appare inusuale, a meno che la sua legalità sia manifesta, e se vi sono sospetti che i valori patrimoniali provengano da un crimine o da un delitto fiscale qualificato oppure sottostiano alla facoltà di disporre di un’organizzazione criminale; sottostanno agli obblighi anche se il pagamento in contante è suddiviso in più parti di importo inferiore a 100.000 franchi che complessivamente superano tale importo.
L’intermediario finanziario che sa o ha il sospetto fondato che i valori patrimoniali oggetto di una relazione d’affari provengono da un crimine o da un delitto fiscale qualificato e che alla luce degli accertamenti svolti sa o ha motivo di presumere che i dati di una persona o di un’organizzazione trasmessi dalla FINMA, dalla Commissione federale delle case da gioco o da un organismo di autodisciplina, coincidono con i dati di una controparte, di un avente economicamente diritto o di una persona autorizzata a firmare di una relazione d’affari o di una transazione, è tenuto a darne senza indugio comunicazione all’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro.
Per gli ordini di clienti concernenti i valori patrimoniali segnalati durante l’analisi svolta dall’Ufficio di comunicazione l’intermediario finanziario esegue gli ordini dei clienti che riguardano i valori patrimoniali segnalati, ma blocca i valori patrimoniali affidatigli che sono oggetto della comunicazione non appena l’Ufficio di comunicazione gli notifica di aver inoltrato la comunicazione a un’autorità che si occupa del perseguimento penale. L’intermediario finanziario in tali casi deve bloccare senza indugio i valori patrimoniali affidatigli e protrarre il blocco fino a quando gli verrà comunicata una decisione della competente autorità penale, che può essere adottata al massimo entro cinque giorni feriali a contare da quando l’Ufficio di comunicazione gli ha notificato di aver inoltrato la comunicazione. L’intermediario finanziario non può informare né gli interessati né terzi di aver effettuato una comunicazione, ma non è considerato un terzo l’organismo di autodisciplina cui l’intermediario finanziario è affiliato.

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