Categorie approfondimento: Estero
2 Giugno 2013

Svizzera: diritto penale fiscale

Di cosa si tratta

La Svizzera in materia di diritto penale fiscale si sta orientando a realizzare più uniformità e meno differenze tra i diversi regimi sanzionatori e questo è l’orientamento emergente dal progetto di revisione elaborato per perseguire i reati tributari con efficienza, rapidità ed equità.
Muovendo dalla certezza giuridica per il contribuente il Paese avverte la necessità di disporre di un diritto penale uniforme e che non conservi differenze per la tipologia dell’imposta; quindi uguali procedure da applicare a tutti i procedimenti penali fiscali; ancora va garantito un accertamento equo, efficiente ed effettivo dei reati per evitare pene eccessive, migliorare adottando questi principi la certezza giuridica per il contribuente.
Il progetto, messo a punto dal dipartimento delle Finanze, è stato sottoposto a consultazione dal Consiglio federale dalla fine di maggio 2013.
L’iniziativa trae le sue origine dall’iniziativa del deputato radicale Rolf Schweiger, che con una mozione ha avuto l’approvazione dal Consiglio degli Stati nel 2011. Il Consiglio federale il 21 settembre 2012 ha affidato al Dipartimento federale delle Finanze (DFF) il compito di elaborare un progetto di revisione da sottoporre a consultazione entro la primavera di quest’anno.
Il diritto penale fiscale della Confederazione ha come differenza saliente la distinzione tra imposte dirette e indirette, differenza che produce effetti sulla competenza a perseguire le infrazioni e da cui scaturisce l’applicazione di procedure diverse. Infatti ai Cantoni è affidato il compito di perseguire le violazioni alla legge federale sull’imposta federale diretta, mentre all’amministrazione federale delle contribuzioni compete il perseguire le violazioni alla legge federale dell’imposta sul valore aggiunto e su quella preventiva.
I punti salienti del Progetto sono la modifica della legge sull’imposta federale diretta (LIFD), l’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID), l’IVA (LIVA), l’imposta preventiva (LIP) e le tasse di bollo (LTB).
Per le imposte dirette il progetto prevede una estensione ai procedimenti penali fiscali dei provvedimenti d’inchiesta delle autorità fiscali cantonali e tra questi anche la richiesta di informazioni presso le banche nel caso in cui vi sia un fondato sospetto di reato fiscale.
Una delle questioni più importanti della revisione coinvolge l’ordinamento e le singole ipotesi di reato. L’attuale formulazione distingue tra due diverse figure criminose:
– chi non dichiara quanto possiede (sottrazione d’imposta);
– chi falsifica i documenti (cioè la frode fiscale o l’uso di atto falso come indicato nell’art. 186 della LIFD “usage des faux”), che viene considerata una forma aggravata della omessa dichiarazione; la differenza va ad escludere la doppia pena per i due reati. Nel progetto di riforma resta la distinzione tra frode fiscale e sottrazione d’imposta, ma la delimitazione tra le due figure tiene conto della gravità materiale del reato fiscale commesso.
Altro intervento riguarda la competenza a perseguire e giudicare i reati fiscali; nel progetto è stabilita l’applicabilità delle disposizioni contenute nel DPA (il codice di procedura applicato ai procedimenti penali condotti dalle autorità amministrative) anche al perseguimento e al giudizio di infrazioni contro le imposte dirette. A oggi le disposizioni trovano applicazione soltanto al perseguimento e al giudizio di infrazioni contro l’Iva, l’imposta preventiva e le tasse di bollo.
In termini di poteri e mezzi a disposizione per le indagini nell’ambito delle imposte dirette le autorità fiscali cantonali non dispongono oggi di strumenti adeguati per garantire che possano essere condotte indagini accurate per le fattispecie penali che coinvolgono le imposte dirette. Esiste uno squilibrio tra le possibilità d’inchiesta delle autorità tributarie in questo settore della fiscalità.
L’estensione delle disposizioni contenute nella DPA comporterà un ampliamento delle competenze delle autorità fiscali cantonali nel settore delle imposte federali dirette con nuovi strumenti processuali d’indagine; si tratta degli stessi mezzi riservati all’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) nell’ambito di inchieste speciali con la possibilità di perseguire in autonomia le violazioni contro la LIFD e la propria legislazione tributaria, l’interrogatorio di testimoni, la raccolta di informazioni e altre attività che talora sono soggette all’autorizzazione del direttore dell’Amministrazione cantonale delle Contribuzioni.

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