Categorie approfondimento: Assicurazioni
18 Settembre 2006

Subagenti di assicurazione: obblighi previdenziali

Di cosa si tratta

Il Codice delle Assicurazioni (D.L.vo 7 settembre 2005, n. 209) all’art. 343, 6° comma prevede: “Le persone fisiche di cui al presente articolo e quelle iscritte nel registro degli intermediari di assicurazione e di riassicurazione non sono soggette agli obblighi previsti a carico degli agenti di commercio in materia di previdenza integrativa”.
Il Ministero del lavoro, previa acquisizione del parere della Direzione generale per le Politiche previdenziali dell’Inps, rispondendo all’interpello proposto dall’Automobile Club di Udine, che chiedeva se debba considerarsi obbligatoria l’iscrizione dei subagenti di assicurazione alla Fondazione Enasarco, con i relativi trattamenti previdenziali ed assistenziali e i connessi obblighi contributivi, ha precisato una serie di punti sui quali vale la pena di fare chiarezza.
Dispone l’art. 2 della legge n. 12/1973 che l’Enasarco eroga i trattamenti di invalidità, vecchiaia e superstiti agli agenti di commercio soggetti alla disciplina degli artt. 1742-1752 c.c., e questi devono essere obbligatoriamente iscritti alla Fondazione per quanto disposto dall’art. 5. Le norme che disciplinano il contratto di agenzia, secondo l’espressa previsione dell’art. 1753 c.c., si applicano agli agenti di assicurazione, se non sono derogate dagli usi o incompatibili con la natura dell’attività assicurativa.
Gli agenti di assicurazione dovrebbero ritenersi compresi nell’ambito di applicazione della previdenza Enasarco, ma per essi è espressamente prevista dall’Accordo Economico Collettivo 24 giugno 1953, recepito dal D.P.R. n. 387/1961, una forma di previdenza integrativa ritenuta speciale e quindi derogatoria all’art. 1753 c.c. rispetto alla previdenza gestita dalla Enasarco per la generalità degli agenti.
Gli agenti di assicurazione quindi, sono sottratti dall’obbligo di iscrizione all’Enasarco poichè ad essi si applica una forma di previdenza integrativa.
Invece per i subagenti di assicurazione, i quali, come precisato dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. 6 agosto 2004, n. 15190), svolgono attività di agenzia per conto dell’agente di assicurazione (vedasi quanto già illustrato nell’articolo presente in questo sito: “Agenzia assicurativa. Indennità dovuta al subagente”), che assume la qualifica di preponente, in ragione di una particolare fattispecie di contratto derivato, o sub contratto, funzionalmente collegato al contratto principale di agenzia, non sono nella medesima condizione.
Sulla base della differenza tra il contratto di agenzia e quello di subagenzia, che si incentra esclusivamente sulla figura del preponente, si escludeva che ai subagenti di assicurazione potesse applicarsi la disciplina previdenziale integrativa prevista per gli agenti di assicurazione, mentre si riteneva che fosse loro applicabile la disciplina previdenziale generale dell’Enasarco, data la riconducibilità della loro attività nella fattispecie di cui all’art. 1742 c.c. e per essi “non si applica alcun regime speciale di previdenza integrativa obbligatoria”.
A partire dal 1° gennaio 2006 i subagenti di assicurazione sono invece sottratti all’obbligo di iscrizione all’Enasarco in virtù della previsione espressa dell’art. 343, comma 6, del Codice delle assicurazioni private, per cui gli iscritti nel registro degli intermediari di assicurazione e riassicurazione non sono più soggetti agli obblighi previsti a carico degli agenti di commercio in materia di previdenza integrativa.
Secondo il Ministero, l’art. 343, comma 6, D. Lgs. n. 209/2005 non deve intendersi come norma di interpretazione autentica e come tale retroattiva, che reagisca a quanto si è fatto in precedenza, ma come norma di carattere innovativo e che opera solo per il futuro, a partire dal 1 gennaio 2006. Il Ministero a conforto richiama la sentenza del Tribunale di Roma, 20 gennaio 2006, n. 1346 sulla ricostruzione concettuale operata.
Il Ministero definisce la disposizione come norma di carattere innovativo, senza fornire alcuna motivazione a sostegno di quanto affermato.
La precarietà della valenza della ricostruzione concettuale in relazione alla risposta data, che era chiamata a risolvere una questione assai controversa, potrebbe fare sperare che la risposta sia suscettibile di revisione a favore della meglio fondata interpretazione del valore della norma anche per il passato, che porta a concludere per la natura di interpretazione autentica dotata di efficacia retroattiva.

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