Categorie approfondimento: Assicurazioni
30 Maggio 2008

Subagenti assicurativi: esenzione dall’IVA

Di cosa si tratta

La Corte di Giustizia UE, sezione Prima del 3 aprile 2008, causa C-124/07, ha ritenuto che rientri nell’esonero dell’art. 13, parte B, lettera a) della VI Direttiva (17 maggio 1977, n. 77/388/CEE) l’ipotesi di un rapporto indiretto effettuato da quell’intermediario assicurativo che non entri in un rapporto diretto con le parti e, quale conseguenza, non si applichi l’IVA.
Il quesito formulato era dato se rientrasse nella norma quell’attività di una persona che dà prestazioni di servizi proprie ed essenziali di un mediatore o di un intermediario di assicurazione, intervenendo in nome di un altro mediatore o intermediario di assicurazione nella stipulazione di contratti assicurativi.
Il presupposto base è che le esenzioni della norma richiamata vanno interpretate in senso restrittivo essendo deroghe al principio generale di sottoposizione ad IVA per ogni prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo del tributo.
Le esenzioni sono “nozioni autonome del diritto comunitario” che hanno l’obiettivo di evitare divergenze nell’applicazione del sistema IVA da parte degli Stati membri nel rispetto quindi di un sistema comune.
Per rientrare nell’esonero deve esattamente trattarsi di attività di un mediatore o di un intermediario di assicurazione che si atteggi in un particolare rapporto di legame tra le parti; la Corte sottolinea la prevalenza della valutazione dell’attività concreta più di quanto non faccia nel considerare la qualità del soggetto operatore.
Casi precedenti sottoposti alla Corte non avevano proceduto all’analisi dei rapporti esistenti tra i soggetti e gli assicurati ed erano pervenute a diverse conclusioni.
L’esclusione del beneficio non poteva fondarsi sulla sola ragione che il ricorrente non intrattenesse rapporti diretti con gli assicuratori per conto dei quali agiva indirettamente presso gli assicurati.
Il testo della norma (art. 13) non esclude che l’attività di mediatore o di intermediario assicurativo si scomponga in servizi vari e distinti, che possano in quanto tali rientrare nella nozione tecnica di “prestazioni di servizi relative (alle operazioni di assicurazione e di riassicurazione) effettuate dai mediatori e dagli intermediari di assicurazione”.
Dal principio di neutralità fiscale dell’IVA consta quindi che gli operatori abbiano la possibilità di scegliere il modello organizzativo che appare più adeguato a loro e più confacente dal punto di vista economico senza per questo dovere perdere l’esonero previsto dalla norma.
La sostanziale prevalenza della qualificazione che deriva dalla qualità dei rapporti instaurati è la chiave sulla quale si fonda l’esonero, che va riconosciuto alla ricorrenza dei presupposti indicati ed esattamente individuati da quest’ultima giurisprudenza comunitaria, che considera il richiamato art. 13, peraltro trasfuso con il medesimo contenuto nell’art. 135, par. 1, lett. A) della Direttiva 28 novembre 2006, n. 2006/112/CE.
L’interpretazione della norma deve divenire che la circostanza che un mediatore o un intermediario di assicurazione intrattenga rapporti con le parti del contratto di assicurazione o di riassicurazione alla conclusione del quale il soggetto (quindi il subagente) ha contribuito non con un rapporto diretto, ma con un rapporto indiretto che passa da un altro soggetto, che invece ha la relazione diretta con le parti e al quale il mediatore o l’intermediario sia legato contrattualmente, non impedisce che la prestazione sia esonerata dall’IVA per la disposizione che ne dà fondamento.

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