Categorie approfondimento: Societario
22 Settembre 2010

Società a responsabilità limitata: la denunzia al tribunale ad opera del collegio sindacale

Di cosa si tratta

Sembrava definitivo l’orientamento per il quale ritenere che il collegio sindacale, in quanto esistente per una società a responsabilità limitata, non potesse procedere alla denunzia al tribunale di competenza delle gravi irregolarità che si sospettano compiute dagli amministratori (Cassazione 13 gennaio 2010, n. 403), quando ancora si legge di epoca successiva il diverso pensiero dei giudici di merito (Tribunale Milano 26 marzo 2010, decreto).
Sul piano pratico la valenza di una pronuncia della Cassazione è chiaramente superiore ad un decreto del tribunale, ma la presenza di affermazioni difformi ci spinge a considerare il tema e ritenerlo non ancora definito; infatti il Tribunale rende conto del precedente, che non condivide (sul tema ci eravamo già espressi nel sito: “ Nelle s.r.l. il collegio sindacale non può presentare la denunzia al tribunale.”).
Contrariamente a quell’orientamento che giustifica il ricorso interpretativo alle norme date per le società di persone, che è una costante di richiamo nei casi dubbi, sussistono invece elementi normativi diversi a sostegno della tesi del Tribunale che vanno considerati, oltre ad una forte concezione della funzione del collegio sindacale.
La tesi del Tribunale rende conto di quanto detto riconoscendo la caratterizzazione di una concezione del tutto autonoma rispetto alla SPA dell’attuale SRL per la quale va negato un rapporto di derivazione legislativa dell’una rispetto all’altra, ma sul tema esiste anche un esplicito rinvio risolutivo della questione. Sostiene il Tribunale che sia un’esigenza unitaria quella di estendere il controllo legale dei conti e della gestione alle società che raggiungano dimensioni tali per capitale o fatturato e dipendenti “da divenire realtà economiche imprenditoriali meritevoli di attenzioni pubbliche”.
E’ l’unitarietà giuridica del collegio che porta all’estensione del potere dei sindaci e non trae il fondamento dal tipo sociale, ma dalla necessità di un controllore nell’interesse della società e principalmente dei suoi creditori. L’art. 2476 cod. civ. realizza la tutela del socio nei confronti degli amministratori, ma non copre l’esigenza di tutelare i terzi sull’affidamento e l’integrità della situazione sociale. I limiti dell’art. 2477, commi 2° e 3° cod. civ. segnano il confine oltre il quale l’interesse pubblico al controllo sindacale assume una rilevanza ed esigenza di esistenza che non può essere sottaciuta.
Per questi motivi non vi sarebbe ragione di limitare il potere loro riconosciuto del ricorso all’art. 2409 cod. civ. e una corretta lettura del rinvio dell’art. 2477 cod. civ. ricomprenderebbe il potere di ricorso a questo strumento.
E’ l’”unitarietà dell’istituto dei sindaci” che porta ad affermarne i poteri nei casi in cui l’esistenza del collegio poggi sui limiti dimensionali; il Tribunale compie infatti questo distinguo e cioè che a diversa conclusione si debba pervenire nei casi nei quali l’istituzione del collegio sia una scelta volontaria dei soci; in questi casi sarebbero i soci a volere il controllo sindacale, che sarebbe stabilito essenzialmente nel loro interesse.
Non è quindi questione di vedere sino a che punto si sospinga una distinta disciplina per la SRL e la SPA, ma fino a che punto il collegio sindacale sia unitario nella sua disciplina.
Milita a favore della tesi la considerazione che il collegio sindacale abbia sempre funzioni novellate, che tali siano sia per l’una che per l’altra forma sociale.
Né il precedente della Corte Costituzionale sul punto (n. 481/2005), né la Cassazione (n. 403/2010) possono ritenersi preclusive della conclusione affermata: la prima in quanto non si occupa ex professo del tema, esaminando profili di costituzionalità; la seconda in quanto non rappresenta il consolidamento di una convinzione, ma un mero precedente sul punto, e il fatto che oggetto del giudizio fossero solo le spese del procedimento.
L’operazione più precisa, compiuta dal Tribunale, sta nell’evidenza del modo interpretativo sistematico; infatti l’ultimo comma dell’art. 2488 cod. civ., ora abrogato, prevedeva “anche quando manca il collegio sindacale si applica l’art. 2409” in quanto quella norma non era destinata ad operare in ogni caso, ma solo nei casi di assenza del collegio perché erano sufficienti le norme sul collegio sindacale.
Il controllo contabile è stato introdotto successivamente alla Riforma e per il caso di applicazione della disciplina delle società per azioni; l’inciso tende a colmare una lacuna creatasi proprio per il caso di collegio sindacale obbligatorio per il fatto che la disciplina delle SPA attribuisce al Collegio il controllo gestionale e non contabile. L’inciso è fatto per fare operare la disposizione che prevede l’esercizio anche del controllo contabile, questione di rilievo quando sia stato nominato un revisore dei conti nel quale caso al collegio spetta il controllo gestionale, mentre, quando tale revisore non vi sia, il collegio sindacale della SRL eserciterà entrambi i compiti quello gestionale tipico della società per azioni e quello contabile, “perché specificatamente attribuitogli dall’inciso con il decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 37, che andava a modificare la disciplina introdotta dal decreto 6 del 2003”.

(Visited 10 times, 5 visits today)