Categorie approfondimento: Ricerca e innovazione
15 Marzo 2013

Società a responsabilità limitata “innovativa” e incubatori certificati: requisiti

Di cosa si tratta

Il Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, intitolato “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (legge di conversione 17 dicembre 2012, n. 221) introduce nel nostro ordinamento un altro tipo di Società a Responsabilità Limitata: quella per imprese start-up innovative e quelle a “vocazione sociale”.
L’art. 25 vorrebbe fornire la definizione, ma invero fa operazione diversa individuando i requisiti, mentre dovremmo ritenere che sia l’oggetto sociale a caratterizzare il tipo, come indicato alla lettera: sarebbe società innovativa quella che “ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”.
La norma richiamata detta tutti i requisiti, che elenchiamo:

  • la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia;
  • la maggioranza delle quote e dei diritti di voto devono essere detenute da persone fisiche al momento della costituzione e nei successivi venti quattro mesi;
  • se già esistente, deve svolgere attività d’impresa da non più di 48 mesi;
  • la sede principale dei propri affari e interessi deve essere in Italia;
  • a partire dal secondo anno di attività, il totale del valore della produzione annua, non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
  • non deve distribuire e non avere già distribuito utili;
  • non deve essere stata costituita da una fusione, scissione societaria o per cessione di azienda o di ramo di azienda.

In sintesi i requisiti sono gli elementi attraverso i quali si può dire che si tratti di una start up; essendo tale avrà anche il particolare regime societario al quale abbiamo già dato attenzione (nel sito: “ Società innovative: differenze dalla solita s.r.l.”)
Ulteriori requisiti operativi sono:

  1. le spese in ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 20 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione, esclusi i beni immobili, e devono risultare dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa;
  2. l’impiego di dipendenti o collaboratori deve essere in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, costituito da personale in possesso del titolo di dottorato di ricerca o che stia svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure avere il possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero;
  3. la società sia titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Per le società già costituite e in possesso dei requisiti sono considerate start-up innovative se entro il 17 febbraio 2013 depositano presso l’Ufficio del registro delle imprese una dichiarazione sottoscritta che attesti il possesso dei requisiti. La disciplina si applica per un periodo di quattro anni dalla data di entrata in vigore del decreto, se la start-up innovativa è stata costituita entro i due anni precedenti, di tre anni, se è stata costituita entro i tre anni precedenti, e di due anni, se è stata costituita entro i quattro anni precedenti.
I propositi del legislatore sono di favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, l’occupazione, in particolare giovanile, con riguardo alle imprese start-up innovative, e contribuire allo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale, alla creazione di un ecosistema maggiormente favorevole all’innovazione, così come a promuovere maggiore mobilità sociale e ad attrarre in Italia talenti e capitali dall’estero.
Sono start-up “a vocazione sociale” le start-up innovative che operano in via esclusiva nei settori indicati all’art. 2, co. 1, del D.Lgs. 24 marzo 2006, n. 155, cioè nell’ambito de: a) assistenza sociale, regolata dalla legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali; b) assistenza sanitaria, per l’erogazione delle prestazioni rientranti nella definizione dei livelli essenziali di assistenza; c) assistenza socio-sanitaria prevista dall’ «Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie»; d) educazione, istruzione e formazione, ai sensi delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale; e) tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, previsto per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della materia ambientale, con esclusione delle attività, esercitate abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi; f) valorizzazione del patrimonio culturale, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio; g) turismo sociale; h) formazione universitaria e post-universitaria; i) ricerca ed erogazione di servizi culturali; l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica ed al successo scolastico e formativo; m) servizi strumentali alle imprese sociali, resi da enti composti in misura superiore al settanta per cento da organizzazioni che esercitano un’impresa sociale.
Il provvedimento definisce l’incubatore di start-up innovative certificato («incubatore certificato») che deve essere una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia, che offra servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up innovative, che abbia strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere start-up innovative (spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca), che disponga di attrezzature adeguate all’attività delle start-up innovative (accesso alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi); che sia amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione e con una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente; abbia regolari rapporti di collaborazione con l’università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a start-up innovative; abbia adeguata e comprovata esperienza nell’attività di sostegno a start-up innovative.
Per le start-up innovative e per gli incubatori certificati le Camere di commercio hanno istituito una apposita sezione speciale del Registro delle imprese (art. 2188 c.c.), a cui la start-up innovativa e l’incubatore certificato devono essere iscritti al fine di beneficiare della speciale disciplina (in via provvisoria Mod. S/1 e S/5).
Anche l’incubatore va iscritto alla sezione speciale del registro delle imprese sulla base di indicatori e relativi valori minimi che sono stabiliti con decreto del MISE da adottarsi entro il 17 febbraio 2013, con riferimento ai seguenti parametri, dati ed elementi:

  • numero di candidature di progetti di costituzione e/o incubazione di start-up innovative ricevute e valutate nel corso dell’anno;
  • numero di start-up innovative avviate e ospitate nell’anno;
  • numero di start-up innovative uscite nell’anno;
  • numero complessivo di collaboratori e personale ospitato;
  • percentuale di variazione del numero complessivo degli occupati rispetto all’anno, precedente;
  • tasso di crescita media del valore della produzione delle start-up innovative incubate;
  • capitale di rischio raccolto dalle start-up innovative incubate;
  • numero di brevetti registrati dalle start-up innovative incubate, tenendo conto del settore merceologico di appartenenza.

La sezione speciale del registro delle imprese è stata fatta per offrire la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative, per la start-up innovativa: all’anagrafica, all’attività svolta, ai soci fondatori e agli altri collaboratori, al bilancio, ai rapporti con gli altri attori della filiera quali incubatori o investitori; per gli incubatori certificati: all’anagrafica, all’attività svolta, al bilancio. Le informazioni sono rese disponibili per via telematica o su supporto informatico gestibile da motori di ricerca, con possibilità di elaborazione e ripubblicazione gratuita da parte di soggetti terzi. Le imprese start-up innovative e gli incubatori certificati dovranno assicurare l’accesso informatico alle suddette informazioni dalla home page del proprio sito Internet.

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