Categorie approfondimento: Societario
20 Settembre 2012

Società a responsabilità limitata a capitale ridotto: “SRLCR”

Di cosa si tratta

Due “nuovi” tipi di società nascono nel 2012: la società semplificata a responsabilità limitata e la società a responsabilità limitata a capitale ridotto.
La prima è stata introdotta nel nostro ordinamento dall’art. 3 del Decreto Legge n. 1 del 24/01/2012, come sostituito dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27, che ha dato la possibilità di costituire un nuovo modello di società con l’inserimento nel codice civile di un nuovo art. 2463 bis c.c. e la seconda nasce con l’art. 44 Decreto Legge 22 giugno 2012 n. 83, convertito in legge 7 agosto 2012, n. 134; della prima ci occupiamo nell’articolo nel sito: “Società semplificata a responsabilità limitata”.
Il legislatore, avendo già aggiunto al codice civile l’art. 2463 – bis, che ha introdotto la SRL semplificata, ha provveduto con le norme successive a completare il quadro che aveva in mente; la Società a responsabilità limitata a capitale ridotto non è pertanto prevista dal codice civile.
Data la nuova rubrica al tipo societario (Società a responsabilità limitata a capitale ridotto), ha tenuto per fermo quanto previsto dall’articolo 2463-bis cod. civ. novellato, e sulla base di questo ha disposto che “la società a responsabilità limitata a capitale ridotto può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione”.
Affermato questo, il legislatore ha richiamato integralmente quanto aveva disposto pochi mesi prima per la SRL semplificata prevedendo che l’atto costitutivo deve indicare gli elementi di cui al secondo comma dell’art. 2463-bis cod. civ., ma per disposizione dello stesso atto costitutivo l’amministrazione della società può essere affidata a una o più persone fisiche anche diverse dai soci.
Dovrà essere indicato espressamente che la denominazione di società a responsabilità limitata è del tipo a capitale ridotto e l’ammontare del capitale sottoscritto e versato, nonché la sede della società e l’ufficio del registro delle imprese presso cui questa è iscritta, che dovranno essere indicati negli atti, nella corrispondenza della società e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico.
Salvo le espresse eccezioni indicate si applicano alla società a responsabilità limitata a capitale ridotto le disposizioni del libro V, titolo V, capo VII del codice in quanto compatibili.
Anche per questa società non sono previste esenzioni tributarie e non è previsto che il notaio presti la propria attività gratuitamente.
Il quesito che nasce spontaneo è quello di capire il rapporto tra la nuova SRL a capitale ridotto e la SRL semplificata per gli under 35 ex art. 2463 bis c.c.
La lettura delle norme che abbiamo esposto è stata condivisa dai commentatori sino a quanto non è arrivato dal Ministero Sviluppo Economico il parere in data 30 agosto 2012, n. 182223, ad integrazione del precedente parere del 31/07/2012, prot. n. 170741.
Nella nota ministeriale prot. n. 170741 il Ministero ha formulato alcune prime indicazioni, in pendenza di conversione del D.L. richiamato in oggetto, circa i parametri cui attenersi, in sede di iscrizione nel registro delle imprese di una società a responsabilità limitata a capitale ridotto, per l’espletamento delle verifiche. Tra tali indicazioni vi era quella secondo cui la compagine sociale avrebbe dovuto essere composta da “persone fisiche che, al momento della costituzione della società stessa, abbiano compiuto trentacinque anni”.
L’indicazione era desumibile dal primo comma dell’art. 44 del D.L. 83/2012, che recita: “1. Fermo quanto previsto dall’art. 2463-bis del codice civile, la società a responsabilità limitata a capitale ridotto può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione”. In sede di conversione del decreto-legge, la legge n. 134/2012 ha aggiunto, all’art. 44 in esame, un comma 4-bis che ha disposto: “4-bis. Al fine di favorire l’accesso di giovani imprenditori al credito, il Ministro dell’economia e delle finanze promuove…, un accordo con l’Associazione bancaria italiana per favorire credito a condizioni agevolate ai giovani di età inferiore a trentacinque anni, che intraprendono l’attività imprenditoriale attraverso la costituzione di una società a responsabilità limitata a capitale ridotto”. La disposizione introdotta, pur focalizzata su aspetti diversi rispetto a quelli relativi alla struttura della s.r.l. a capitale ridotto, finisce con il riferimento “ai giovani di età inferiore a trentacinque anni, che intraprendono l’attività imprenditoriale attraverso la costituzione di una società a responsabilità limitata a capitale ridotto”, per condizionare anche l’interpretazione del primo comma.
Se, infatti, ai sensi di detto comma, la s.r.l. a capitale ridotto “può essere costituita (… ) da persone fisiche che abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione” e se, ne contempo, ai sensi del c. 4-bis, i giovani di età inferiore a trentacinque anni possono intraprendere “l’attività imprenditoriale attraverso la costituzione di una società a responsabilità limitata a capitale ridotto”, sembra doversene dedurre che il primo comma, seppure attraverso una formulazione impropria, intende esprimere il concetto che la s.r.l. a capitale ridotto può essere costituita sia da persone fisiche di età inferiore, sia da persone fisiche di età superiore ai 35 anni.
I primi commenti che si sono letti, si orientano a ritenere per l’evoluzione in corso della stesura delle norme che vi sia una completa diversità dalla SRL semplificata, mentre non si discosti dal tipo SRL base.
Se si segue l’interpretazione ministeriale, sembrerebbe logico concludere che la società a responsabilità limitata a capitale ridotto altro non sia che la solita società a responsabilità limitata che possa essere costituita con un capitale ridotto.
L’apparenza iniziale poteva essere nel senso che il legislatore, dopo avere fatto la prima operazione per i “giovani” abbia fatto quella per i “vecchi”, ma sempre nell’ambito dello schema semplificato che aveva da poco inventato. Si può concordare che i due tipi di società siano diversi ed autonomi tra di loro per differenze introdotte dal legislatore (come per la nomina degli amministratori non soci), e che non si possa affermare che l’art. 2465 bis c.c., che regola la srl semplificata per gli under 35, si applichi anche agli over 35.
La società a capitale ridotto corrisponderebbe alla sola esigenza di poter muovere dall’avere un capitale sotto quanto previsto per il tipo ordinario. Il capitale deve esserci, deve essere versato (forse completamente versato al momento della costituzione), ma l’unica novità può essere individuata nel fatto che il capitale sociale può essere inferiore a quello previsto per le SRL normali.
Confessiamo che non riusciamo a comprendere quale esigenza sia stata soddisfatta con il nuovo tipo sociale denominato società a responsabilità limitata a capitale ridotto.
Solamente muovendo da concezioni dottrinali che in Italia non hanno ancora attecchito, ma che un legislatore sofisticato e colto può conoscere, si può arrivare a pensare all’apertura di un orientamento verso le società di capitale “senza capitale” versato e ove il valore e la capacità imprenditoriale non si esprimono in termini di capitale conferito, ma di patrimonio dinamico che si costituisce con l’operatività della nuova impresa.
Altra argomentazione a fondamento della chiusura di un sistema è il pensare ad una società che non sia cresciuta nel tempo e che, al superamento del limite di età per la SRLS, prosegua da SRL semplificata in una forma diversa, che presumibilmente il legislatore vuole tenere in considerazione per altre disposizioni che possono essere adottate a favore di una piccola imprenditorialità.

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