Categorie approfondimento: Ricerca e innovazione
20 Gennaio 2013

Società innovative: promozione e raccolta di capitali: “crowdfunding“

Di cosa si tratta

Il solito problema della partenza di un’impresa è la necessità di mezzi finanziari; è superfluo dirlo. Molti girano intorno al raccordo tra nuove imprese innovative, start up, e i potenziali investitori.
In rete non è difficile trovare progetti talora semplici ma completi che vengono guardati da potenziali investitori. Una prima battuta è essere trovati poi nascono i contatti e per fasi successive con incontri, due diligence e contrattazioni, il fortunato prova a sperimentare il progetto pensato.
Qualcuno ha anche organizzato il c.d. “equity crowdfunding”, un sistema di formazione di gruppi di investitori che si uniscono per promuovere la crescita dei progetti. La partenza avviene con la registrazione sulla piattaforma sia per le startup che per gli investitori.
Per venire incontro a questa domanda in modo istituzionale e quindi più affidabile anche il legislatore ha considerato come favorire questa promozione alla raccolta di capitali da immettere in queste iniziative.
Prima di lui lo ha fatto il legislatore americano che ha promulgato il c.d. JOBS Act (Jumpstart Our Business Startups act) dell’aprile 2012, costituito da una serie di leggi che hanno come obiettivo quello di favorire e regolare il crowdfunding e quindi di aiutare le startup a finanziarsi in modi alternativi, sfruttando le nuove tecnologie.
La nuova legislazione punta a deregolamentare le rigorose e limitanti pratiche attraverso le quali le start-up sono solite finanziarsi: si vorrebbe permettere loro maggiore “IPO flexibility”, al fine di ottenere più facilmente il denaro necessario per sviluppare i propri prodotti, servizi e tecnologie in maniera più semplice e priva di vincoli restrittivi. I grandi investitori pretendono di entrare nel decision-making process della startup; il sostegno dei partners di capitale ovviamente ha un prezzo in termini di autonomia. Consentire il crowdfunding è proprio un modo per ovviare a questo problema. Le nuove norme permettono alle imprese di offrire agli investitori tante piccole quote di capitale sociale acquistabili via internet praticamente da chiunque.
Gli investitori istituzionali, dovendo puntare le loro risorse su un’impresa neonata, sono molto attenti: lo fanno dopo aver avuto accesso a tutte le informazioni e i documenti rilevanti e dopo un incontro diretto con lo startupper da finanziare. In questo modo invece i tanti piccoli investitori non possono difendersi dalla possibilità che il denaro sia usato in maniera diversa da quanto annunciato e non hanno alcun controllo sulla gestione delle società.
Inoltre, tra i sostenitori del JOBS act si prende spesso come esempio la Gran Bretagna, dove una legislazione simile è stata approvata e sembra funzionare. Insomma, il JOBS act rappresenta una opportunità per le nuove imprese bisognose di finanziamenti.
Il legislatore nazionale ha compiuto un primo intervento con la legge 17 dicembre 2012, n. 221 di conversione del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, e all’art. 30 sono state introdotte novità sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on line e altri interventi di sostegno per le start-up innovative.
Il tema è particolarmente delicato in quanto l’attività di raccolta denaro è naturalmente riservata a soggetti specifici e sottoposta a controllo e vigilanza (art. 10 e 11 Testo Unico Finanza (TUF: D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58).
La modifica al TUF già all’art. 1 ha introdotto il comma 5-novies, che definisce per: “portale per la raccolta di capitali per le start-up innovative” una piattaforma online che abbia come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte delle start-up innovative, comprese le start-up a vocazione sociale”.
Mancano ancora importanti disposizioni di attuazione con decreti previsti da emanare e il regolamento Consob, ma il quadro dell’impostazione del funzionamento di questa forma di finanziamento già è delineato.
Per il necessario rispetto della riserva normativa richiamata il gestore di portali è il soggetto che esercita professionalmente il servizio di gestione di portali per la raccolta di capitali per le start-up innovative e deve essere iscritto in un apposito Registro, come già esistono per gli altri operatori finanziari. L’attività di gestione di portali per la raccolta di capitali per le start-up innovative viene riservata alle imprese di investimento e alle banche autorizzate ai relativi servizi di investimento, nonché ai soggetti iscritti in un apposito registro tenuto dalla Consob, a condizione che questi ultimi trasmettano gli ordini riguardanti la sottoscrizione e la compravendita di strumenti finanziari rappresentativi di capitale esclusivamente a banche e imprese di investimento.
L’iscrizione nel registro è subordinata al ricorrere dei seguenti requisiti:

  • a) forma di società per azioni, di società in accomandita per azioni, di società a responsabilità limitata o di società cooperativa;
  • b) sede legale e amministrativa o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione nel territorio della Repubblica;
  • c) oggetto sociale conforme con quanto previsto dal comma 1;
  • d) possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità stabiliti dalla Consob da parte di coloro che detengono il controllo e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo.

Questi soggetti non possono detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza di terzi.
La Consob esercita la vigilanza sui gestori di portali per verificare l’osservanza delle disposizioni. A questo fine la Consob può chiedere la comunicazione di dati e di notizie e la trasmissione di atti e di documenti, fissando i relativi termini, nonché effettuare ispezioni.
La Consob determina, con regolamento, i principi e i criteri relativi:

  • a) alla formazione del registro e alle relative forme di pubblicità;
  • b) alle eventuali ulteriori condizioni per l’iscrizione nel registro, alle cause di sospensione, radiazione e riammissione e alle misure applicabili nei confronti degli iscritti nel registro;
  • c) alle eventuali ulteriori cause di incompatibilità;
  • d) alle regole di condotta che i gestori di portali devono rispettare nel rapporto con gli investitori, prevedendo un regime semplificato per i clienti professionali.

I gestori di portali che violano le norme o le disposizioni che verranno emanate dalla Consob, sono puniti, in base alla gravità della violazione e tenuto conto dell’eventuale recidiva, con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquecento a euro venticinquemila. Per i soggetti iscritti nel registro può essere disposta la sospensione da uno a quattro mesi o la radiazione dal Registro.
L’esclusività dell’oggetto di attività di questi operatori è stata introdotta con l’inserimento dopo l’articolo 100-bis del TUF dell’art. Art. 100-ter, intitolato “Offerte attraverso portali per la raccolta di capitali”. Le offerte al pubblico condotte esclusivamente attraverso uno o più portali per la raccolta di capitali possono avere ad oggetto soltanto la sottoscrizione di strumenti finanziari emessi dalle start-up innovative e devono avere un corrispettivo totale inferiore a quello determinato dalla Consob ai sensi dell’articolo 100, comma 1, lettera c) di ammontare complessivo non superiore a quello che verrà indicato dalla Consob con regolamento aggiornando il n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.
Ancora la Consob determinerà la disciplina applicabile alle offerte al fine di assicurare la sottoscrizione da parte di investitori professionali o particolari categorie di investitori dalla stessa individuate di una quota degli strumenti finanziari offerti, quando l’offerta non sia riservata esclusivamente a clienti professionali, e di tutelare gli investitori diversi dai clienti professionali nel caso in cui i soci di controllo della start-up innovativa cedano le proprie partecipazioni a terzi successivamente all’offerta. Le disposizioni attuative verranno date entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore delle legge di conversione.
Altre misure sono state previste per facilitare le start up innovative e gli incubatori certificati; è previsto che possa essere effettuato l’intervento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, di cui all’art. 2, co. 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, attribuendo una somma per il finanziamento di un fondo di garanzia, costituito presso il Mediocredito Centrale Spa, allo scopo di assicurare una parziale assicurazione ai crediti concessi dagli istituti di credito a favore delle piccole e medie imprese, che sarà concesso gratuitamente e secondo criteri e modalità semplificati, individuati con decreto di natura non regolamentare del MISE con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore delle legge di conversione.
Inoltre le start-up innovative sono state incluse tra le imprese italiane destinatarie dei servizi messi a disposizione dall’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e dal Desk Italia previsto all’art. 35 del D.L. n. 179/2012. L’Agenzia fornisce ai suddetti soggetti assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia al fine di incrementare la capacità del sistema Paese di attrarre investimenti dall’estero, per il quale era stato istituito il Desk Italia, con funzioni di soggetto pubblico di coordinamento territoriale nazionale per gli investitori esteri che manifestino un interesse reale e concreto alla realizzazione in Italia di investimenti di natura non strettamente finanziaria e di rilevante impatto economico e significativo interesse per il Paese, fungendo da raccordo fra le attività svolte dall’ICE e dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti anche al fine di agevolare il coordinamento con riguardo ad iniziative di investimento estere localizzate in ambito regionale e con potere, all’occorrenza, di convocare e presiedere conferenze di servizi per gli investimenti esteri di esclusivo interesse regionale.
L’Agenzia provvede, altresì, a individuare le principali fiere e manifestazioni internazionali dove ospitare gratuitamente le start-up innovative, tenendo conto dell’attinenza delle loro attività all’oggetto della manifestazione, favorendo di sviluppare iniziative volte a favorire l’incontro delle start-up innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione.

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