Categorie approfondimento: Ricerca e innovazione
13 Marzo 2013

Società innovative: l’esclusione dal fallimento

Di cosa si tratta

Con l’art. 31 della legge 17 dicembre 2012, n. 221 di conversione del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, sono state introdotte norme apposite per le nuove start-up innovative (STI) nel caso nel quale vadano a versare in situazioni di difficoltà.
La più rilevante eccezione per questa società è l’esclusione dalle procedure concorsuali diverse da quelle previste dal capo II della legge 27 gennaio 2012, n. 3 (nel sito: “Sovraindebitamento delle imprese minori” in corso di aggiornamento).
Il legislatore, dopo la confusione realizzata nell’adottare il provvedimento che si era sovrapposto ad altri, è arrivato al completamento della legislazione sul tema, con l’art. 18 della stessa legge 17 dicembre 2012, n. 221, che ha applicato il nuovo strumento affermando appunto l’esclusione dal fallimento per le STI.
Pur cercando di capire meno di un uno fa la legge n. 3/2012, ora le norme sono molto cambiate e, senza approfondimenti, ci ritroviamo un testo ancora tutto da allineare, per pensare a come poterlo applicare alle eventuali crisi dei nuovi soggetti STI.
I soggetti destinatari della L. n. 3/2012 sono ora divenuti i consumatori, i professionisti e anche l’imprenditore. Con il decreto sviluppo il consumatore ha quale strumento riservato il “piano di risanamento”, mentre alle altre due figure è dato accesso all’ “accordo di ristrutturazione del debito” e alla “procedura liquidativa”.
Al Capo relativo alla crisi della STI il testo base offre alcune disposizioni particolari per i casi nei quali si tratti di questo tipo sociale.
Viene dato il termine di un anno dal decreto di apertura della liquidazione della start-up perché ai relativi dati si possa avere ancora accesso, restando poi consentito solamente all’autorità giudiziaria e alle autorità di vigilanza; questo vale anche per i dati dei titolari di cariche o qualifiche nella società che rivestano la qualità di socio.
Il senso della disposizione è quello di non fare risentire di effetti limitativi successivi il soggetto che ancora voglia provare a fare l’imprenditore anche se ad un precedente tentativo non ci è riuscito.
Qualora la start-up innovativa perda uno dei requisiti previsti dall’art. 25, co. 2, (nel sito: “Società a responsabilita’ limitata “innovativa” e incubatori certificati: requisiti”) prima della scadenza dei quattro anni dalla data di costituzione, o del diverso termine previsto dal co. 3 dell’articolo 25, nel caso di società già costituita che si sia adeguata al regime della STI, in quanto sia applicabile, secondo quanto risultante dal periodico aggiornamento della sezione del registro delle imprese di cui all’art. 25, co. 8, e in ogni caso, una volta decorsi quattro anni dalla data di costituzione, cessa l’applicazione della disciplina speciale di esenzione, incluse le disposizioni di cui all’art. 28, relative ai rapporti di lavoro subordinato in corso, ferma restando l’efficacia dei contratti a tempo determinato stipulati dalla start-up innovativa sino alla scadenza del relativo termine.
Salvo quindi una procedura principalmente liquidatoria, l’invito del legislatore è quello di raccogliere positivamente lo strumento offerto che esime dalle conseguenze proprie delle procedure concorsuali.
Il fatto che una c.d. pubblicità legale non vi sia oltre il termine di un anno certo non vuole dire l’esclusione dalla conoscenza della precedente vicenda imprenditoriale per gli istituti di credito ed altre banche dati che dovessero conservare la vicenda occorsa; infatti la limitazione non è un divieto alla conservazione altrimenti dei dati.

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