Categorie approfondimento: Estero
2 Settembre 2006

Slovacchia: paese dal grande futuro

Di cosa si tratta

Avevamo esposto nel sito per un paio di anni elementi che giudicavamo di scarsa notorietà in Italia con riferimento alla Slovacchia e il riscontro di interesse si è dimostrato forte e diffuso negli operatori economici che stavano riflettendo sul futuro economico europeo a breve.
Con nuovo vigore vogliamo tornare sui temi interni del Paese ora che siamo nel periodo successivo all’entrata nella Comunità Europea, fatto che costituisce un motivo di grande impatto potenziale per lo sviluppo socio-economico in termini di benefici che ne deriveranno, sia per il maggior afflusso di investimenti esteri, conseguente al miglioramento dell’immagine del Paese a livello internazionale già in atto, sia per il considerevole aumento di aiuti materiali attraverso il Fondo di coesione e i Fondi strutturali con i quali il Paese potrà beneficiare degli aiuti per le aree “Obiettivo 1” (con la sola eccezione di Bratislava), qualora riesca a sviluppare un’idonea capacità amministrativa.
Il taglio futuro delle notizie che esporremo sarà di aggiornamento per coloro che hanno già intrapreso un percorso e hanno delle concezioni sulle convenienze e sui ritorni degli investimenti in un periodo che possiamo definire medio-breve.
Ricordiamo che la Repubblica Slovacca è indipendente dal 1993 a seguito della scissione della Repubblica Federativa di Cecoslovacchia ed è passata da un’economia di Stato ad un’economia basata sui criteri del libero mercato e della concorrenza. La posizione geografica la pone come un ponte verso l´est dell’Europa.
Presenta oggi un’immagine di stabilità istituzionale, sociale ed economica; il Paese è impegnato nel raggiungimento di una crescita economica di lunga durata, nella diminuzione dell’inflazione, nell’abbattimento della disoccupazione, nel completamento delle riforme del settore pubblico, nella riduzione delle disparità regionali e nella lotta alla corruzione.
Il consolidamento del settore privato e dei servizi connessi, l’elevato grado di scolarizzazione della popolazione, il buon grado di specializzazione della manodopera ed il costo contenuto (soprattutto nell’est del Paese) sono motivi di attrazione per le PMI italiane che possono guardare alla Slovacchia quale partner privilegiato per la propria internazionalizzazione, potendo contare sulla tradizionale favorevole predisposizione degli operatori slovacchi ad avviare forme di collaborazione con le aziende italiane, già inserite, principalmente le venete, nel tessuto del Paese.
Nonostante la difficile situazione economica congiunturale mondiale la Slovacchia presenta uno sviluppo economico sostenuto. Il tasso di crescita del prodotto interno lordo è stato negli ultimi cinque anni in media superiore al 3% ed ha raggiunto nel 2004 il 5,5%, quota che potrebbe essere confermata; è il piú elevato tra tutti i Paesi dell’area PECO (di cui fanno parte anche Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia), grazie soprattutto al consistente afflusso di capitali stranieri.
Permangono bassi la produttività del lavoro (circa il 43% della media europea) e il PIL pro capite (52% della media europea). Continua comunque ad essere incoraggiante il giudizio degli osservatori circa i riflessi sull’ambiente economico dell’azione del governo, le cui vigorose riforme strutturali e fiscali già in atto hanno migliorato la flessibilità dell’impiego, ridotto il costo del lavoro a carico delle aziende, semplificato il quadro di riferimento in materia di tassazione, abbreviato i tempi amministrativi e i costi di avvio delle attività imprenditoriali e commerciali.
La Slovacchia dispone di una rete infrastrutturale per i trasporti relativamente moderna conforme agli standard europei, anche se non ancora completa. In considerazione della sua posizione geografica centrale e strategica, si sta realizzando un progetto di ammodernamento e connessione internazionale della rete infrastrutturale, con la costruzione di nuovi tratti autostradali, che comporteranno l’attraversamento a est della direttrice balcani-baltico e orizzontalmente la percorrenza occidente-Ucraina-Russia; è in corso il miglioramento della rete ferroviaria e l’ammodernamento degli aeroporti, ora che la Slovacchia può fare affidamento sui contributi dell’Unione Europea. La sfida che le autorità slovacche devono sostenere è quella di rispettare i programmi di realizzazione dei progetti infrastrutturali e favorire lo sviluppo equilibrato delle diverse regioni, garantendo la connessione autostradale e ferroviaria lungo le direttrici est-ovest e nord-sud.
Nota a tutti è la scelta di allocazione nel Paese di alcuni colossi automobilistici come PSA-Peugeot, che prosegue nella costruzione della fabbrica a Trnava, e Hyundai/Kia. La fabbrica della prima è in via di completamento e quest’anno dovrebbe entrare in funzione con una prima produzione, che aumenterà dalla metà dell’anno. Dal 2007 la fabbrica dovrebbe entrare a regime con la produzione di 400 mila macchine l´anno.
La casa automobilistica sud coreana “Hyundai/Kia” realizzerà uno stabilimento nella zona di Zilina, situata nel nord-ovest del Paese. Il Governo slovacco si è impegnato ad ultimare il tratto di circa 40 km sull’autostrada Bratislava-Zilina entro settembre 2006, quando la fabbrica entrerà in funzione. Nelle previsioni della casa sud coreana, la fabbrica produrrà 3 modelli di autovetture per un totale di 200 mila auovetture all’anno dal 2007.
L´industria automobilistica cresce anche nell’est della Slovacchia con un investimento produttivo da parte della Ford nel parco industriale di Kechnec, nel comune di Kosice. Il sito è noto per la presenza di grandi gruppi esteri, quali: MOLEX (produttore americano di componenti elettrotecnici), GILBOX (società meccanica belga) e la società americana PLASTICS PACKAGING. La Ford investirà 300 milioni di Euro per la produzione di ingranaggi e componenti vari per le proprie autovetture. La produzione dovrebbe iniziare nel 2007.
Nel settore bancario è l’Austria al primo posto tra gli investitori esteri, seguita dall’Italia con una quota pari al 36,24% del totale. Il capitale italiano è presente con quote maggioritarie in VUB (con il 96,49% detenuto da Banca Intesa), seconda banca slovacca, e in UniBanka (77,21% detenuto da Unicrediyt), e con quote inferiori in Ludova Banka.
La prossima fusione di UniBanka e HVB Bank Slovakia darà luogo alla nascita del quarto polo bancario del Paese. La presenza di banche italiane contribuisce all’inserimento di aziende italiane nel tessuto produttivo slovacco.
Gli attuali strumenti finanziari a medio e lungo termine a copertura degli investimenti potrebbero essere integrati anche dai fondi strutturali europei.
Dal 1 gennaio 2004 il regime fiscale è unico (19%) per ogni fascia e tipo di reddito. Analoga l’aliquota per l’imposta indiretta sul valore aggiunto. Il reddito da dividendo è esente da imposizione fiscale.

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