Categorie approfondimento: Estero
12 Febbraio 2008

Slovacchia: adeguamenti comunitari. I modelli di utilità

Di cosa si tratta

Continua con alacrità l’attività del legislatore slovacco di adeguare l’ordinamento interno del Paese alle norme vigenti nella Comunità europea; la nuova legge No. 517/2007 estende il regime di tutela dei modelli di utilità in modo sostanzialmente analogo alle norme degli altri Paesi. Riteniamo di fermarci sul tema per la rilevanza di conoscere se si opera in un ordinamento che dia adeguate protezioni.
La legge richiamata, oltre a chiarire le disposizioni sul modello di utilità, si sospinge per le invenzioni a dare norme sulle procedure dell’Ufficio della Proprietà Industriale; si tratta in sostanza di una revisione della precedente codificazione, già esistente.
Dalla disciplina del Modello sono esclusi i procedimenti produttivi di mero know How e l’attività svolta per conseguire la protezione, ma si riconosce tutela anche al modello di utilità che può consistere in un processo per arrivare la risultato prefisso.
Come definizione il Modello proteggibile consiste in quella soluzione tecnica che abbia la particolarità di avere anche un apporto inventivo intrinseco, che lo faccia differire e riconoscere da altri prodotti similari allo stato della conoscenza al momento della richiesta di protezione.
Il titolare di questo diritto è una persona fisica che ritenga di sottoporre a protezione la sua invenzione industriale; nel caso in cui sia un dipendente di un’azienda, il soggetto che ha raggiunto questo risultato, l’imprenditore per il quale lavora, se il Modello è frutto di attività sviluppata in azienda, ha il diritto alla protezione, che spetta all’imprenditore.
La protezione preliminare è accordata a seguito della pubblicazione della richiesta di protezione come Modello e viene stabilito che il richiedente ha il diritto di essere risarcito da quel soggetto che avesse fatto uso del Modello una volta operata la pubblicazione. Quando viene presentata la domanda per la protezione del Modello, la formulazione della richiesta di tutela ha un ruolo decisivo. Questa deve essere chiara, specifica e illustrare in cosa consista la protezione che venga richiesta, su che cosa esattamente questa cada.
È riconosciuto il principio dell’esaurimento comunitario, che deriva dalle sentenze della Corte di Giustizia della Comunità, per il quale il titolare che ha distribuito i prodotti nel territorio della Comunità e paesi EEA (Area Economica Europea) ha esercitato ed esaurito il suo diritto di proprietà intellettuale e perde il suo diritto di vietare la distribuzione successiva negli Stati membri.
La legge dettaglia i casi nei quali non si ritiene violata la privativa dell’avente diritto, come quando si fa ricerca o esperimenti o si compie attività che non è volta a scopi commerciali.
È previsto che il trasferimento del diritto all’utilizzo del modello debba avvenire sulla base di un accordo scritto, a pena di nullità, e la decorrenza si ha dalla sottoscrizione o dalla diversa data prevista dal contratto, mentre gli effetti nei confronti dei terzi si realizzano da quando l’accordo viene registrato all’Ufficio preposto.
La parte di maggiore diversità dalla anteriore disciplina è la regolamentazione della licenza obbligatoria, che comporta il trasferimento della competenza per il rilascio dall’Ufficio brevetti al Giudice, il quale ha il potere di accordare la licenza, cioé la facoltà di usare la soluzione tecnica senza il consenso del soggetto che per primo ha acquisito il diritto; il rilascio avviene in casi limitati (arco temporale, sterili trattative per raggiungere un accordo per avere la licenza, sfruttamento mancato o insufficiente della soluzione in Slovacchia). Nel caso poi che entri in gioco l’interesse pubblico, la licenza obbligatoria può essere concessa anche se non è scaduto il periodo di tutela previsto dalla legge: quattro anni dall’inizio dell’impiego o tre anni dalla registrazione del Modello.
La nuova legge riprende il concetto del periodo di validità e protezione, contenuto nella precedente normativa.
Il nuovo testo regola anche la c.d. “conversione” di brevetto; al richiedente un brevetto conferisce la possibilità, nel rispetto di tutti i requisiti di legge, di modificare la domanda di brevetto e fare richiesta di un modello di utilità e l’Ufficio brevetti riconoscerà come data della richiesta la medesima del brevetto e, se la richiesta è suscettibile di essere accolta, anche la priorità del diritto per la richiesta del brevetto.
Come nella precedente legislazione l’Ufficio non esamina la soluzione tecnica applicata in relazione al requisito della novità e se vada oltre il trattarsi di una mera abilità professionale prima che sia operata la registrazione del modello di utilità nel registro. Questi requisiti sono esaminati solo nel caso di richiesta di cancellazione del brevetto. Quindi con la riforma l’Ufficio non esaminerà la novità del trovato, né il livello di qualità dell’invenzione per le soluzioni tecniche apportate nella fase di procedura della domanda. Terminata questa, o in caso di sua reiezione, l’Ufficio compirà una ricerca dello stato dell’arte di confronto a quanto applica il nuovo trovato. L’Ufficio notificherà poi al richiedente il risultato delle ricerche e pubblicherà la domanda assieme al risultato delle ricerche svolte. L’Ufficio non esprimerà un parere sul risultato delle ricerche.
La procedura della contestazione è nuova e ciascuna persona che ha interesse a sollevare obiezioni alla registrazione ha uno specifico periodo di tempo per formularle: entro tre mesi da quando la domanda di brevetto è stata pubblicata. Se i rilievi e l’invito dell’Ufficio di esaminare le delucidazioni, offerte da chi contesta il diritto, vengono depositate e il richiedente il brevetto non ha provveduto a prendere una posizione in proposito replicando, l’Ufficio dopo un periodo stabilito ritiene in via presuntiva che il richiedente concordi con i rilievi sollevati e dichiara l’esistenza di un impedimento alle registrazione.
Da ultimo la nuova legge prevede un principio di rappresentanza obbligatoria degli stranieri nella fase di valutazione della richiesta di brevetto all’Ufficio, anche se sono previste diverse eccezioni.
La Riforma è entrata in vigore il 1 gennaio 2008.

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