Categorie approfondimento: Societario
2 Febbraio 2010

Siti web aziendali: le novità della Legge Comunitaria 2008

Di cosa si tratta

Sebbene i nuovi obblighi di pubblicità dei dati societari siano stati introdotti dalla Legge Comunitaria 2008 all’art. 42 L. 88 del 7 luglio 2009, riteniamo che il tema sia ancora attuale dato che non è stato trattato con la dovuta accortezza dalla maggior parte delle realtà societarie alle quali sono indirizzati gli articoli del sito.
La richiamata normativa, in vigore dal 29 luglio 2009, ha infatti introdotto la modifica degli artt. 2250 e 2630 del Codice Civile prevedendo alcuni obblighi di pubblicità per le società, oltre alle relative sanzioni in caso di inadempimento.
Tutte le società hanno l’obbligo di indicare negli atti e nella corrispondenza (es. atti, contratti, fatture, ricevute fiscali, lettere, comunicati, ordini, e-mail, fax…) le informazioni, che vengono di seguito riportate analiticamente:
– la sede della società (indirizzo completo);
– l’Ufficio del Registro delle Imprese presso il quale è stata iscritta la società ed il relativo numero di iscrizione (che coincide con il codice fiscale);
– l’eventuale indicazione di messa in liquidazione.
– le sole società di capitali hanno l’obbligo di indicare anche i seguenti dati:
– il capitale sociale effettivamente versato e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio;
– lo stato di unipersonalità (società con unico socio).
Tutti i dati poc’anzi evidenziati devono essere pubblicati anche all’interno del sito internet della società.
Le sanzioni, in caso di omissione o incompletezza, sono introdotte come modifiche apportate all’art. 2630 del Codice Civile e prevedono, per i trasgressori, pesanti sanzioni che verranno erogate dalle Camere di Commercio e vanno da un minimo di € 206,00 ad un massimo di € 2.065,00.
Al fine di assicurare che agli obblighi poc’anzi descritti sia assicurata la dovuta attenzione, il legislatore ha previsto che nelle società che adottano il Consiglio di Amministrazione le sanzioni siano moltiplicate per il numero dei Consiglieri, sollecitando implicitamente questi ultimi ad una attività di vigilanza.
Sebbene non sia esplicitamente richiamata dall’art. 2250 del Codice Civile, si ritiene obbligatoria l’indicazione, all’interno del sito web della società, delle indicazioni prescritte dall’art. 2497-bis. Detta norma dispone che la società debba indicare la società o l’ente alla cui attività di direzione e coordinamento è soggetta negli atti e nella corrispondenza (nonché mediante iscrizione, a cura degli amministratori, presso la sezione del registro delle imprese di cui al secondo comma del medesimo articolo).
E’ altresì da ricordare che ai sensi dell’art. 35 del DPR 633/72 i soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione, sono tenuti a indicare il numero di partita iva nella home page del sito (oltre che nelle dichiarazioni e in ogni altro documento ove richiesto). Si rileva che questa è l’unica ipotesi in cui viene prescritto che il dato sia pubblicato nella home page del sito web, pertanto i dati individuati dall’art. 2250 del Codice Civile potranno essere inseriti anche all’interno di un’altra pagina web del sito.
Si suggerisce pertanto di prestare la dovuta attenzione affinché tutte le comunicazioni dirette verso l’esterno, con particolare riferimento ai fax e ai messaggi di posta elettronica, contengano i dati sopra indicati (ad esclusione della partita iva).

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