Categorie approfondimento: Credito e banche
15 Luglio 2013

Sconfinamenti bancari: commissione di istruttoria veloce (C.I.V.)

Di cosa si tratta

Fare le leggi e fare in concreto l’opposto pare una regola nel settore bancario, che crede ancora di essere un piccolo reame a parte dell’ordinamento che vale per tutti.
Il legislatore nel decreto c.d. “crescita” ha previsto un ridimensionamento degli effetti degli sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido accordato; lo ha fatto con la modifica all’art. 117-bis introdotto nel T.U.B. dall’art. 6 bis, co. 1, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214; a questa ha fatto seguito il Decreto interministeriale del 30 giugno 2012: “Disciplina della remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti in attuazione dell’articolo 117-bis del Testo unico bancario” (torniamo su tema già trattato “La commissione di massimo scoperto nella prassi bancaria”).
L’attuale art. 117-bis introdotto nel T.U.B. si intitola: “Remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti” e l’art. 2 del Decreto interministeriale definisce l’ambito di applicazione che attiene ai rapporti con i consumatori e a quelli con soggetti diversi dai consumatori; sono quindi considerati:

  1. le aperture di credito regolate in conto corrente, in base alle quali il cliente ha la facoltà di utilizzare e di ripristinare la disponibilità dell’affidamento;
  2. gli sconfinamenti nei contratti di conto corrente in assenza di apertura di credito;
  3. gli sconfinamenti qualora vi sia un contratto di apertura di credito regolata in conto corrente;
  4. gli affidamenti e agli sconfinamenti a valere su conti di pagamento, concessi conformemente a quanto previsto ai sensi dell’articolo 114-octies, comma 1, lettera a), del TUB (cioè per concedere crediti in stretta relazione ai servizi di pagamento prestati e nei limiti e con le modalità stabilite dalla Banca d’Italia), con l’esclusione degli affidamenti a valere su carte di credito;
  5. gli sconfinamenti a valere su carte di credito.

2. Le commissioni applicate a linee di credito e sconfinamenti sono disciplinate dall’articolo 117-bis del TUB, dall’articolo 27-bis, comma 1, del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, e dal decreto solo quando riguardano i servizi indicati al comma 1.
Posto questo come ambito considerato, l’art. 3 stabilisce che l’affidamento concesso per mezzo di un contratto previsto dall’art. 2, co. 1, lettere a) e d), sopra indicati, può comportare esclusivamente i seguenti oneri a carico del cliente:

  1. una commissione onnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento. L’ammontare della commissione è liberamente determinato – in coerenza al decreto – nel contratto, tenendo anche conto della specifica tipologia di affidamento, e non può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente;
  2. un tasso di interesse.

L’onnicomprensività della commissione comporta che non possono essere previsti ulteriori oneri in relazione alla messa a disposizione dei fondi, né all’utilizzo dei medesimi, ivi inclusi la commissione per l’istruttoria, le spese relative al conteggio degli interessi e ogni altro corrispettivo per attività che sono a esclusivo servizio dell’affidamento.
Non rientrano nella commissione le imposte, le spese notarili, gli oneri conseguenti all’inadempimento del cliente, le spese per l’iscrizione dell’ipoteca, le spese a fronte di servizi di pagamento per l’utilizzo dell’affidamento.
La commissione si applica sull’intera somma messa a disposizione del cliente in base al contratto e per il periodo in cui la somma stessa è messa a disposizione e viene addebitata al cliente secondo quanto previsto dal contratto; se addebitata in anticipo, in caso di estinzione anticipata del rapporto ne viene restituita la parte eccedente.
Da ultimo il tasso di interesse si applica sulle somme utilizzate dal cliente per il solo periodo in cui sono utilizzate.
L’art. 4 stabilisce che per lo sconfinamento possono essere applicati esclusivamente i seguenti oneri a carico del cliente:

  1. una CIV, e
  2. un tasso di interesse sull’ammontare e per la durata dello sconfinamento.

La commissione di istruttoria veloce ha le seguenti caratteristiche:

  1. è determinata, per ciascun contratto, in misura fissa ed è espressa in valore assoluto. Possono essere applicate commissioni di importo diverso a contratti diversi, anche a seconda della tipologia di clientela. Nei contratti con soggetti diversi dai consumatori possono essere applicate, nello stesso contratto, commissioni differenziate a seconda dell’importo dello sconfinamento, se questo è superiore a 5.000 euro; non possono essere previsti più di tre scaglioni di importo;
  2. non eccede i costi mediamente sostenuti dall’intermediario per svolgere l’istruttoria veloce e a questa direttamente connessi;
  3. è applicata solo a fronte di addebiti che determinano uno sconfinamento o accrescono l’ammontare di uno sconfinamento esistente;
  4. è applicata solo quando vi è sconfinamento avendo riguardo al saldo disponibile di fine giornata.

Se lo sconfinamento è solo sul saldo per valuta non sono applicati né la commissione di istruttoria veloce né il tasso di interesse. Come previsto dall’art. 12-bis della delibera CICR 4 marzo 2003, n. 286, come modificata dall’art. 14 del Decreto del Ministro – Presidente del CICR 3 febbraio 2011, n. 117, ai fini della quantificazione e dell’applicazione della CIV, gli intermediari definiscono:

  1. procedure interne, adeguatamente formalizzate, che individuano i casi in cui è svolta un’istruttoria veloce; la commissione viene applicata esclusivamente in questi casi. A fronte di più sconfinamenti nel corso della stessa giornata non può comunque essere applicata più di una commissione;
  2. i CIV possono essere eventualmente differenziati e la quantificazione va formalizzata e adeguatamente motivata.

I casi in cui è applicata la CIV in base alle procedure definite devono essere resi noti alla clientela.
Di interesse è poi quando la CIV non è dovuta e cioè:

  1. nei rapporti con i consumatori, ricorrono entrambi i seguenti presupposti: 1) per gli sconfinamenti in assenza di fido, il saldo passivo complessivo, anche se derivante da più addebiti, è inferiore o pari a 500 euro; per gli utilizzi extrafido l’ammontare complessivo di questi ultimi, anche se derivante da più addebiti, è inferiore o pari a 500 euro; 2) lo sconfinamento non ha durata superiore a sette giorni consecutivi;
  2. lo sconfinamento ha avuto luogo per effettuare un pagamento a favore dell’intermediario;
  3. lo sconfinamento non ha avuto luogo perché l’intermediario non vi ha acconsentito.

Il consumatore beneficia dell‘esclusione per un massimo di una volta per ciascuno dei quattro trimestri di cui si compone l’anno solare.
La norma poi è chiara nel dire che a seguito dello sconfinamento il cliente non incorre in oneri ulteriori rispetto a quelli indicati nell’articolo. Ne consegue che, in caso di utilizzo extrafido, il tasso di interesse previsto per l’utilizzo extrafido si applica esclusivamente all’importo dello sconfinamento e il tasso di interesse relativo all’affidamento può essere aumentato solo in presenza dei presupposti e nel rispetto delle procedure previsti dall’art. 118 del TUB che dà disposizioni in ordine ai limiti del potere di modificare le condizioni contrattuali da parte della banca.

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