Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
13 Settembre 2016

SCIA verso l’applicazione finale e integrale

Sono entrate in vigore il 29 luglio 2016 le nuove disposizioni sulla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) rivolte alle attività private non soggette ad autorizzazione espressa e dirette sia alle imprese che alle amministrazioni pubbliche. Tra le novità che sono state introdotte esiste ora la possibilità di inviare un’unica S.C.I.A. per quelle attività soggette invece a più S.C.I.A. (D.Lgs. 30 giugno 2016 n. 126).
Il provvedimento è stato adottato in attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), a norma dell’art. 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124; si conferma che resta ferma la disciplina delle altre attività private non soggette ad autorizzazione espressa.
Non tutto è già attuale in quanto con successivi decreti legislativi, in attuazione della delega di cui all’art. 5 legge n. 124/2015, sono individuate le attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio di attività (di seguito «SCIA») od oggetto di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso. Allo scopo di garantire certezza sui regimi applicabili alle attività private e di salvaguardare la libertà di iniziativa economica, le attività private non espressamente individuate dai medesimi decreti od oggetto di disciplina da parte della normativa europea, statale e regionale, sono libere.
Le amministrazioni statali dovranno adottare moduli unificati e standardizzati che definiscano esaustivamente, per tipologia di procedimento, i contenuti tipici e la relativa organizzazione dei dati delle istanze, delle segnalazioni e delle comunicazioni di cui ai decreti previsti dall’art. 5 della legge n. 124/2015, nonché della documentazione da allegare. I moduli prevedono la possibilità del privato di indicare l’eventuale domicilio digitale per le comunicazioni con l’amministrazione. Per la presentazione di istanze, segnalazioni o comunicazioni alle amministrazioni regionali o locali, con riferimento all’edilizia e all’avvio di attività produttive, i moduli saranno adottati, in attuazione del principio di leale collaborazione, tenendo conto delle normative regionali.
Le pubbliche amministrazioni destinatarie delle istanze, segnalazioni e comunicazioni pubblicheranno sul sito istituzionale i moduli. In relazione alla tipologia del procedimento, nei casi in cui la documentazione debba essere individuata dall’amministrazione procedente ovvero fino all’adozione dei moduli, le pubbliche amministrazioni pubblicheranno sul sito istituzionale l’elenco degli stati, qualità personali e fatti oggetto di dichiarazione sostitutiva, di certificazione o di atto di notorietà, nonché delle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati o delle dichiarazioni di conformità dell’agenzia delle imprese, necessari a corredo della segnalazione, indicando le norme che ne prevedono la produzione.
Qualora gli enti locali non provvedano alla pubblicazione, le regioni assegneranno agli enti un congruo termine per provvedere, decorso il quale adotteranno le misure sostitutive, nel rispetto della disciplina statale e regionale applicabile nella materia.
L’amministrazione potrà chiedere all’interessato informazioni o documenti solo in caso di mancata corrispondenza del contenuto dell’istanza, segnalazione o comunicazione e dei relativi allegati a quanto indicato prima. E’ vietata ogni richiesta di informazioni o documenti ulteriori rispetto a quelli indicati dalla norma, nonché di documenti già in possesso di una pubblica amministrazione.
Il provvedimento poi modifica l’art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241 inserendo dopo l’art. 18 precisazioni sulla presentazione delle istanze ove è previsto che sia rilasciata immediatamente, anche in via telematica, una ricevuta, che attesta l’avvenuta presentazione e indica i termini entro i quali l’amministrazione è tenuta a rispondere, ovvero entro i quali il silenzio dell’amministrazione equivale ad accoglimento dell’istanza. Se la ricevuta contiene le informazioni di cui all’art. 8 sull’avvio del procedimento, essa costituisce la “comunicazione”. La data di protocollazione non può essere diversa da quella di effettiva presentazione e si producono effetti anche in caso di mancato rilascio della ricevuta, ferma restando la responsabilità del soggetto competente. Se la presentazione avviene ad un ufficio incompetente, i termini decorrono dal ricevimento dell’istanza, segnalazione o della comunicazione da parte dell’ufficio competente.
Con atto motivato, in presenza di attestazioni non veritiere o di pericolo per la tutela dell’interesse pubblico (in materia di ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica o difesa nazionale), l’amministrazione dispone la sospensione dell’attività intrapresa. L’atto motivato interrompe il termine, che ricomincia a decorrere dalla data in cui il privato comunica l’adozione delle misure richieste. In assenza di ulteriori provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano gli effetti della sospensione eventualmente adottata.
In ordine alla concentrazione dei regimi amministrativi è disposto che sul sito istituzionale di ciascuna amministrazione sia indicato lo sportello unico, di regola telematico, al quale presentare la SCIA, anche in caso di procedimenti connessi di competenza di amministrazioni diverse ovvero di diverse articolazioni interne dell’amministrazione ricevente.
Se per lo svolgimento di un’attività soggetta a SCIA sono necessarie altre SCIA, comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche, l’interessato presenterà un’unica SCIA allo sportello competente e l’amministrazione che riceve la SCIA la trasmetterà immediatamente alle altre amministrazioni interessate al fine di consentire il controllo sulla sussistenza dei requisiti e dei presupposti per lo svolgimento dell’attività e la presentazione, almeno cinque giorni prima della scadenza dei termini di eventuali proposte motivate per l’adozione dei provvedimenti previsti.
Nel caso in cui l’attività oggetto di SCIA è condizionata all’acquisizione di atti di assenso comunque denominati o pareri di altri uffici e amministrazioni, ovvero all’esecuzione di verifiche preventive, l’interessato presenterà allo sportello la relativa istanza, a seguito della quale è rilasciata ricevuta. In tali casi, il termine per la convocazione della conferenza dei servizi decorrerà dalla data di presentazione dell’istanza e l’inizio dell’attività resterà subordinato al rilascio degli atti e lo sportello dà comunicazione all’interessato.
La formazione del silenzio assenso non esclude la responsabilità del dipendente che non abbia agito tempestivamente nel caso in cui la segnalazione certificata o l’istanza del privato non fosse conforme alle norme vigenti.
Il tendere a realizzare un sistema completo fondato sulla responsabilità del richiedente e sotto sua responsabilità è la giusta strada per affinare le professionalità dei vari addetti ai lavori e per rendere il percorso amministrativo più certo e celere.

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