Categorie approfondimento: Energia
15 Marzo 2009

Scambio sul posto e contributo in conto scambio: le differenze tra impresa e privato

Di cosa si tratta

La recente Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 13/E del 20 gennaio 2009 offre il destro di aggiornare il tema del differente trattamento per il credito derivante dal conferimento di energia elettrica, a seconda che si tratti di impresa o privato, allo speciale contributo corrisposto dal gestore della rete elettrica (GSE) al titolare di un impianto fotovoltaico, che va sotto il nome di “servizio di scambio sul posto” (SSP), sistema che consente al proprietario dell’impianto di conferire l’energia prodotta alla rete del gestore dei servizi elettrici e di prelevare la quantità necessaria per i propri bisogni.
Già disciplinata dalla deliberazione n. 28/2006 dell’Autorità per l’energia elettrica e per il gas (AEEG), che stabiliva come l’utente potesse immettere in rete l’energia prodotta e prelevarla al bisogno, maturando un credito nei confronti del GSE per la parte prodotta in eccesso, ora le modalità e le condizioni tecnico-economiche previste dalla precedente disciplina sono cambiate e dal primo gennaio 2009 sono state introdotte le seguenti novità:

  • l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico viene conferita al GSE,
  • il GSE vende l’energia sul mercato,
  • l’utente acquista l’energia per suo uso,
  • il GSE corrisponde all’utente un contributo in conto scambio per rimborsarlo del costo per l’acquisto dell’energia.

Con la nuova disciplina l’utente che sceglie il servizio di scambio sul posto, paga l’energia prelevata presso il fornitore esterno, ma viene rimborsato del costo sostenuto. Si viene a configurare un contratto di vendita in base al quale l’utente conferisce al gestore tutta l’energia prodotta e questi corrisponde al primo un importo detto “contributo in conto scambio”.
La Risoluzione interviene sull’istanza di una società che chiedeva chiarimenti sul trattamento fiscale da applicare a questo corrispettivo, rispetto ai vari tipi di contribuenti, assumendo che il “contributo in conto scambio” configura un diverso trattamento fiscale a seconda che si tratti di persona fisica, società o lavoratore autonomo.
Inoltre, parlando di persona fisica si opera la distinzione fra impianti posti a servizio dell’abitazione e impianti diversi.
Il soggetto titolare di un impianto fotovoltaico può rendere disponibile nel sistema elettrico l’energia prodotta in più attraverso due modalità alternative: può scegliere di
– vendere l’energia prodotta al distributore o
– di fruire del c.d. “servizio di scambio sul posto” (di seguito anche SSP).
La scelta tra vendita e SSP dipende dalle finalità che l’utente persegue: quest’ultimo opta per la vendita quando intende porre in essere un’attività commerciale e opta per il SSP quando vuole semplicemente utilizzare in proprio (ovvero per il soddisfacimento del personale fabbisogno energetico) l’energia che autoproduce.
Ai sensi dell’art. 1, lettera n), della deliberazione dell’AEEG n. 28/2006, il “servizio di scambio sul posto” di cui all’art. 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, è il servizio erogato dall’impresa distributrice competente nell’ambito territoriale in cui è ubicato l’impianto dell’utente, che consiste nell’operare un saldo annuo tra l’energia elettrica immessa in rete dagli impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kw e l’energia elettrica prelevata dalla rete, nel caso in cui il punto di immissione e di prelievo dell’energia elettrica scambiata con la rete coincidono.
Il SSP, come disciplinato con delibera dell’AEEG n. 28/2006, per la finalità che persegue non implica conseguenze fiscali ed è generalmente richiesto da soggetti che realizzano impianti di dimensioni minime in grado di pareggiare il reale bisogno di energia.
Per effetto della deliberazione AEEG n. 74/2008, dal 1° gennaio 2009 le modalità di funzionamento e le condizioni tecnico-economiche del SSP sono variate. Il SSP è regolato da una convenzione, sottoscritta dall’utente e dal GSE, e comporta per gli utenti nuovi adempimenti in ordine all’immissione in rete dell’energia autoprodotta e al prelievo dell’energia richiesta; gli utenti aderenti al servizio di scambio sul posto devono conferire tutta l’energia autoprodotta nel sistema elettrico gestito dal GSE e acquistare, presso il fornitore territorialmente competente, l’energia necessaria a coprire i bisogni.
Il costo sostenuto per l’acquisto dell’energia sarà successivamente “rimborsato” dal GSE mediante un contributo in conto scambio che sarà quantificato periodicamente in misura pari al minore tra il controvalore dell’energia a suo tempo conferita e il valore dell’energia prelevata presso il fornitore territorialmente competente e sarà al netto dell’IVA pagata.
Nel caso in cui il valore dell’energia elettrica immessa sia superiore a quello dell’energia elettrica prelevata, nella menzionata deliberazione dell’AEEG n. 74/2008 è “ritenuto opportuno” che tale maggior valore “..venga riportato a credito negli anni solari successivi compatibilmente con le disposizioni di cui all’art. 6 del citato decreto legislativo n. 387/2003”.
Lo SSP mantiene intatto l’originario fondamento nel senso che continua a concretizzarsi nella riattribuzione del bene energia prodotto, anche se quest’ultima avviene in modo diverso, ovvero sotto forma di valore monetario e non più di quantità espressa in termini di energia. Mentre in precedenza l’utente che usufruiva del SSP prelevava dalla rete l’energia necessaria senza sostenere alcun costo nei limiti di quella autoprodotta, dal 1° gennaio 2009 l’utente che fruisce del SSP paga l’energia prelevata presso il fornitore esterno, ma viene rimborsato dal GSE del costo sostenuto per un importo pari al minore tra il valore dell’energia prodotta e quella acquistata, maturando un credito in termini monetari in relazione all’energia immessa in rete in misura superiore a quella acquistata.
L’operazione di “scambio sul posto” viene a configurare un contratto di vendita di energia in base al quale l’utente s’impegna a conferire l’energia prodotta a GSE e quest’ultimo si obbliga a corrispondere all’utente un importo – il contributo in conto scambio – che assume natura di corrispettivo.
In seguito alle modifiche gli utenti percettori del contributo in conto scambio vengono a configurarsi come produttori e venditori di energia e dovranno adempiere alle obbligazioni fiscali, già illustrate con circolare n. 46 del 19 luglio 2007, punto 9.2.1.
Il contributo in conto scambio assume fiscalmente il seguente trattamento:
1) Persona fisica o ente non commerciale.

  • a) impianti posti al servizio dell’abitazione o della sede dell’ente non commerciale, fino a 20 kw di potenza: qualora l’impianto per la sua collocazione risulti installato essenzialmente per fare fronte ai bisogni energetici dell’abitazione o sede dell’utente ovvero per usi domestici e l’impianto risulti posto al servizio dell’abitazione o della sede medesima, si ritiene che l’immissione di energia in rete per effetto del servizio di scambio sul posto non concretizzi lo svolgimento di una attività commerciale abituale e che il relativo contributo in conto scambio non assuma rilevanza fiscale.
    Se l’impianto è di potenza superiore a 20kw, ritenuto che impianti di dimensioni maggiori siano realizzati da soggetti che debbano soddisfare esigenze diverse da quelle privatistiche di una abitazione o di una sede di un ente non commerciale, l’energia prodotta e immessa in rete dovrà essere considerata come ceduta alla rete nell’ambito di un’attività commerciale (vendita di energia) e il contributo in conto scambio costituirà un corrispettivo rilevante sia ai fini dell’IVA che delle imposte dirette. In tale ultimo caso, gli utenti dovranno emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione;
  • b) impianti diversi: quando l’impianto, per la sua collocazione, non risulti posto al servizio dell’abitazione o della sede dell’utente, l’energia immessa in rete per effetto del servizio di scambio sul posto dovrà essere considerata ceduta alla rete nell’ambito di un’attività commerciale, rilevante sia ai fini dell’IVA che delle imposte dirette. Gli utenti, quindi. dovranno emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione.

2) Imprenditore o soggetto passivo IRES.

  • il contributo in conto scambio costituirà un corrispettivo rilevante sia ai fini dell’IVA che delle Imposte Dirette; l’utente dovrà emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione;

3) Lavoratore autonomo.

  • il contributo in conto scambio costituirà un corrispettivo rilevante ai fini dell’IVA e delle Imposte Dirette, ma poiché tale corrispettivo è relativo allo svolgimento di un’attività diversa da quella professionale, il contribuente dovrà tenere per la produzione e cessione di energia una contabilità separata ai sensi dell’art. 36, secondo comma, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, e fatturare al GSE l’importo percepito.
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