Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
18 Settembre 2010

Sanzioni per il ritardato pagamento dei contributi

Di cosa si tratta

Non trattando tutte le sanzioni che derivano dal ritardato pagamento dei contributi previdenziali, ci limitiamo a riferire il pensiero della magistratura milanese nel caso di omissione contributiva che derivi da un riconoscimento retroattivo di un rapporto di natura subordinata.
E’ noto che le sanzioni da omessa contribuzione sono rilevanti e il loro peso talora avvita la capacità finanziaria di un’impresa, questo ancora dopo che si è provveduto a mitigare alcuni effetti come quelli della ex “sanzione civile”, che comportava già il raddoppio della misura del capitale dovuto dopo meno di un anno di ritardo.
La Corte di Appello di Milano (sentenza 29 giugno 2009, n. 538, che confermava Tribunale di Milano 26 ottobre 2006, n. 3276) ha stabilito il principio per il quale le sanzioni non sono dovute nel caso di “riconoscimento retroattivo del rapporto”, che non costituisce un’ipotesi di inadempimento ovvero di tardivo adempimento degli obblighi contributivi per cui non deve essere irrogata la sanzione della “somma aggiuntiva” e gli interessi da ritardo.
La natura subordinata di un rapporto può derivare sia dal fatto che da rapporto di natura autonoma si sia poi trasformato in rapporto di natura subordinata e le parti lo vadano a riconoscere, come nel caso che sia una sentenza che intervenga a dichiarare la natura subordinata. In entrambi i casi il lavoratore avrà diritto a richiedere il versamento con regolarizzazione della propria posizione contributiva.
E’ chiaro che se si individua il momento della nascita dell’obbligazione contributiva nell’esistenza di un rapporto e alla sua costituzione gli effetti sarebbero che si produrrebbe il presupposto per applicare una sanzione; se invece si ritiene che è il momento dell’accertamento della natura del rapporto con un accordo o con una sentenza, è da quel momento che scaturisce l’obbligo contributivo.
Per l’INPS il mero fatto che vi sia svolgimento di attività lavorativa di natura subordinata, comporta la sussistenza dell’obbligo e di questo avviso è anche la giurisprudenza di legittimità, che riconosce l’esistenza dell’obbligo anche scaturente da un contratto di lavoro nullo. Atti di rinunzia o transazione sull’aspetto contributivo sono improduttivi di effetti dal momento che non vanno ad interferire con l’INPS che guarda all’aspetto previdenziale, che è indifferente anche ad accordi di contenuto economico diversi da quelli che devono essere il “minimale contributivo”.
Afferma la sentenza che nulla è dovuto in quanto in relazione alla posizione ricostruita con l’accordo tra le parti “poiché, anche considerato l’automatismo degli effetti sanzionatori del ritardo, non si può ricostruire a posteriori, una qualche situazione di inadempimento o di ritardo nei confronti dell’INPS, in ordine ad un regime che prolungava la durata del rapporto di lavoro, convenzionalmente stabilito tra le parti in un momento successivo rispetto a quello nel quale erano comunque cessate le prestazioni lavorative”.
Il punto non è chiarissimo, né altrimenti illustrato in sentenza; si potrebbe pensare ad un ragionamento che tenga conto delle vicende nelle quali si abbia il riconoscimento con effetto retroattivo come nella reintegrazione nel posto di lavoro con ricostituzione del rapporto. In questo caso l’obbligazione contributiva è fittizia nel senso che il rapporto assicurativo non ha il presidio di una finzione giuridica che opera sul piano lavoristico a favore del lavoratore che ne vede la ricostituzione e il riconoscimento; rispetto alla sentenza di reintegra è giusto ritenere che l’obbligazione contributiva non rivive retroattivamente e non determina una mora per il debitore nei confronti dell’INPS e quindi l’applicazione della sanzione.
Forse è discutibile l’argomentare della Corte, ma può essere condivisibile la conclusione traendo a supporto le norme relative all’emersione del lavoro sommerso; lasciamo lo spunto per approfondimenti ulteriori che ci deriveranno da una situazione giudiziale che abbiamo in corso.

(Visited 12 times, 17 visits today)