Categorie approfondimento: Lavoro
2 Settembre 2012

Riforma “Fornero”: il quadro complessivo

Di cosa si tratta

Dopo mesi di discussioni è entrata in vigore il 18 luglio 2012 la c.d. Riforma Fornero (legge 28 giugno 2012, n. 92). È sicuramente presto per potere interpretare questo corposo testo normativo nel quale alla prima lettura ci si perde, anche per il consueto costume usato nel modo di operare le novellazioni di disposizioni già esistenti.
Se Riforma voleva essere, avrebbe potuto più organicamente abrogare integralmente e fare un testo che desse le norme attuali di ciò che si proponeva di modificare e questo vale in particolare per le disposizioni al primo articolo.
Questo articolo, dedicato a principi generali, all’intervento sulle tipologie contrattuali e alla c.d. flessibilità del lavoratore in uscita con le tutele che vengono apprestate, avrebbe a nostro avviso potuto novellare il D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, che è l’oggetto principale delle modifiche, finendo in questo modo con l’operare un raccordo più sistematico con le norme non modificate. Questo non è accaduto e toccherà agli interpreti delle norme e ai giudici dare concreta individuazione di istituti modificati alla luce di un mercato del lavoro che in meno di dieci anni è cambiato profondamente anche sotto l’influenza delle disposizioni comunitarie e in fatto di un mercato più ampio che ha la visione che va oltre i confini nazionali.
In primo avvicinamento mettiamo in evidenza come la Legge sia articolata in quattro articoli, dei quali riportiamo il titolo:
Art. 1 – Disposizioni generali, tipologie contrattuali e disciplina in tema di flessibilità in uscita e tutele del lavoratore.
Art. 2 – Ammortizzatori sociali.
Art. 3 – Tutele in costanza di rapporto di lavoro.
Art. 4 – Ulteriori disposizioni in materia di mercato del lavoro.
Con il primo degli articoli sono date disposizioni per: i contratti a tempo determinato, l’apprendistato, il lavoro intermittente, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, i contratti a progetto, le prestazioni in regime di lavoro autonomo, l’associazione in partecipazione, le prestazioni di lavoro accessorio, i tirocini formativi e il licenziamento individuale e collettivo.
È nostro proposito commentare le modifiche apportate ai singoli tipi contrattuali e al licenziamento nelle due forme richiamate, dando evidenza in questa sede ad alcuni elementi che il testo contiene e che ci hanno colpito.
Evidenza va data alle modifiche di termini, che sono perentori e che sono stati modificati, nonché nell’introduzione di procedimenti peraltro discutibili, ma che rappresentano condizione dell’ulteriore procedere, come nel caso di licenziamento.

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