Categorie approfondimento: Credito e banche
10 Luglio 2015

Il rientro dall’esposizione bancaria con un mutuo

Di cosa si tratta

Una sentenza della Corte d’appello di Torino depositata in data 15 giugno 2015, n. 1172 ci riporta ad un tema già trattato che sta ricorrendo sempre con maggiore frequenza (nel sito Cfr.: “Invalidità del mutuo per rientrare dal debito e delle garanzia aggiuntive”.
Si tratta del classico caso nel quale la banca chiede un decreto ingiuntivo per operare il rientro da scoperto di conto corrente in relazione ad un mutuo chirografario concesso e garantito da fideiussori. Nella vicenda oggetto della controversia questi formulavano opposizione chiedendo di dichiarare che nulla fosse dovuto e in via riconvenzionale chiedevano la nullità del mutuo con condanna alla restituzione delle somme versate, con dichiarazione di nullità delle fideiussioni e l’illegittimità della segnalazione in Centrale Rischi.
Il tribunale revocava il decreto, dichiarata la nullità del mutuo e inefficacia delle fideiussioni, condannava la banca a restituire le rate di mutuo già pagate e ordinava la cancellazione delle segnalazione.
Promosso appello da parte della banca la Corte ha ritenuto che il mutuo fosse nullo per mancanza di causa concreta essendo volto a ripianare un passivo in realtà inesistente ed apparente solamente in quanto effetto derivante dall’applicazione di clausole contrattuali nulle o di oneri che neppure erano stati pattuiti; trattandosi di nullità ex art. 1423 cod. civ. non era possibile sanatoria alcuna che certo non poteva realizzarsi attraverso il pagamento delle rate.
Il mutuo sarebbe stato una mera operazione contabile che ha avuto l’effetto di essere accreditato su un conto corrente in passivo con l’effetto di tipo contabile di abbattere il relativo scoperto, che poi si è rilevato insussistente; come somma erogata poteva al massimo considerarsi la somma che risultava dall’attivo residuo sul conto dopo l’accredito; “la somma mutuata non era stata erogata con la conseguente infondatezza della pretesa della banca di ottenere la restituzione del relativo importo”.
La Corte ha ritenuto la questione così pacifica in giurisprudenza da affermare la “non complessità delle controversia ai fini delle spese processuali”.

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