9 Novembre 2016

Riaperti i termini della procedura di voluntary disclosure

Con il decreto legge n. 193 del 22 ottobre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre e meglio noto come decreto fiscale collegato alla legge di bilancio, sono stati riaperti i termini della procedura di voluntary disclosure.
Il successo riscosso dalla prima voluntary aveva da tempo portato il Governo a considerare la riapertura dei termini ma il tema si è attualizzato solo con l’avvicinarsi della legge di stabilità ossia quando si è reso necessario recuperare risorse per la copertura di nuove spese. È opportuno fin da subito chiarire che, rispetto alle previsioni, non sono state introdotte aliquote forfettarie in relazione al contante (si era parlato del 35% sui movimenti in entrata e del 15% sui movimenti in uscita); le aliquote applicabili rimangono pertanto invariate.
In concreto, il nuovo “mastodontico” articolo 5-octies del D.L. 167/90 (introdotto dall’articolo 7 del decreto fiscale) dispone che sia possibile avvalersi della procedura di collaborazione volontaria di cui agli articoli da 5-quater a 5-septies a condizione che il soggetto che presenta l’istanza non l’abbia già presentata in precedenza, anche per interposta persona.
Unitamente a detta condizione restano ferme le cause ostative previste dall’articolo 5-quater, comma 2, in relazione alle quali si rinvia all’articolo nel sito “Le cause ostative alla voluntary disclosure”.
Con il richiamo espresso agli articoli da 5-quater a 5-septies, il nuovo articolo 5-octies conferma l’impianto generale della precedente procedura di collaborazione ivi compresi gli effetti, le sanzioni e i presupposti per godere dei benefici.
La richiesta di accesso potrà essere proposta fino al 30 luglio 2017 mentre l’eventuale integrazione, i documenti e la relazione accompagnatoria potranno essere depositate entro il 30 settembre 2017.
Le violazioni sanabili sono quelle commesse fino al 30 settembre 2016 ed è prevista una proroga dei termini d’accertamento scadenti a decorrere dal 1 gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2018 ma solo per le attività e i redditi inclusi nella procedura; sembra quindi da escludersi l’applicabilità di tale previsione ai soggetti che non si avvarranno della nuova voluntary disclosure.
Per le sole attività oggetto di collaborazione volontaria, i contribuenti sono esonerati dalla compilazione del quadro RW (di cui all’articolo 4 del D.L. 167/90) per il 2016 e per la frazione del periodo d’imposta antecedente la data di presentazione dell’istanza.
A differenza di quanto previsto dalla prima procedura di collaborazione volontaria, disciplinata dalla L. 186/14, è stato introdotto un meccanismo di autoliquidazione degli importi dovuti a titolo di imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni in base all’istanza; i contribuenti potranno infatti provvedere spontaneamente al versamento in unica soluzione entro il 30 settembre 2017.
Il versamento potrà essere ripartito in tre rate mensili di pari importo ed in tal caso il pagamento della prima rata deve essere effettuato entro il 30 settembre 2017.
In caso di mancato versamento delle somme dovute o qualora il versamento risulti insufficiente, entro il 31 dicembre 2018 l’Agenzia delle Entrate potrà notificare un invito al contraddittorio per le annualità e le violazioni relative alla procedura. In questo caso gli sconti sulle sanzioni saranno ridotti.
Pur non prevedendo una specifica a aliquota per i contanti e i valori al portatore, sul tema sono state introdotte specifiche disposizioni, infatti se la collaborazione volontaria ha ad oggetto detti beni i contribuenti dovranno rilasciare unitamente alla presentazione dell’istanza una dichiarazione in cui attestino che l’origine di tali valori non deriva da condotte costituenti reati diversi da quelli previsti dall’articolo 5-quinquies, comma 1, lettere a) e b), del D.L. 167/90.
Se vi sono cassette di sicurezza, i contribuenti, entro la data di presentazione della relazione e dei documenti allegati, dovranno altresì procedere all’apertura e all’inventario in presenza di un notaio, che ne accerti il contenuto all’interno di un apposito verbale. In ultimo, sempre entro la data di presentazione della relazione, si dovrà procedere al versamento dei contanti e al deposito valori al portatore presso intermediari finanziari, a ciò abilitati, su una relazione vincolata fino alla conclusione della procedura.
Sempre in materia di monitoraggio delle consistenze detenute all’estero, il decreto fiscale ha altresì previsto che i comuni dovranno inviare all’Agenzia delle Entrate i dati di coloro che abbiano richiesto l’iscrizione nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero a decorrere dal 1° gennaio 2010 nonché di coloro che la richiederanno in futuro e ciò al fine della formazione di liste selettive per i controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati.

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