Categorie approfondimento: Societario
24 Giugno 2011

Reti di imprese: l’agevolazione fiscale

Di cosa si tratta

Divenuta concreta la normativa sulle reti di impresa, mancava ancora la definizione della misura percentuale massima del risparmio d’imposta spettante con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2010 (dopo quanto già scritto: Cfr.: “Reti di imprese” e “ Reti di imprese: regime agevolativo fiscale.”).
Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 13 giugno 201, Protocollo n. 2011/81521, ha colmato anche questa mancanza, disponendo che “Con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2010, la percentuale di cui al punto 4.1 del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate protocollo n. 2011/31139 del 14 aprile 2011 è pari al 75,3733 per cento”.
L’articolo 42, comma 2, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, prevede in favore delle imprese appartenenti ad una delle reti di imprese riconosciute, ai sensi dei commi da 2-bis a 2- septies del citato articolo 42, vantaggi fiscali, amministrativi e finanziari, nonché la possibilità di stipulare convenzioni con l’A.B.I. nei termini definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
Il comma 2-quater dell’art. 42 stabilisce la sospensione d’imposta della quota degli utili dell’esercizio destinata dalle imprese che aderiscono o sottoscrivono un contratto di rete, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare. Per espressa previsione normativa, la quota degli utili che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può, comunque, superare il limite di euro 1 milione.
Il comma 2-sexies dell’articolo 42 demandava a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate l’individuazione di “criteri e modalità di attuazione dell’agevolazione” ed è stato emanato il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 14 aprile 2011 con il quale è stato approvato il modello di comunicazione contenente i dati del risparmio d’imposta (mod. RETI), con le relative istruzioni. Il menzionato provvedimento ha stabilito al punto 4 che l’Agenzia delle entrate determinasse la percentuale massima del risparmio d’imposta spettante sulla base del “rapporto fra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare del risparmio d’imposta complessivamente richiesto” e che la percentuale fosse comunicata mediante successivo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
Solo con il richiamato provvedimento è resa nota la misura percentuale del risparmio d’imposta spettante. Tale percentuale è stata determinata, con troncamento alla quarta cifra decimale, sulla base del rapporto tra le risorse stanziate per l’anno 2011, ammontanti ad euro 20 milioni, e l’importo del risparmio d’imposta complessivamente richiesto, risultante dalle comunicazioni contenenti i dati del risparmio d’imposta (mod. RETI) validamente presentate.
Le imprese che hanno fatto domanda per ottenere il beneficio mediante l’invio telematico del modello «RETI» entro lo scorso 23 maggio – potranno accantonare in un ‘fondo consortile non tassato’ la quota di utile 2010 indicata al momento della domanda nella percentuale del 75,3733 per cento.
La quota restante di utile – pur essendo destinata alle finalità del fondo patrimoniale comune o del patrimonio destinato all’affare – non usufruirà della sospensione d’imposta.
Le risorse pubbliche messe a disposizione dal legislatore sono in grado di soddisfare quasi interamente i destinatari, con l’avvertenza che un grande impegno dovrà essere profuso perché le aggregazioni tra soggetti economici siano fenomeno “economicamente rilevante” nel nostro Paese.
Il comma 2-quater dell’articolo 42 stabilisce la “sospensione d’imposta” della quota degli utili dell’esercizio destinata al fondo patrimoniale comune (o al patrimonio destinato all’affare) con un’opzione che potrà essere esercitata fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, mentre l’utile accantonato (e non tassato) concorre a formare il reddito se utilizzato per scopi diversi dalla copertura delle perdite d’esercizio ovvero viene meno l’adesione al contratto di rete.

(Visited 6 times, 1 visits today)