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23 Gennaio 2019

Responsabilità del liquidatore e dei soci per anticipata estinzione della società di capitali

La messa in liquidazione della società viene ritenuta come un’operazione preclusiva al recupero del credito vantato nei suoi confronti. Talora questo è il risultato quando dalla situazione finale della messa in liquidazione si abbiano risultati negativi da fare ritenere non utile intraprendere iniziative. Analogamente si perviene alla medesima conclusione quando la società venga dichiarata chiusa (sul tema cfr: nel sito “Liquidazione della società e mancanza di necessarie attività”).
L’azione di responsabilità nei confronti del liquidatore ai sensi degli artt. 2498 comma 2 e 2495 comma 2 c.c., può essere avanzata da parte del creditore che si assuma danneggiato solamente ove sia dimostrata la responsabilità aquiliana che è in capo al soggetto che impersoni l’organo sociale, posto che tra il creditore danneggiato ed il liquidatore non sussiste vincolo obbligatorio, rappresentando la violazione dei doveri gestori imposti dalla legge solo l’espressione dell’antigiuridicità della condotta che si assume lesiva dei diritti del creditore e, come tale foriera di danno.
L’illustrato principio è stato affermato dal Tribunale di Venezia, Sezione specializzata, del 28 giugno 2016, n. 1737, che ha dichiarato l’esistenza della responsabilità del liquidatore soprattutto quando il liquidatore abbia chiuso la liquidazione omettendo anche di recuperare crediti che erano ancora esistenti e pensando di non soddisfare creditori che aveva questa veste prima della chiusura della società.
Il richiamo generale operato dall’art. 2489 c.c. alla disciplina della responsabilità degli amministratori e, quindi, alla disciplina di cui all’art. 2394 c.c., comporta che, rispetto ai creditori sociali ed al loro interesse di essere soddisfatti anche ove la società sia in fase di liquidazione, i liquidatori siano tenuti all’osservanza dei doveri inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale, subendo pregiudizio i creditori in ragione del fatto che i liquidatori, con il loro comportamento colposo, non abbiano preservato il patrimonio sociale, così rendendolo incapiente al fine di soddisfare le pretese vantate verso la società.
Nelle ipotesi di azione di responsabilità ex artt. 2489 e 2495 c.c. nei confronti del liquidatore di una società a responsabilità limitata cancellata i creditori non soddisfatti possono far valere le loro pretese, oltre che nei confronti del liquidatore, anche nei confronti dei soci nei limiti delle somme da questi riscosse in base al bilancio di liquidazione, posto che la responsabilità aquiliana del liquidatore è concorrente con la responsabilità contrattuale dei soci, subentrando, nei limiti della loro responsabilità intra vires, nel rapporto negoziale già in essere tra il creditore e la società medesima.

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