Categorie approfondimento: Societario
4 Maggio 2015

Responsabilità dell’amministratore di s.r.l. per il bilancio presentato in ritardo

Di cosa si tratta

Il tema della responsabilità degli amministratori per avere presentato il bilancio in ritardo per la sua approvazione da parte dell’assemblea è tema ricorrente, soprattutto per i casi nei quali non vi siano ragioni per giustificare la deliberazione tardiva.
Il mero fatto del ritardo non è da solo portatore di conseguenze negative e risarcibili, ma lo diviene solo quando il mancato rispetto dei termini, previsti dalla legge e dallo Statuto per la convocazione dell’assemblea di approvazione del bilancio di esercizio, faccia scaturire una responsabilità per gli amministratori in quanto ne ricorrano i presupposti e il comportamento sia causa reale di danni per la società, i soci o i terzi.
La prima situazione che può produrre effetti negativi è quando si abbia un progressivo aggravamento della situazione patrimoniale e finanziaria della società in presenza di perdite d’esercizio rilevanti; quando l’inerzia degli amministratori provochi conseguenze riconducibili ad operazioni contrastanti con le finalità conservative imposte dalla norma.
Ai sensi dell’ art. 2478-bis cod. civ. il progetto di bilancio deve essere redatto dagli amministratori e presentato ai soci per l’approvazione entro il termine stabilito dall’atto costitutivo non superiore a 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, salva la possibilità di un maggior termine nei limiti ed alle condizioni previsti dall’art. 2364, 2° co. cod. civ..
Entro trenta giorni dalla decisione dei soci di approvazione del bilancio deve essere depositata copia del bilancio approvato presso l’ufficio del registro delle imprese, a norma dell’art. 2435 cod. civ..
Per gli art. 2364 e 2478-bis cod. civ. è data la possibilità di approvare il bilancio entro il termine di 180 giorni quando si è in presenza di almeno una delle seguenti condizioni: la redazione del bilancio consolidato e quando si è in presenza di particolari esigenze della società.
Lo statuto non deve contenere necessariamente l’indicazione analitica e specifica dei casi che consentono il prolungamento del termine, come ribadito dalla Massima n. 15 del Consiglio Notarile di Milano “La clausola statutaria che consente la convocazione dell’assemblea per la presentazione del bilancio nel maggior termine, comunque non superiore a centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, previsto dall’art. 2364 cod. civ. e, per rinvio, dall’art. 2478-bis cod. civ. non deve necessariamente contenere l’indicazione analitica e specifica delle fattispecie che consentono il prolungamento del termine stesso”, potendo limitarsi a fare un riferimento generico a tali esigenze che dovranno sussistere in concreto quando ci si voglia avvalere di tale facoltà. Gli amministratori devono infatti dare conto delle ragioni della dilazione nella relazione prevista dall’art. 2428 cod. civ. Spetterà quindi agli amministratori rappresentare adeguatamente i motivi per evitare di incorrere nelle responsabilità derivanti dal mancato rispetto dei termini.
Cause ricorrenti che giustificano la proroga che si trovano in giurisprudenza possono essere quelle di forza maggiore (es. incendi, alluvioni, terremoti); dimissioni, malattie o altri casi di assenza di amministratori, direttori generali, responsabili amministrativi o altre figure indispensabili per la predisposizione del bilancio d’esercizio; modifiche della struttura amministrativa, informatica, ecc; operazioni straordinarie o di ristrutturazione aziendale; prima applicazione di principi contabili nazionali o internazionali.
Quando si arrivi in ritardo alla convocazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio oltre il termine di 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, gli amministratori sono tenuti a valutare e illustrare le ragioni che giustificano la proroga del termine dandone menzione 1. nel verbale del CDA, che ha approvato la proroga e ne ha illustrato i motivi; 2. nella relazione sulla gestione; 3. nella nota integrativa, nel caso in cui si rediga il bilancio in forma abbreviata e non sia predisposta la relazione sulla gestione; 4. nel verbale di approvazione del bilancio in cui deve essere menzionata la proroga.
Si ritiene che se gli amministratori non motivano nella relazione sulla gestione o nella nota integrativa il rinvio, non verrà inficiata la delibera di approvazione del bilancio, ma l`omissione comporta la responsabilità degli amministratori verso la società, ovvero la loro revoca per giusta causa ai sensi dell’art. 2383 co. 3, cod. civ., nel caso in cui il ritardo abbia provocato un danno per la società (la sensibilità sul tema della presentazione tardiva del bilancio è maggiore per alcuni soggetti, come gli istituti di credito).
Il mancato rispetto dei termini non comporta, come afferma taluna giurisprudenza, l’invalidità della delibera di approvazione e gli amministratori e sindaci sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza di questi doveri, salvo che dette funzioni non siano in concreto attribuite ad uno o più amministratori.
Il ritardo è sanzionato quando si abbia la riduzione del capitale per perdite; allora gli amministratori devono convocare senza indugio l’assemblea affinché questa adotti i provvedimenti opportuni.
Il Tribunale di Milano con sentenza del 15 luglio 2014 ha affermato che gli amministratori sono responsabili degli eventuali danni causati per continuazione dell’attività sociale nonostante la perdita del capitale, responsabilità che si aggrava ove la perdita sia stata occultata a lungo prima della data di messa in liquidazione, mediante scorretta iscrizione di alcune poste di bilancio volta a mascherare il venir meno dei presupposti di continuità gestionale.
I doveri degli amministratori impongono una condotta coerente con la tutela del patrimonio sociale, in modo indipendente dalla volontà dei soci, ove questa sia contraria alla salvaguardia dell’interesse sociale. In questi casi la Cassazione con la sentenza n. 2538 del 2005 ha affermato che può farsi ricorso ad una valutazione anche equitativa del danno.
Ai fini della quantificazione del danno derivante dalla continuazione dell’attività di impresa con perdita integrale del capitale, si ricorre al criterio sintetico della differenza dei netti patrimoniali nei casi in cui non sia possibile procedere ad una ragionevole ricostruzione dei dati con l’analiticità per individuare le conseguenze dannose riconducibili alle operazioni non coerenti con le finalità liquidatorie imposte dalla norma.
Gli amministratori restano solidalmente responsabili se non hanno adeguatamente vigilato sulla gestione aziendale e se, essendo a conoscenza di fatti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose.
La responsabilità per gli atti o le omissioni degli amministratori non si estende a quello tra essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio, dandone immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale.
Secondo una parte della giurisprudenza la mancata convocazione dell’assemblea di approvazione del bilancio nei termini di legge può rappresentare una irregolarità così rilevante da giustificare l’immediata revoca di amministratori e sindaci, con conseguente nomina di un amministratore giudiziario.
Se è stato nominato l’organo di controllo, grava anche sui sindaci (che incorrono nelle medesime responsabilità) l’obbligo di convocare l’assemblea, supplendo all’inerzia degli amministratori. Ove non procedano alla convocazione dell’assemblea né gli amministratori né i sindaci (ove nominati), la convocazione può essere richiesta direttamente dai soci nei modi e nei termini previsti dalla legge e dallo statuto. I soci inoltre, ove le condizioni lo prevedano, possono richiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 2367 cod. civ..
Beneficiare del differimento dei termini per l’approvazione del bilancio senza titolo, ovvero senza motivare la ragione nel corpo della relazione sulla gestione (o in nota integrativa) non invalida la delibera di approvazione del bilancio, ma determina una responsabilità degli amministratori (ed eventualmente anche del collegio sindacale) verso la società, ovvero la loro revoca per giusta causa ai sensi dell`art. 2383 co. 3, cod. civ., nel caso in cui il ritardo abbia provocato un danno per la società.
Inoltre, in caso di convocazione dell`assemblea a seguito di espressa legittima richiesta dei soci, potrebbe essere richiesta, in via giudiziale, l’applicazione a carico degli amministratori di una sanzione pecuniaria da € 1.032,00 ad € 6.197,00, aumentata di un terzo.

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