Categorie approfondimento: Assicurazioni
5 Dicembre 2006

Il regolamento ISVAP in materia di accesso all’attività di intermediazione assicurativa

Di cosa si tratta

L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse collettivo (ISVAP), con provvedimento del 16 ottobre 2006, ha approvato il Regolamento relativo alla disciplina dell’attività di intermediazione assicurativa e riassicurativa, in attuazione di quanto previsto al Titolo IX del Codice delle Assicurazioni (d. lgs. 209/2005).
Il Regolamento è suddiviso in cinque parti: le disposizioni di carattere generale (artt. 1 – 3), dedicate alle definizioni e all’ambito di applicazione; la disciplina dell’accesso all’attività di intermediazione (artt. 4 – 34); la regolamentazione dell’esercizio dell’attività di intermediazione (artt. 35 – 61); i provvedimenti sanzionatori (art. 62); la disciplina transitoria (artt. 63 – 73). Vi è quindi una parte sesta che individua le intervenute abrogazioni di provvedimenti e circolari ISVAP (art. 76) e i soggetti legittimati a proporre reclami all’ISVAP nei confronti di intermediari (art. 75).
In questo articolo si tratterà della parte seconda del Regolamento, che disciplina, come anticipato, l’accesso all’attività di intermediazione con riferimento sia agli intermediari aventi residenza o sede legale in Italia (Titolo I) sia agli intermediari con residenza o sede legale in altri Paesi membri dell’Unione Europea.
Nell’ambito della disciplina relativa agli intermediari “italiani”, vi è poi un capo dedicato all’estensione dell’esercizio dell’attività di intermediazione in regime di stabilimento in Stati membri UE, che prevede la comunicazione all’ISVAP dell’iniziativa da parte degli intermediari “che intendono operare in altri Stati membri in regime di stabilimento o di libertà di prestazione di servizi” (art. 31). È poi l’ISVAP a notificare l’iniziativa, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, all’Autorità di vigilanza competente dello Stato membro. Decorsi ulteriori trenta giorni, l’intermediario avente sede o residenza in Italia può iniziare ad esercitare l’attività nel Paese membro.
Tornando all’accesso all’attività in Italia da parte di intermediari aventi sede o residenza in Italia, viene in rilievo innanzitutto l’istituzione del Registro unico elettronico degli intermediari assicurativi e riassicurativi (art. 4). L’iscrizione al Registro costituisce condizione per l’esercizio dell’attività di intermediazione, come già stabilito dall’art. 108 del Codice delle Assicurazioni, applicandosi in caso di violazione l’art. 305, comma II, che prevede la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da euro 10.000 a euro 100.000. Inoltre, l’art. 308, comma II, vieta, ai non iscritti nel Registro, l’uso nella ragione sociale, nella denominazione o in qualsiasi comunicazione al pubblico delle parole ‘intermediario di assicurazione’ o ‘di riassicurazione’, ‘produttore di assicurazione’, ‘agente di assicurazione’, ‘broker’, ‘mediatore di assicurazione’ e altre parole o locuzioni, anche di lingua estera, “idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo svolgimento dell’attività di intermediazione assicurativa, riassicurativa o di attività peritale”. La sanzione per la violazione è, in questo caso, amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 20.000.
Il Registro unico elettronico è diviso in cinque sezioni, contraddistinte dalle lettere da A a E, cui corrispondono:

  • sezione A: gli agenti di assicurazione, in qualità di intermediari che agiscono in nome o per conto di una o più imprese di assicurazione o riassicurazione;
  • sezione B: i mediatori di assicurazione o riassicurazione, altresì denominati broker, in qualità di intermediari che agiscono su incarico del cliente e senza poteri di rappresentanza di imprese di assicurazione o di riassicurazione;
  • sezione C: i produttori diretti che, anche in via sussidiaria rispetto all’attività svolta a titolo principale, esercitano l’attività di intermediazione assicurativa nei rami vita e nei rami infortuni e malattia per conto e sotto la piena responsabilità di un’impresa di assicurazione e che operano senza obblighi di orario o di risultato esclusivamente per l’impresa medesima;
  • sezione D: le banche autorizzate, gli intermediari finanziari di cui all’art. 107 T.U.B., le S.I.M. autorizzate, la società Poste Italiane s.p.a. – Divisione servizi bancoposta;
  • sezione E: i soggetti addetti all’intermediazione, quali i dipendenti, i collaboratori, i produttori e gli altri incaricati degli intermediari iscritti nelle sezioni A, B e D, per l’attività svolta al di fuori dei locali ove l’intermediario opera.

A seconda della sezione di appartenenza, nel Registro sono riportate diverse informazioni, comprendenti in ogni caso l’indicazione dei dati anagrafici e di numero e data d’iscrizione, per le persone fisiche; di ragione o denominazione sociale, sede legale, numero e data d’iscrizione, per le persone giuridiche.
Le persone fisiche iscritte nelle sezioni A e C e le società iscritte nelle sezioni A e D devono indicare anche l’impresa o le imprese per le quali svolgono l’attività.
Le persone fisiche iscritte nella sezione E, invece, oltre all’indicazione dell’intermediario che si avvale della loro attività, devono specificare la “qualifica di esercizio” dell’attività di intermediazione (dipendenti, operatori individuali, dipendenti o collaboratori di altre persone fisiche iscritte nella sezione E, ecc.). All’iscrizione di detti soggetti nella sezione E provvede comunque l’intermediario che si avvale dell’attività, qualora l’intermediario sia iscritto nelle sezioni A, B o D del Registro; inoltre, se l’intermediario è un agente (iscritto nella sezione A) deve dare comunicazione dell’iscrizione del proprio dipendente o collaboratore anche all’impresa preponente (art. 109, comma IV, Codice Assicurazioni).
Anche i requisiti per poter essere iscritti nel Registro unico elettronico variano in relazione alle sezioni in cui è richiesta l’iscrizione e alla categoria di soggetto richiedente, persona fisica o giuridica.
Non è possibile riportare un quadro analitico delle singole condizioni e dei requisiti richiesti, dettagliati nel Regolamento (artt. 8 – 24).
In via generale, per i soggetti richiedenti l’iscrizione nelle sezioni A e B, oltre ai requisiti di “onorabilità” relativi all’assenza di condanne o procedure concorsuali (artt. 110 e 112, Codice Assicurazioni), rileva l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile, con massimali di copertura almeno pari a un milione di euro, per ciascun sinistro, e a un milione e mezzo di euro, all’anno globalmente per tutti i sinistri. Le persone fisiche richiedenti l’iscrizione nelle sezioni A e B, inoltre, non devono essere pubblici dipendenti e devono aver superato la prova di idoneità, indetta dall’ISVAP almeno una volta l’anno. Le società, invece, dovranno aver affidato la responsabilità dell’attività ad almeno una persona fisica iscritta nella medesima sezione alla quale la società chiede l’iscrizione e quindi soggetta ai requisiti già richiamati per le persone fisiche. Per la sola iscrizione alla sezione B, infine, persone fisiche e società devono aver aderito al Fondo di garanzia.
Per l’iscrizione nelle sezioni C ed E del registro, le persone fisiche devono anche “aver conseguito una formazione professionale adeguata ai contratti intermediati e all’attività svolta”, secondo le modalità indicate al comma II dell’art. 17 del Regolamento, già esaminato in altro articolo presente in questa sezione del sito (si veda “Formazione ed aggiornamento nell’attività di intermediazione assicurativa e riassicurativa: il Regolamento n. 5”). Le società che chiedono l’iscrizione nella sezione E dovranno aver affidato la responsabilità dell’attività ad almeno una persona fisica iscritta nella sezione e comunque preporre all’attività di intermediazione fuori dei locali dell’intermediario addetti iscritti nella stessa sezione E. Il possesso di tali requisiti in capo alle società è accertato dall’intermediario che se ne avvale e ne fornisce attestazione al fine di ottenere l’iscrizione.
La cancellazione dal Registro può avvenire, tra gli altri motivi, a seguito di provvedimento di radiazione, in caso di rinuncia all’iscrizione, in caso di mancato esercizio dell’attività, senza giustificato motivo, per oltre tre anni e, per gli intermediari iscritti nelle sezioni A e B, in caso di perdita di efficacia delle garanzie assicurative.
Infine, per quanto concerne gli intermediari assicurativi e riassicurativi aventi sede legale o residenza in uno Stato membro UE che intendano svolgere l’attività di intermediazione nel territorio italiano, in regime di stabilimento o di libertà di prestazione di servizi, è prevista la formazione di un apposito elenco, annesso al Registro, che riporta i dati relativi all’intermediario. In questi casi, l’ISVAP, ricevuta la notifica relativa all’iniziativa dell’intermediario estero da parte dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine, comunica “le norme di interesse generale che gli intermediari devono osservare nell’esercizio dell’attività nel territorio italiano. In ogni caso, decorsi trenta giorni dal ricevimento della notifica all’ISVAP, gli intermediari interessati sono autorizzati ad operare sul territorio.
Qualora l’ISVAP dovesse rilevare violazioni delle norme di interesse generale relative all’attività di intermediazione assicurativa può adottare provvedimenti di sospensione dell’attività dell’intermediario estero per un periodo non superiore a novanta giorni; se la violazione dovesse comunque perdurare, l’ISVAP può disporre il divieto di svolgimento dell’attività sul territorio italiano.

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