Categorie approfondimento: Assicurazioni
26 Aprile 2006

Il regolamento ISVAP per l’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie

Di cosa si tratta

L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di interesse collettivo (ISVAP) con provvedimento del 15 marzo 2006, n. 1, ha approvato il Regolamento concernente la procedura di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, c.d. codice delle assicurazioni private.
In forza della legge 28 dicembre 2005, n. 262, sulla tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari, il T.U. o codice delle assicurazioni private è già cambiato ed è venuta meno la facoltà di pagamento in misura ridotta per i procedimenti sanzionatori avviati a partire dal 12 gennaio 2006; inoltre il Regolamento ha attribuito all’ISVAP il potere di emanare direttamente i provvedimenti sanzionatori; la disposizione ha abrogato tutte le norme contenute negli articoli del codice delle assicurazioni private nella parte in cui veniva fatto riferimento alla Commissione Consultiva sui procedimenti sanzionatori e alla facoltà di pagamento in misura ridotta, già prevista all’art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
In particolare i commi 1 e 3 dell’art. 24 della citata legge n. 262/2005 prevedono che l’ISVAP disciplini con proprio regolamento le modalita’ organizzative per dare attuazione al principio della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie rispetto all’irrogazione della sanzione ed agli altri principi in materia di giusto procedimento amministrativo; la delibera del Consiglio dell’Istituto del 22 febbraio 2006 ha istituito il Servizio Sanzioni nell’ambito della Direzione coordinamento giuridico e definito le relative competenze; ha quindi ritenuto la necessità di disciplinare il procedimento sanzionatorio di propria competenza, nel rispetto dei principi della legge n. 262/2005 sulla Tutela del Risparmio.
Il Regolamento dell’ISVAP, adottato il 9 maggio 2006, n. 2, ha dato atto che i procedimenti sanzionatori del tipo che esaminiamo sono già stati disciplinati dal Regolamento; quindi la disciplina del secondo non rileva sul nostro tema.
L’applicazione del Regolamento avverrà, come previsto dall’art. 7, per i procedimenti avviati a partire dal 12 gennaio 2006 e avrà riguardo (art. 306) a quei soggetti che (fuori dai casi previsti dall’articolo 2638 cod. civ., relativi all’ostacolo in generale all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza) ostacolino le funzioni di vigilanza con il rifiuto dell’accesso ai locali o con il diniego all’ordine di esibizione della documentazione concernente l’attività assicurativa o riassicurativa o di intermediazione assicurativa o riassicurativa, che venisse opposto ai funzionari dell’ISVAP incaricati di accertare i fatti che possono configurare una violazione dell’articolo 305 (relativo all’esercizio abusivo dell’attività), la cui pena è prevista con la reclusione fino a due anni e la multa da euro diecimila ad euro centomila; oppure chi non ottemperi nei termini alle richieste dell’ISVAP ovvero ritardi l’esercizio delle sue funzioni, ipotesi punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro diecimila ad euro centomila.
L’ambito di applicazione si estende a chi (art. 308) abusi della denominazione assicurativa, facendo uso, nella denominazione sociale o in qualsiasi comunicazione al pubblico, delle parole assicurazione, riassicurazione, compagnia di assicurazione, compagnia di riassicurazione, mutua assicuratrice ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua estera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo svolgimento dell’attività assicurativa o riassicurativa, che è vietato ai soggetti diversi da quelli autorizzati all’esercizio dell’attività di assicurazione o di riassicurazione. Ancora si estende all’uso nella ragione o nella denominazione sociale o in qualsiasi comunicazione al pubblico, delle parole intermediario di assicurazione, intermediario di riassicurazione, produttore di assicurazione, agente di assicurazione, broker, mediatore di assicurazione, mediatore di riassicurazione, produttore diretto di assicurazione, perito di assicurazione ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua estera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo svolgimento di attività di intermediazione assicurativa, riassicurativa o di attività peritale, che è vietato a soggetti diversi da quelli iscritti nel registro degli intermediari di assicurazione e di riassicurazione o nel ruolo dei periti di assicurazione. In detti casi l’ISVAP determina, con il regolamento adottato, le ipotesi in cui, per l’esistenza di controlli amministrativi o in base ad elementi di fatto, le parole o le locuzioni indicate possono essere utilizzate da soggetti diversi dalle imprese o dagli intermediari. Chiunque contravvenisse al disposto dei commi 1 o 2 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro duemila a euro ventimila.
Il nuovo procedimento sanzionatorio delineato è relativo all’applicazione delle sanzioni amministrative di natura pecuniaria e il suo avvio si ha quando i Servizi dell’Istituto, che nell’esercizio delle proprie competenze rilevino fatti suscettibili di dar luogo all’applicazione delle sanzioni, predispongono, sulla base della documentazione agli atti, l’atto di contestazione delle violazioni rilevate a carico dei destinatari delle sanzioni.
L’atto di contestazione, a firma del vice direttore generale o, in sua assenza o impedimento, di due capi dei servizi, è notificato ai soggetti destinatari delle sanzioni entro centoventi giorni, ovvero entro centottanta giorni per i soggetti residenti all’estero, dall’accertamento dei fatti. Nel caso in cui venga contestato l’illecito consistente in una pluralità di violazioni, l’atto di contestazione contiene la richiesta al destinatario se intenda avvalersi della facoltà di effettuare gli interventi necessari per eliminare la disfunzione riscontrata.
L’atto di contestazione contiene una sintetica esposizione dei fatti, le violazioni riscontrate, l’indicazione del responsabile del procedimento, il termine entro il quale gli interessati possono esercitare i diritti in seguito illustrati. La data di notifica dell’atto di contestazione rappresenta la data di avvio del procedimento sanzionatorio.
Entro sessanta giorni dalla data di notifica dell’atto di contestazione i soggetti destinatari delle sanzioni possono far pervenire ai Servizi dell’Istituto memorie difensive od altri elementi controdeduttivi, nonché richiesta, ove lo ritengano necessario, di essere sentiti, direttamente od attraverso propri rappresentanti. In tal caso l’audizione si terrà entro centottanta giorni dal ricevimento della richiesta.
Entro i successivi novanta giorni dal ricevimento delle memorie difensive o dall’audizione, se successiva, i servizi dell’Istituto concludono la fase istruttoria del procedimento sanzionatorio e ne riferiscono gli esiti al Servizio Sanzioni con relazione motivata. In assenza di memorie difensive o di richiesta di audizione i Servizi dell’Istituto provvedono agli adempimenti entro i novanta giorni successivi alla scadenza del termine.
Ove il soggetto destinatario si sia avvalso della facoltà di eliminare le disfunzioni, la relazione, da trasmettere al Servizio sanzioni entro novanta giorni decorrenti dal completamento delle verifiche, dovrà contenere indicazioni circa la realizzazione delle condizioni richieste per dar luogo all’irrogazione della sanzione sostitutiva.
Il Servizio sanzioni, verificata la ritualità e la completezza degli adempimenti istruttori compiuti e valutate le risultanze dell’istruttoria dei servizi dell’Istituto, predispone gli atti conclusivi del procedimento sanzionatorio sottoponendoli al presidente per la decisione.
Il provvedimento motivato adottato dal presidente è notificato al soggetto cui è stata rivolta la contestazione entro novanta giorni dal ricevimento da parte del Servizio sanzioni della relazione motivata dei Servizi dell’Istituto. Il provvedimento di irrogazione della sanzione, nel quale sono indicate le modalità di pagamento, reca l’ingiunzione del relativo pagamento.
Tutt’altro che chiaro è il richiamo operato dal regolamento al fatto che si applichino l’art. 326, commi 7 e 8 del codice delle Assicurazioni e l’art. 24, commi 5 e 6 della T.U. risparmio.
Riteniamo che si intenda affermare che le controversie relative ai ricorsi, che applicano la sanzione, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e i ricorsi medesimi, da proporsi al tribunale amministrativo regionale, sono notificati anche all’ISVAP e i provvedimenti, che infliggono le sanzioni pecuniarie, e le sentenze dei giudici amministrativi che decidono i ricorsi sono pubblicati nel Bollettino dell’ISVAP. Il Ministero delle attività produttive, su richiesta dell’ISVAP, tenuto conto della violazione e degli interessi coinvolti, può stabilire modalità ulteriori per dare pubblicità al provvedimento, ponendo le relative spese a carico dell’autore della violazione.
Per l’art. 24, commi 5 e 6 del T.U. risparmio si dovrebbe pervenire alla dubbia conclusione che la competenza sia del solo TAR del Lazio e che i termini processuali siano ridotti della metà, salvo quello per la presentazione del ricorso. Inoltre non possono essere nominati consulenti tecnici d’ufficio i dipendenti dell’Autorità sul cui atto verte il ricorso, anche se cessati dal servizio, e l’appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza o le ordinanze emesse in primo grado non sospende l’esecuzione né l’efficacia dei provvedimenti impugnati.
Il procedimento sanzionatorio, con l’irrogazione della sanzione ovvero l’archiviazione, si conclude in ogni caso entro due anni dalla data del suo avvio, mentre il pagamento delle sanzioni irrogate, va effettuato entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di irrogazione della sanzione. Il termine per il pagamento diventa di sessanta giorni se il destinatario risiede all’estero.
Non riteniamo di soffermarci poi sulle sorti dei procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del Regolamento, che sono dettagliatamente regolati dall’art. 8.
La maggiore precisione della procedura riteniamo che richieda nella trattazione un’attenzione prospettica maggiore e funzionale ad una eventuale ripresa in sede giurisdizionale successiva in caso di insoddisfazione degli esiti della procedura.

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