Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
11 Gennaio 2008

Rappresentazione ed esecuzione in pubblico di un’opera

Di cosa si tratta

Il diritto esclusivo di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico, previsto dall’art. 15 della legge sul diritto d’autore (legge n. 433/1941) ha per oggetto, l’esecuzione, la rappresentazione o la recitazione, comunque effettuate, sia gratuitamente che a pagamento, dell’opera musicale, dell’opera drammatica, dell’opera cinematografica, di qualsiasi altra opera di pubblico spettacolo e dell’opera orale. Non è considerata pubblica l’esecuzione, rappresentazione o recitazione dell’opera entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero, purché non effettuata a scopo di lucro. Non è altresì considerata pubblica l’esecuzione, rappresentazione o recitazione dell’opera nell’ambito normale dei centri sociali o degli istituti di assistenza, formalmente istituiti, nonché delle associazioni di volontariato, purché destinata ai soli soci ed invitati e sempre che non venga effettuata a scopo di lucro.
Stiamo parlando dell’opera realizzata in pubblico ad opera di artisti, interpreti ed esecutori che danno con la loro interpretazione la rappresentazione di un testo.
Riportiamo i precetti più specifici dati dalla legge sul diritto d’autore in materia di contratti.
Il contratto con il quale l’autore concede la facoltà di rappresentare in pubblico un’opera drammatica, drammatico-musicale, coreografica, pantomimica o qualunque altra opera destinata alla rappresentazione, è regolato dalle disposizioni contenute nei codici, dalle disposizioni generali della legge sul diritto d’autore e dalle disposizioni che seguono. Salvo patto contrario, la concessione di detta facoltà non è esclusiva e non è trasferibile ad altri.
L’autore è obbligato: 1) a consegnare il testo dell’opera qualora questa non sia stata pubblicata per le stampe; 2) a garantire il pacifico godimento dei diritti ceduti per tutta la durata del contratto.
Il concessionario è obbligato: 1) a rappresentare l’opera senza apportarvi aggiunte, tagli o variazioni non consentite dall’autore, e previo annuncio al pubblico, nelle forme d’uso, del titolo dell’opera, del nome dell’autore e del nome dell’eventuale traduttore o riduttore; 2) a lasciare vigilare la rappresentazione dall’autore; 3) a non mutare, senza gravi motivi, i principali interpreti dell’opera e i direttori dell’orchestra e dei cori, se furono designati d’accordo con l’autore.
La rappresentazione dell’opera deve aver luogo entro il termine fissato dal contratto; tale termine non può essere superiore a due anni quando si tratti di opere drammatico-musicali, decorrenti dal giorno della effettiva consegna all’autore dell’esemplare completo e definitivo dell’opera. In mancanza di termini contrattuali la rappresentazione o la esecuzione dell’opera deve aver luogo non oltre cinque anni dalla richiesta scritta fattane all’autore. L’autorità giudiziaria può peraltro fissare un termine più breve quando sia giustificato dalla natura dell’opera e da ogni altra circostanza del caso. E’ nullo ogni patto che contenga rinuncia alla fissazione di un termine o che contenga fissazione di un termine superiore al termine massimo sopra stabilito. Il termine di due anni non si applica alle opere collettive.
Se l’acquirente del diritto di rappresentazione o di esecuzione dell’opera non la fa eseguire nel termine concordato o in quello stabilito dal giudice, l’autore ha diritto di domandare la risoluzione del contratto. L’autorità giudiziaria può accordare all’acquirente una dilazione, non superiore alla metà del termine predetto, subordinandola, ove occorra, alla prestazione di idonea garanzia. Può altresì limitare la pronunzia di risoluzione soltanto ad una parte del contenuto del contratto.
Nel caso di risoluzione totale l’acquirente deve restituire l’originale dell’opera ed è obbligato al risarcimento dei danni a meno che provi che la rappresentazione o la esecuzione è mancata malgrado la dovuta diligenza.
Se il cessionario del diritto di rappresentazione trascura, nonostante la richiesta dell’autore, di ulteriormente rappresentare l’opera dopo una prima rappresentazione, od un primo ciclo di rappresentazioni, l’autore della parte musicale o letteraria che dimostri la colpa del cessionario, ha diritto di chiedere la risoluzione del contratto, con la conseguenza che l’acquirente deve restituire l’originale dell’opera ed è obbligato al risarcimento dei danni a meno che provi che la pubblicazione o riproduzione è mancata malgrado la dovuta diligenza.
Il contratto che ha per oggetto l’esecuzione di una composizione musicale è regolato dalle disposizioni della terza sezione della legge sul diritto d’autore in quanto siano applicabili alla natura ed all’oggetto del contratto medesimo.
L’attività illustrata è realizzata come detto da artisti, interpreti ed esecutori, ma quando si congiunga a supporti di suoni o audiovisivi si avranno altre forme di utilizzo, come per il diritto di registrazione e riproduzione, di distribuzione, noleggio e prestito.
Varie sfumature esistono tra la rappresentazione e l’esecuzione, che è propria anche delle opere musicali, il tutto riconducendosi all’attività di spettacolo, che postula la presenza diretta del pubblico, anche se può non essere dal vivo. Anche la proiezione pubblica dell’opera cinematografica è considerata dalla legge come rappresentazione, mentre l’utilizzo di musiche e parole, che accompagnino la rappresentazione, è esecuzione pubblica.
Solo per esemplificare anche la ricezione radiofonica si riconduce all’esecuzione come la televisione, che è spettacolo più complesso, si riporta alla rappresentazione.
In questa materia è più forte l’intuitu personae rispetto all’edizione ed è esclusiva la legittimazione del concessionario ad agire in giudizio a tutela dei diritti dell’opera salvo quando si abbia la concessione in esclusiva.

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