Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
10 Aprile 2016

Raddoppio dei termini fiscali e la legge di stabilità 2016

Di cosa si tratta

La legge di stabilità per il 2016 è intervenuta in materia di raddoppio dei termini per procedere all’accertamento dei tributi modificando la disciplina sia per il futuro, ma anche con effetti per il passato.
Il comma 132 dell’articolo unico della legge n. 208/2015 ha abolito per il futuro il sistema del raddoppio dei termini per l’accertamento e ha stabilito che, “per i periodi d’imposta precedenti” a quello in corso al 31.12.2016, “gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione ovvero, nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di dichiarazione nulla, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
Tuttavia, in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura penale per alcuno dei reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, i termini di cui al periodo precedente sono raddoppiati relativamente al periodo d’imposta in cui è stata commessa la violazione; il raddoppio non opera qualora la denuncia da parte dell’Amministrazione finanziaria, in cui è ricompresa la Guardia di finanza, sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini di cui al primo periodo.
Era però successo che il legislatore (art. 2 del D.Lgs. n. 128/2015) aveva già modificato la normativa sul raddoppio dei termini, che nella sostanza viene riproposta nella legge di stabilità, ma in quella versione dell’intervento era stato aggiunto un periodo poi scomparso e non è stato riprodotto nella legge di stabilità, che prevedeva che: “Sono comunque fatti salvi gli effetti degli avvisi di accertamento … notificati alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Quanto illustrato ha già avuto applicazione pratica con una pronuncia della Commissione Tributaria Regionale di Milano, che ha deciso con la sentenza n. 386/V/2016, depositata il 12.01.2016, in senso favorevole al contribuente un appello dichiarando la nullità di un avviso di accertamento relativo al periodo d’imposta 2002, poiché la denuncia penale necessaria per il raddoppio dei termini per l’accertamento era stata presentata nell’anno 2011, ossia dopo la scadenza del termine ordinario di decadenza per l’esercizio dell’azione accertatrice relativamente all’annualità considerata.
Ricordiamo inoltre che ai fini delle imposte dirette e per l’IVA i termini sono stati allungati a decorrere dal periodo d’imposta 2016, e gli accertamenti potranno riguardare i cinque anni antecedenti la dichiarazione e i sette anni in casi di omessa dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla.
Si dice espressamente che per il passato, fino quindi al periodo 2015, restano le regole per il raddoppio dei termini già vigenti ma in quanto la denunzia penale sia stata inoltrata entro la scadenza originaria del termine di decadenza.
Era del resto irragionevole che conseguissero due regimi diversi tra contribuenti che avessero ricevuto la notifica dell’atto impositivo in momenti diversi.

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