23 Marzo 2020

Quantificazione degli interessi legali

Una pronuncia molto interessante per altri profili (Tribunale di Firenze del dott. Alessandro Gheraldini in data 24 febbraio 2020), ha dato modo al giudicante di chiarire la pronunzia relativa agli interessi legali che ha posto particolare attenzione al tema di quale sia il tasso di interesse “legale” in concreto applicabile in sede di condanna al pagamento. 

Con il D.L. n. 132 del 12.9.2014, convertito con modificazioni dalla L. n. 162 del 10.11.2014, il legislatore ha previsto che in materia di obbligazioni pecuniarie (artt. 1277 e ss. c.c.), in mancanza di una determinazione delle parti, si applica il saggio di interessi previsto per i ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali, e cioè quello di cui al D. Lgs. n. 231/02 (tasso BCE maggiorato di 8 punti percentuali) con decorrenza dall’inizio del procedimento ovvero da quando la causa sia deferita ad arbitri. 

In linea di diritto occorre domandarsi se sia consentito al giudice, cui sia chiesta genericamente la condanna del convenuto al pagamento degli interessi, senza altra specificazione o rinvio all’art. 1284, 4° co. cod. civ., liquidare gli stessi secondo tale disposizione, ovvero se la relativa decisione sia, in ipotesi, viziata per extra/ultra petita ai sensi dell’art. 112 cod. proc. civ. 

Come già affermato in analoghe pronunce la risposta corretta è la prima. Secondo la giurisprudenza prevalente “in tema di obbligazioni pecuniarie, costituiscono “interessi legali” non soltanto quelli stabiliti dall’art. 1284 c.c., ma anche qualsiasi interesse che, ancorché in misura diversa, sia previsto dalla legge” (Cass., civ. Sez. II, sent. n. 11187 del 2012). Ne consegue che, stante l’ambito di operatività e la natura speciale della normativa in questione (applicabile ogni qualvolta sia proposta domanda giudiziale e per tutta la durata del procedimento), il giudice è tenuto, pur a fronte di una domanda genericamente volta ad ottenere la condanna al pagamento degli interessi legali, senza altra specificazione, ad individuare la disciplina degli interessi concretamente applicabile alla fattispecie.

Si tratta di un’operazione di qualificazione giuridica della domanda di esclusiva pertinenza dell’autorità giudicante, da orientare secondo il parametro lex specialis derogat lex generali.

Ove il procedimento abbia ad oggetto una obbligazione pecuniaria, a fronte di una richiesta di pagamento anche degli interessi legali (senza ulteriori specificazioni) gli interessi applicabili saranno quelli “maggiorati” di cui al combinato disposto di cui agli artt. 1284, 4° co. cod. civ. e D.Lgs. n. 231/02. In questo senso si era espressa in passato la Suprema Corte, laddove ha più volte addebitato gli interessi non al tasso legale ordinariamente previsto, ma a quello disciplinato dalla normativa speciale in concreto applicabile, a fronte di istanza generica degli “interessi legali”, senza ulteriore specificazione (si veda Cassazione civile, sez. II, 04/07/2012, n. 11187). 

È stato sempre escluso che il riconoscimento degli interessi previsti dalla norma speciale integrasse violazione della decisione ai sensi dell’art. 112 cod. proc. civ.

Si deve quindi concludere che la liquidazione degli interessi “maggiorati” non è subordinata alla specifica richiesta del creditore, essendo sul punto sufficiente una mera domanda di pagamento degli interessi legali.

Nel caso di specie esaminato gli interessi sono dovuti al tasso legale, ex art. 1284 co. 1, dal giorno dell’esborso fino alla notifica dell’atto di citazione e da tale data e sino al saldo, invece, spetta all’attore l’interesse di cui all’art. 1284 co. 4. 

Riportiamo il testo del nuovo art. 1284 cod. civ. come disposto dal D.L. 12 settembre 2014, n. 132 convertito con modificazioni dalla L. 10 novembre 2014, n. 162, in vigore dal 11 novembre 2014:

  1. Il saggio degli interessi legali è determinato in misura pari al 5 per cento in ragione d’anno. Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il saggio si riferisce, può modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno. Qualora entro il 15 dicembre non sia fissata una nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l’anno successivo.
  2. Allo stesso saggio si computano gli interessi convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura.
  3. Gli interessi superiori alla misura legale devono essere determinati per iscritto; altrimenti sono dovuti nella misura legale.
  4. Se le parti non ne hanno determinato la misura, dal momento in cui è proposta domanda giudiziale il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
  5. La disposizione del quarto comma si applica anche all’atto con cui si promuove il procedimento arbitrale”.
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