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4 Dicembre 2017

Prova della cancellazione delle segnalazione alla Centrale Rischi a cura dell’intermediario

L’Arbitro Bancario Finanziario del Collegio di Palermo, con la Decisione n. 4105 del 13 aprile 2017, ha condannato l’intermediario per non avere fornito la prova dell’avvenuta cancellazione della segnalazione.
Dopo il rituale reclamo il ricorrente si era determinato al ricorso all’ABF in quanto, a seguito di una “anomalia tecnico-informatica”, che era stata ammessa solo telefonicamente da funzionari dell’intermediario, la carta di credito del ricorrente presentava un insoluto dell’importo di € 5.293,00. L’insoluto sarebbe stato occasionato quando, nel tentativo di variare on line la rata mensile dell’operatore, ha inserito l’addebito a saldo.
L’insoluto aveva comportato l’iscrizione nei sistemi di informazione creditizia pubblici e privati da parte dell’intermediario, il quale, pur contattato dal ricorrente, aveva poi omesso di procedere alla cancellazione della segnalazione. Il ricorrente chiedeva che l’intermediario provvedesse urgentemente alla cancellazione della sofferenza creditizia.
L’intermediario nelle controdeduzioni rilevava che, valutate le circostanze che avevano portato alla segnalazione, aveva già provveduto a rettificare la posizione del ricorrente nei Sistemi di Informazione Creditizia, nonché a richiedere la cancellazione presso la Centrale dei Rischi di Banca d’Italia. Per questa ragione il soddisfacimento della richiesta del ricorrente sarebbe già avvenuto in momento antecedente alla proposizione del ricorso, e quindi l’intermediario chiedeva la cessazione della materia del contendere.
Il ricorso è stato ritenuto meritevole di accoglimento in quanto il Collegio riteneva che, sebbene il ricorrente non avesse fornito alcuna prova in ordine all’intervenuta segnalazione al SIC, il fatto che tale segnalazione fosse stata effettuata era incontestato tra le parti.
L’intermediario, difatti, aveva chiesto al Collegio di rilevare l’inesistenza della materia del contendere, in virtù della circostanza che, valutati i fatti per cui si era proceduto alla segnalazione, lo stesso aveva già provveduto in tempo anteriore alla presentazione del ricorso all’ABF alla cancellazione della segnalazione al SIC, il fatto che dalla documentazione in atti, non vi era alcuna prova dell’intervenuta cancellazione.
Il Collegio, pertanto, ha ritenuto che la prova della cancellazione spetti all’intermediario e che, non avendo il resistente fornito alcuna evidenza circa l’avvenuta cancellazione del nominativo, lo stesso fosse tenuto a procedere alla relativa cancellazione, qualora il ricorrente risulti ancora segnalato.
Il Collegio ha disposto che l’intermediario, ove non via abbia provveduto, si adoperi per la cancellazione della segnalazione contestata e ha disposto inoltre che l’intermediario corrisponda alla Banca d’Italia la somma di € 200,00 quale contributo alle spese della procedura e al ricorrente la somma di € 20,00, quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso.

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