Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
12 Febbraio 2016

Protezione patrimoniale: usufrutto e quote di nuova emissione di s.r.l.

Di cosa si tratta

L’ammissibilità che quote di società a responsabilità limitata possano essere oggetto di usufrutto è pacificamente riconosciuta dall’art. 2471-bis cod. civ..
Nella prospettiva delle protezione patrimoniale di non breve periodo pensare di disgiungere i due tipi di valori dello stesso bene (nuda proprietà ed usufrutto) potrebbe consentire di inserire un “disvalore” alla quota che volesse essere oggetto di attacco.
Lo spunto di considerazione di questa scelta ci deriva dalla raccolta degli Orientamenti in materia di atti societari 2015, curata dal Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie del 19 Settembre 2015.
In questa si affronta il tema dell’aumento oneroso del capitale di società in forma a responsabilità limitata e l’estensibilità dell’usufrutto ad azioni o quote di nuova emissione.
L’intestazione di quote di Srl può essere oggetto di aggressione come conferma espressamente l’art. 2471 cod. civ.; nel caso di sdoppiamento di questo “valore” l’interesse a questo tipo di realizzo può condizionare molto le scelte quando il soggetto da proteggere sia titolare dell’usufrutto; la morte, non prevedibile se non con approssimazione statistica per durata, relativa all’età del titolare, è fatto che farebbe sfumare ogni garanzia. Anche altri eventi potrebbero essere idonei a rappresentare il termine di validità dello sdoppiamento. Aggiungiamo anche altra considerazione che la Srl ipotetica sia holding di un gruppo societario.
Stiamo vedendo che l’ipotesi di lavoro comincia ad essere interessante nell’ipotesi di una pretesa che muova dall’esterno della società che, come oggetto di attenzione, abbia un valore.
Restando alla risposta tecnica degli orientamenti notarili in caso di azioni gravate da usufrutto, se viene deliberato un aumento a pagamento del capitale, il diritto di opzione, ai sensi dell’art. 2352, comma 2, c.c., spetta al socio nudo proprietario ed al medesimo sono attribuite le azioni in base ad esso sottoscritte. “Le azioni di nuova emissione sono attribuite al socio nudo proprietario in piena proprietà, dovendosi escludere sulle stesse un’estensione del diritto di usufrutto che continuerà a gravare solo sulle vecchie azioni, salva diversa volontà espressa dalle parti”.
In caso di aumento di capitale gratuito le quote invece si accrescerebbero nella medesima condizione di diritto e cioè le nuove quote sarebbero del nudo proprietario, gravate di usufrutto a favore dell’usufruttuario.
Tornando all’ipotesi onerosa, la possibilità che l’operazione sia diversa può muovere dall’accordo che le parti (socio/nudo proprietario ed usufruttuario), possano disciplinare l’operazione in maniera diversa, prevedendo la facoltà per l’usufruttuario di ottenere l’estensione del suo diritto di usufrutto anche sulle azioni di nuova emissione. In questo caso sarà necessario che l’usufruttuario concorra alle spese per la liberazione di dette azioni; un’estensione dell’usufrutto sulle nuove quote derivanti da aumenti a pagamento senza il concorso alle spese da parte dell’usufruttuario, andrebbe ad integrare una donazione di cosa futura, nulla ex art. 771 c.c..
Deve comunque essere rispettata la specifica disciplina dettata dalla società emittente per la costituzione del diritto di usufrutto sulle azioni. Si ritiene, peraltro, legittima una clausola statutaria che nel sancire limiti e/o condizioni per la costituzione di usufrutto sulle azioni, preveda una deroga a tale disciplina per l’ipotesi in cui, in forza di un patto “estensivo” intervenuto tra le parti, sia richiesto che l’usufrutto cada anche sulle quote di nuova emissione in caso di aumento a pagamento del capitale sociale.
Quanto illustrato apre poi il discorso della possibilità della prefissione di un termine all’usufrutto, considerato che l’usufruttuario potrebbe essere una società, che ha un termine di durata, che ha altre possibilità operative che renderebbero l’usufrutto eccessivamente “stabilizzato”.
Possiamo dire che l’impiego della distinzione con l’usufrutto sulle quote sia molto interessante per considerazioni di fatto che possono sospingere a valutazioni di risultato per un diritto al realizzo su questo.

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