Categorie approfondimento: Estero
15 Luglio 2002

La Legge 29.7.81, n. 394: promozione degli investimenti durevoli all’estero in Paesi non comunitari

Di cosa si tratta

La Legge 29.7.81, n. 394 all’art. 2 prevede la possibilità di ottenere un prestito a tasso agevolato di importo pari all’85% delle spese inserite in un progetto di investimento all’estero da realizzare in due anni.
L’importo massimo concedibile è di Lit. 4 miliardi e ne possono essere beneficiarie le imprese esportatrici di merci o di servizi. Hanno priorità le piccole e medie imprese, loro Consorzi o raggruppamenti.
Lo strumento è utilizzabile per i Paesi non appartenenti all’Unione Europea e, di norma, ogni programma può riguardare al massimo due Paesi della stessa area geoeconomica.
Il finanziamento a tasso agevolato è pari al 40% del tasso di riferimento, ma il tasso varia mensilmente. Al finanziamento viene applicato per tutta la durata il tasso in vigore il giorno della stipula del relativo contratto.
Il finanziamento riguarda programmi di penetrazione commerciale, che hanno come obiettivo la realizzazione di un insediamento durevole in Paesi non appartenenti all’Unione Europea. L’insediamento permanente, in genere, è costituito da: uffici di rappresentanza, uffici commerciali, negozi, magazzini, depositi, sale espositive, centri di assistenza.
I programmi di penetrazione commerciale possono essereA realizzati, in casi specifici, anche tramite stretti accordi di collaborazione con operatori locali (trading o altre forme di rappresentanza). Tali programmi, cui ricorrono in genere le PMI, sono ammissibili a condizione che il rapporto instaurato comporti l’utilizzo di locali, la prestazione di servizi e, se del caso, l’impiego continuativo di personale all’estero.
In ogni caso, deve trattarsi non della normale attività commerciale e promozionale, ma di un rapporto che permetta alle imprese una presenza durevole sul mercato e un contatto diretto e continuo con la clientela.
Sono ammissibili a finanziamento le spese relative a: “studi di mercato”, “costituzione e funzionamento delle citate strutture all’estero”, “campionamenti”, “stoccaggio di merci all’estero”, “pubblicità”, “dimostrazioni”, “formazione”. Le spese sono ammesse a finanziamento nella misura massima dell’85% e la relativa erogazione può avvenire solo se l’impresa è in grado di documentare di aver sostenuto le spese indicate nel preventivo approvato.
La domanda di finanziamento deve contenere un’illustrazione dettagliata del programma, dei mezzi, modi e tempi preventivati per realizzare l’insediamento durevole all’estero.
La domanda deve essere corredata dAi tutti i dati economico-finanziari utili a far conoscere l’impresa e le sue potenzialità e in essa deve essere indicato il tipo di garanzia, che l’impresa è disposta a prestare.
Nel caso di programma realizzato tramite una società all’estero, di essa nella domanda deve essere fornito l’esatto indirizzo ed ogni utile referenza.
Le domande sono esaminate entro quattro mesi dalla data di ricevimento e l’esito viene comunicato dal Ministero del Commercio Estero all’impresa entro 15 giorni dalla data della relativa delibera.
Entro tre mesi dalla comunicazione della concessione del finanziamento, l’impresa deve presentare alla Simest la documentazione necessaria per la stipula del contratto, che deve avvenire nel mese successivo.
All’atto della domanda può essere richiesto un anticipo pari al 10% dell’importo del finanziamento e la documentazione di spesa relativa alla prima erogazione deve essere presentata entro due mesi dalla stipula del contratto, prorogabili di altri due mesi in casi ben motivati.
Le erogazioni sono effettuate dalla Simest su presentazione della documentazione relativa alle spese sostenute o di un’autocertificazione delle stesse.
Le erogazioni sono subordinate alla presentazione di una delle seguenti garanziAe: fidejussione bancaria, fidejussione assicurativa, fidejussione di Consorzi di garanzia collettiva fidi pegno su titoli. Il tipo di garanzia che l’impresa si impegna a prestare deve essere indicato nella domanda di finanziamento. La garanzia è prestata pro-quota man mano che si chiede l’erogazione e viene parallelamente ridotta in relazione ai rimborsi effettuati.
Alle PMI beneficiarie dei finanziamenti, non in grado di fornire idonee garanzie, può essere concessa una garanzia integrativa e sussidiaria, prevista dalla Legge 28.2.1986 n. 41, a valere su una disponibilità costituita presso il Fondo. I soggetti interessati devono farne esplicita richiesta nella domanda di finanziamento; tale garanzia al massimo può essere pari al 40% dell’ammontare del finanziamento deliberato.
Il programma approvato, salvo variazioni da comunicare preventivamente al Ministero e alla Simest, deve essere realizzato secondo i termini in esso indicati e le nuove spese, nei limiti dell’importo finanziato, possono essere riconosciute solo a decorrere dalla data di ricevimento della relativa richiesta al Ministero.
La realizzazione del programma deve avvenire entro il periodo che inizia dalla data di approvazione del programma e termina due anni dopo la data di stipula del contratto. L’utilizzo del finanziamento deve avvenire nel perAiodo che inizia alla data della prima erogazione e termina due anni dopo.
L’impresa dovrà operare una relazione intermedia: le imprese beneficiarie dopo il primo anno di utilizzo devono presentare agli Enti istruttori (Ministero commercio estero e Simest) una relazione che illustri lo stato di realizzazione del programma e una relazione finale due mesi dopo la fine del periodo di realizzazione ove devono essere motivate eventuali cause di realizzazione parziale del programma approvato; le imprese beneficiarie sono tenute a presentare alla Simest la documentazione, in originale o in copia conforme, delle spese sostenute ovvero un’attestazione, autocertificata, ai sensi degli articoli 4 e 20 della Legge 15/68.
La mancata presentazione delle relazioni comporta, in fase intermedia, la sospensione delle erogazioni e l’assimilazione alla mancata realizzazione del programma, in fase finale.
Avviene il consolidamento quando il Comitato delibera di confermare il rimborso dell’importo erogato a tasso agevolato e secondo i tempi di ammortamento stabiliti. Il consolidamento è riconosciuto se il programma è stato realizzato secondo i termini approvati, e, in caso contrario, il Comitato può disporre tempi e modalità diverse di rimborso dell’importo erogato e dei relativi interessi.

In sintesi

Il finanziamento ha una durata di sette anni, di cui due di preammortamento nel quale sono pagati solo gli interessi. Il rimborso del finanziamento avverrà in dieci rate semestrali posticipate, a quote costanti di capitale più gli interessi sul debito residuo, nei cinque anni successivi al termine del periodo di utilizzo.
Il Ministero effettua controlli ed assume informazioni sulle strutture all’estero delle imprese, avvalendosi della collaborazione degli uffici all’estero dell’Istituto Nazionale per il commercio estero (ICE). Inoltre, previa delibera del Comitato, possono essere effettuati controlli diretti in loco della realizzazione dei programmi. L’esito dei controlli è determinante per la conferma o meno delle agevolazioni indicate. Domande successive alla prima possono essere presentate solo dopo che sia stata trasmessa agli Enti istruttori la relazione finale del precedente programma e sono esaminate dopo il consolidamento del precedente programma.
Le agevolazioni della Legge 394/81, art. 2, sono alternative ad ogni altro beneficio previsto dalle vigenti disposizioni se riguardano le stesse destinazioni di spesa.
Col riordino del settore del commercio estero è stata disposta l’abrogazione del Comitato, istituito dall’art. 2 della legge 394/81, e a decorrere dal 1° gennaio 1999 l’affidamento della gestione è di Simest, in sostituzione di Mediocredito col Decreto Legislativo n. 143 del 31.03.1998, che ha esteso l’attività della Simest, ampliandone gli strumenti e creando così una istituzione finanziaria di riferimento per le imprese italiane che operano sui mercati esteri.

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