25 Marzo 2020

Procacciatore assicurativo e contribuzione previdenziale

Nessun obbligo di iscrizione alla Gestione commercianti per il mero procacciatore di clienti non vincolato alla compagnia assicurativa è quanto afferma la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2279 del 3 ottobre 2017.
Il c.d. produttore diretto od occasionale di compagnia assicurativa, che opera unicamente come segnalatore di nominativi di persone interessate a sottoscrivere contratti di assicurazione, senza alcun vincolo di subordinazione con l’impresa, è uscito indenne dalla riconduzione che tradizionalmente si compie di ricondurre al regime del contratto di agenzia (confermata da Tribunale Cassino, 12 Novembre 2018. Est. Giuditta Di Cristinzi).
Il problema preliminare affrontato era la definizione di produttore diretto di agenzia. La qualità di Produttore Diretto, ai sensi del D. Lgs. n. 209/2005 (Codice Assicurazioni) è già individuata con la caratteristica riconosciuta di “produttore libero”.
La Compagnia nel caso in concreto accettava la richiesta di concludere con lettera autorizzativa a operare come “segnalatore … di nominativi di persone interessate a sottoscrivere i contratti di assicurazione”, cioé “senza alcun vincolo di subordinazione” e “senza alcun obbligo di prestazione, legata ad un orario o itinerario o ad un risultato di produzione”. A fronte di queste prestazioni era stato pattuito un compenso provvisionale sulle proposte di polizza segnalate, percepito direttamente dalla direzione generale della compagnia.
Veniva quindi effettuata l’iscrizione, come previsto dall’art. 109 del d.lgs. n. 209/2005, nella sezione C) del R.U.I. (registro unico degli intermediari di assicurazione), riservato ai “produttori diretti che, anche in via sussidiaria rispetto all’attività svolta a titolo principale, esercitano l’intermediazione assicurativa nei rami vita e nei rami infortuni e malattia per conto e sotto la piena responsabilità di un’impresa di assicurazione e che opera senza obblighi di orario o di risultato esclusivamente per l’impresa medesima”.
L’Istituto iscriveva alla Gestione IVS degli esercenti attività commerciali, in osservanza del D.L. 269/2003 convertito in legge n. 326/2003, ritenendo l’attività di produttore libero, svolta dalla stessa dal 2007, come attività di produttore assicurativo di terzo e quarto gruppo, contemplata dagli artt. 4 e 5 del CCNL del 25.05.1939 in materia di agenzie e produttori di assicurazione.
La Legge n. 326/2003, all’art. 44, comma 2, individua i soggetti tenuti all’iscrizione nella gestione commercianti, dal primo gennaio 2004, nei “produttori di 3° e 4° gruppo di cui agli artt. 5 e 6 del contratto collettivo per la disciplina dei rapporti fra agenti e produttori di assicurazione del 25 maggio 1939”. Tale contratto, comprende al 3° gruppo i produttori i quali hanno l’obbligo di lavorare esclusivamente per l’agenzia dalla quale hanno ricevuto lettera di nomina e per i rami dalla stessa esercitati, ed hanno anche l’obbligo di un determinato minimo di produzione e nel 4° gruppo sono considerati “i produttori liberi di piazza o di zona, e cioè senza obbligo di un determinato minimo di produzione”.
È stata la Cassazione che con la sentenza n. 2279/2018 ha dato la giusta interpretazione a tale norma. La Cassazione ha infatti osservato che “la concreta indagine relativa ai caratteri delle attività proprie dei produttori del terzo o del quarto gruppo va condotta considerando che le medesime attività divengono significative, ai fini dell’obbligo all’iscrizione alla gestione commercio, solo se rese in favore di agenzie o sub agenzie”.
Per la Corte “il produttore è normalmente considerato una specie del procacciatore d’affari che ha con l’impresa o l’intermediario preponente un rapporto meno vincolato sul piano operativo e giuridico rispetto a quello di chi è più intensamente integrato nella struttura organizzativa imprenditoriale di un agente”. Per questa distanza tra le due figure di produttori, la Corte ha ritenuto comprensibile e razionale la scelta del legislatore previdenziale del 2003 di istituire l’obbligo di iscrizione nella gestione commercianti solo per gli agenti o sub agenti, ma non anche per i procacciatori.
Considerata l’attività svolta come produttore diretto (ovvero occasionale) della compagnia assicurativa operante unicamente come “segnalatore di nominativi di persone interessate a sottoscrivere i contratti di assicurazione”, “senza alcun vincolo di subordinazione” e, in particolare, a seguito dell’interpretazione data dalla Cassazione all’art. 44 comma 2, della L. n. 326/2003 (afferente l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti INPS dei produttori di 3° e 4° gruppo di cui agli artt. 5 e 6 del CCNL del 25.05.1939) la Corte conclude per ritenere non dovuta l’iscrizione alla Gestione IVS degli esercenti attività commerciali, nettamente distinguendo tra i produttori diretti dai produttori di agenzia o di subagenzia, distinzione che è reale derivando in concreto dalla diversità che la pratica imprenditoriale del settore degli intermediari del sistema assicurativo consente di apprezzare e che il codice delle assicurazioni ha posto sul piano positivo nel titolo dedicato agli intermediari assicurativi (Titolo IX).

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