Categorie approfondimento: Fallimentare
9 Settembre 2011

Privilegi fiscali nuovi e problemi per le procedure di risanamento delle imprese

Di cosa si tratta

Le nuove norme dell’estate 2011 (DL. n. 98/2011, convertito Legge n. 111/11) hanno modificato ed esteso i privilegi fiscali per i tributi non pagati nel modo in seguito indicato.
Apparentemente la modifica fa pensare ad una riforma di mera natura tributaria; infatti nel Decreto legge è collocata alla Rubrica: “Norme in materia tributaria”. Invece il suo effetto è di modificare la collocazione dei crediti nella distinzione della loro natura nella sede delle procedure concorsuali. La Riforma inoltre spavaldamente prevede che l’efficacia della modifica operi anche per le procedure già in corso comportando quindi la necessità di adeguarsi a questa novella.
L’intervento è stato operato dall’art. 23 del D.L., che ha sostituito parte dell’art. 2752 cod. civ. e precisamente: al comma 37 si è operato un intervento che comporta l’inserimento anche delle “sanzioni dovute” al regime del privilegio previsto dall’articolo 2752 del codice civile.
E’ bastato per il legislatore inserire le sanzioni nel testo, che diventa: «per le imposte e le sanzioni dovute secondo le norme in materia di imposta sul reddito delle persone fisiche, imposta sul reddito delle persone giuridiche, imposta sul reddito delle società, imposta regionale sulle attività produttive ed imposta locale sui redditi». In pratica le sanzioni sono equiparate al capitale nella loro collocazione privilegiata.
Si aggiunge poi: “La disposizione si osserva anche per i crediti sorti anteriormente all’entrata in vigore del presente decreto”.
Il comma 38 ha abrogato l’art. 2771 del codice civile ed è quindi venuto meno il privilegio sopra gli immobili per i tributi ivi indicati.
Il comma 39 ha operato un’apparente banale aggiunta al terzo comma dell’articolo 2776 del codice civile operando il richiamo «dal primo (comma) e»; in pratica questo ha comportato che l’art. 2752 cod. civ., oggetto di allargamento del privilegio alle sanzioni, per effetto del suo richiamo espresso all’art. 2776, 3° comma cod. civ., sarà a questi crediti attribuita l’allocazione sussidiaria, in caso di insufficienza del realizzo sui mobili, “sul prezzo degli immobili, con preferenza rispetto ai crediti chirografari”, ma dopo i crediti previsti dal secondo comma dell’articolo.
Come si vede ci sarà una non piccola rivoluzione, che però ancora non si arresta al futuro, ma che per le procedure pendenti comporta anche, come prevede il comma 40, che “I titolari di crediti privilegiati, intervenuti nell’esecuzione o ammessi al passivo fallimentare in data anteriore alla data di entrata in vigore del presente decreto, possono contestare i crediti che, per effetto delle nuove norme di cui ai precedenti commi, sono stati anteposti ai loro crediti nel grado del privilegio, valendosi, in sede di distribuzione della somma ricavata, del rimedio di cui all’articolo 512 del codice di procedura civile, oppure proponendo l’impugnazione prevista dall’articolo 98, comma 3, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, nel termine di cui all’articolo 99 dello stesso decreto”. Chiara e dichiarata efficacia retroattiva della disposizione anche nelle due sedi richiamate (procedure esecutive individuali e concorsuali).
Messa da parte quindi la costernazione per la qualità degli interventi compiuti, è agevole argomentare che diventa più difficile perseguire le strade del risanamento delle imprese con le procedure da poco introdotte e non ancora consolidate in giurisprudenza.
L’estensione compiuta del privilegio comporta infatti che si vanno a restringere e a rendere insoddisfatti tutti quei creditori che non hanno titoli preferenziali; necessariamente maggiori risorse verranno attratte alla parte privilegiata dei crediti a danno degli altri creditori che, meno soddisfatti, saranno sempre meno proclivi a votare a favore di soluzioni di recupero dell’impresa in crisi.
Per le procedure pendenti al 6 luglio 2011 inoltre, ove i creditori non abbiano già votato, si porrà il tema di modificare la proposta nei casi nei quali l’aggiunta del montante del nuovo privilegio descritto abbia a cambiare il quadro della formulazione presentata.

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